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25.3258 · Interpellanza · 2025-03-21

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il secondo Obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS 2) mira a sradicare la fame entro il 2030. Traguardo purtroppo tuttora lontano, visto che nel 2023 la pativano ancora 733 milioni di persone. Alla luce della drammatica situazione, la Svizzera si è impegnata a combattere questa piaga a vari livelli, su scala nazionale e internazionale. Fino a poco tempo fa il Consiglio federale considerava tale impegno prioritario per il nostro Paese. In seguito alla visita del consigliere federale Ignazio Cassis all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) a Roma nel novembre del 2024, l’Esecutivo ha ricordato il forte impegno della delegazione svizzera nell’affrontare le sfide globali come la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile. In occasione del Forum di Davos nel gennaio del 2025, durante l’evento collaterale «food forever» il consigliere federale Guy Parmelin ha ribadito il suo impegno per risolvere i problemi globali comuni legati alla sicurezza alimentare, al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità. Tuttavia, contravvenendo a questi impegni, il Consiglio federale ha deciso di ridurre drasticamente le risorse destinate ai citati obiettivi, rendendo ancora più flebile la speranza di raggiungere l’OSS 2 «Sconfiggere la fame». I tagli prevedono per esempio:- la soppressione del Comitato nazionale svizzero della FAO (CNS-FAO) esistente dal 1946;- la soppressione della presenza del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) presso la missione permanente a Roma, che lavora per la FAO, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (FISA) e il Programma alimentare mondiale (PAM), e la soppressione dei relativi posti all’interno dell’Amministrazione.Tali soppressioni sono ancora più incomprensibili se si considerano il contesto internazionale estremamente instabile e i tagli decisi da Washington, che aumenteranno ulteriormente i bisogni e renderanno ancora più indispensabile l’impegno del nostro Paese. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:1) In un momento in cui gli Stati Uniti si ritirano dalle istituzioni multilaterali e queste si vedono costrette ad attuare riforme radicali, l’Esecutivo ritiene opportuno il passo indietro della Svizzera in un ambito così delicato?2) Il Consiglio federale ha valutato le ripercussioni delle soppressioni annunciate sul raggiungimento dell’OSS 2 «Sconfiggere la fame»?3) Come intende mitigare le ripercussioni delle soppressioni annunciate?4) In termini più generali, qual è la sua strategia per raggiungere l’obiettivo «Sconfiggere la fame», che lui stesso ha giudicato prioritario?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Svizzera continua il suo lavoro nelle organizzazioni multilaterali, in particolare in quelle attive nella lotta contro la fame e la malnutrizione nonché a favore del rafforzamento della sicurezza alimentare e dell’agricoltura sostenibile. Nel contesto attuale di diminuzione globale delle risorse accordate alla cooperazione internazionale (CI), la Svizzera sostiene in particolare le iniziative volte a migliorare la collaborazione e rafforzare l’efficienza del sistema multilaterale.2./3. Il Consiglio federale continua ad attribuire importanza alla coerenza politica nello sviluppo della politica agricola e delle altre politiche pertinenti ai fini del raggiungimento del relativo obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS 2). La soppressione del Comitato nazionale svizzero dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (CNS-FAO, una commissione extraparlamentare istituita dal Consiglio federale) e la soppressione della presenza del DEFR presso la missione permanente a Roma a partire da settembre 2027 non avranno un impatto significativo sul raggiungimento dell’obiettivo «sconfiggere la fame». A oggi non è prevista nessuna misura particolare per mitigare le ripercussioni di tali soppressioni. 4. A livello mondiale, l’insicurezza alimentare si è nuovamente acuita dal 2014. Negli ultimi anni, la situazione è peggiorata principalmente a causa dei conflitti armati, del cambiamento climatico, della pandemia di COVID-19 e dei costi crescenti. Sul piano nazionale, il Consiglio federale prosegue la messa in atto della sua Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 (www.are.admin.ch > Sviluppo sostenibile > Strategie e rapporti), che include iniziative specifiche volte ad «accelerare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili in Svizzera e all’estero» con un orientamento strategico internazionale che contribuisce al raggiungimento dell’OSS 2.La sicurezza alimentare è un ambito chiave della CI svizzera da 60 anni. La lotta contro la fame costituisce uno degli obiettivi specifici della Strategia CI 2025-2028 (FF 2024 1518). La Svizzera continuerà a sostenere gli sforzi per garantire un accesso equo a cibo sano e nutriente e a favore della produzione sostenibile di derrate alimentari. Nel quadro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e delle altre agenzie a Roma, la Svizzera si impegna a favore del raggiungimento dell’insieme degli obiettivi dell’OSS 2 «sconfiggere la fame» e di tutti gli altri OSS pertinenti.