Lavoro nero nel settore delle pulizie. Servono nuovi incentivi per la messa in regola?
25.3241 · Interpellanza · 2025-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:come valuta le conseguenze del lavoro nero nel settore delle pulizie sulle strutture sociali, in particolare per l’AVS, l’AI e l’AD?Quali misure prevede il Consiglio federale per ridurre in modo efficace il lavoro nero nel settore delle pulizie? Sono state fatte riflessioni su eventuali incentivi fiscali o sgravi amministrativi che porterebbero a dichiarare il personale delle pulizie?Quali esperienze degli altri Paesi potrebbero essere riprese per ridurre in modo mirato il lavoro nero? Quali possibilità intravede il Consiglio federale per estendere al settore delle pulizie i modelli di incentivazione esistenti per altri servizi affini di economia domestica?
Begründung
Il lavoro nero nel settore dell’economia domestica è un problema di rilievo. Stando alle stime, sarebbero circa 75 000 i lavoratori del settore delle pulizie a lavorare in nero presso le economie domestiche. Questo causa perdite annue di circa 320 milioni di franchi alle assicurazioni sociali in contributi non versati. Si tratta di una parte dell’economia sommersa stimata al 6,1 per cento del PIL (SECO, 2023), responsabile di perdite economiche per lo Stato e di condizioni di lavoro precarie, senza protezione sociale, per i lavoratori.Per le economie domestiche esistono pochi incentivi alla messa in regola del personale di pulizia. I contributi, le assicurazioni e l’onere amministrativo rappresentano per molti un ostacolo. Nonostante la procedura di conteggio semplificata, il lavoro nero rimane un fenomeno dilagante che sottrae fondi alle infrastrutture sociali e porta a distorsioni della concorrenza, dato che dal punto di vista finanziario chi assume in modo corretto e legale è svantaggiato.Anche per i lavoratori le conseguenze sono pesanti: senza un’assunzione in regola decade il diritto alla rendita di vecchiaia, all’assicurazione infortuni e al versamento del salario durante un periodo di malattia. In caso di disoccupazione o di contenziosi con il datore di lavoro, questi lavoratori non godono di alcuna protezione. Le economie domestiche che impiegano personale in nero rischiano di essere multate e di dover pagare retroattivamente. Per altri settori di servizi affini all’economia domestica esistono modelli di incentivi consolidati a diversi livelli statali, per esempio nella custodia dei bambini complementare alla famiglia o nelle cure. In Belgio si è affermato un modello di buoni per l’aiuto domestico che fa diminuire il lavoro nero, garantendo al tempo stesso la protezione sociale dei lavoratori. Lo stesso sistema di incentivi, o uno simile, potrebbe applicarsi anche in Svizzera.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il lavoro nero può avere conseguenze molto serie per i lavoratori. I salari non dichiarati alle assicurazioni sociali non sono assicurati e questo può comportare prestazioni assicurative inferiori per esempio in vecchiaia, in caso di invalidità o disoccupazione e, di rimando, a maggiori costi per la collettività (aiuto sociale, prestazioni complementari). 2. In esecuzione della legge contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41), i Cantoni svolgono controlli basati sui rischi. Dai rapporti annuali della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sull’esecuzione della LLN emerge che i Cantoni reputano elevato il rischio di lavoro nero per il personale addetto alle pulizie, ragion per cui i controlli sono piuttosto intensi. Il lavoro nero viene combattuto anche tramite la semplificazione amministrativa. Per le attività minori e dipendenti, la LLN prevede una procedura di conteggio semplificata per i premi delle assicurazioni sociali e le imposte. Per queste procedure i datori di lavoro hanno un unico interlocutore presso la cassa di compensazione competente. Dal 2025 può essere conteggiata con questa procedura anche l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Nel 2023 hanno sfruttato la procedura di conteggio semplificata circa 73 000 datori di lavoro, per la maggior parte nei rapporti lavorativi con il personale domestico privato, per esempio per le pulizie. 3. Oltre alle semplificazioni amministrative menzionate, la procedura di conteggio semplificata integra, già oggi, la riscossione dell’imposta: per le remunerazioni modeste derivanti da lavoro dipendente, il datore di lavoro corrisponde alla cassa di compensazione AVS un’imposta alla fonte al tasso forfettario dello 0,5 per cento. In questo modo viene pagata l’imposta federale diretta e, con l’applicazione della procedura di conteggio semplificata, vengono versate anche le imposte cantonali e comunali (tasso forfettario: 4,5 %). Non sono rilevanti né la nazionalità, né il permesso di soggiorno o il domicilio fiscale della persona. I lavoratori ricevono un’attestazione delle imposte versate da allegare alla dichiarazione dei redditi. Dato che nell’imposizione di altre entrate il reddito conteggiato con la procedura semplificata non viene considerato, non è soggetto alla progressione.4. / 5. In diversi Paesi, per esempio in Belgio, esistono i cosiddetti assegni per le prestazioni. Sono presenti modelli simili anche in alcuni Cantoni: è possibile citare lo «chèque emploi» della Svizzera romanda, il «Pramassa» ticinese o lo «Chèque Service Basel» di Basilea Città. Questi modelli permettono al datore di lavoro di conteggiare tutti i contributi sociali con il fornitore di servizi. Il datore di lavoro provvede al versamento dei contributi alle assicurazioni sociali ed eventualmente dell’imposta alla fonte, rilasciando poi un certificato di salario al lavoratore. Questi modelli costituiscono un’alternativa facoltativa alla procedura di conteggio semplificata nazionale delle casse di compensazione.Nell’elaborazione della LLN era stata vagliata l’introduzione di un sistema di assegni a livello nazionale, ma i costi hanno determinato l’abbandono di questa variante. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza agli incentivi nella lotta al lavoro nero; a suo parere, le agevolazioni amministrative già in essere sono sufficienti.