25.3301 · Mozione · 2025-03-21
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le pertinenti basi giuridiche devono essere modificate affinché la Confederazione continui a versare ai Cantoni per altri cinque anni il 100 per cento della somma forfettaria globale per le persone bisognose di protezione anche dopo i primi cinque anni di soggiorno in Svizzera.
Begründung
La Confederazione decide in merito ai permessi di dimora, ma delega l’assistenza e l’integrazione ai livelli statali inferiori. Le cifre e le esperienze concrete portano a concludere che gli obiettivi d’integrazione fissati dalla Confederazione non possono essere conseguiti. Nonostante una piena occupazione di fatto, la penuria di lavoratori qualificati e notevoli sforzi profusi dai loro collaboratori amministrativi e dagli assistenti sociali, per i Comuni e i Cantoni è e resta difficile integrare nel mercato del lavoro le numerose persone con statuto S. Circa tre anni dopo l’attivazione di questo statuto, il tasso di occupazione dei suoi beneficiari si situa attorno al 29 per cento, mentre ammonta a circa il 38 per cento per le persone in cerca di protezione giunte in Svizzera nei primi tre mesi dallo scoppio della guerra in Ucraina. Non spetta ai Comuni e ai Cantoni farsi carico di queste difficoltà finanziarie, bensì alla Confederazione, che rilascia i rispettivi permessi di dimora.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Come già indicato dal Consiglio federale nella risposta all’interpellanza 24.4431 Steinemann «Quali sono le conseguenze delle nuove disposizioni in materia di dimora per i rifugiati ucraini a partire dal 2027?», la Confederazione indennizza i Cantoni per le spese di aiuto sociale delle persone bisognose di protezione senza permesso di dimora versando loro somme forfettarie globali per al massimo cinque anni. Conformemente all’articolo 74 capoverso 2 della legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31), le persone bisognose di protezione hanno diritto al rilascio di un permesso di dimora dopo un soggiorno di cinque anni in Svizzera. Questo permesso è tuttavia vincolato alla protezione provvisoria. A partire da questo momento i Cantoni ricevono per al massimo altri cinque anni la metà della somma forfettaria globale in virtù degli articoli 88 capoverso 3 LAsi e 24 capoverso 3 dell’ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie (OAsi 2; RS 142.312). Al momento di introdurre lo statuto di protezione S a livello di legge, il Consiglio federale ha ritenuto opportuno ripartire a metà i costi dopo cinque anni, conformemente al sistema federalistico. Questa misura intendeva inoltre incentivare i Cantoni a promuovere l’integrazione professionale delle persone bisognose di protezione. Migliorare l’integrazione professionale delle persone con statuto S è quindi un obiettivo centrale del Consiglio federale. Non si tratta soltanto di mantenere la loro collocabilità lavorativa nella prospettiva di un ritorno in patria, bensì anche di ridurre la dipendenza dall’aiuto sociale. Il 1° novembre 2023 il Consiglio federale aveva fissato l’obiettivo di aumentare il tasso di occupazione delle persone con statuto S al 40 per cento entro la fine del 2024 e al 45 per cento entro la fine del 2025. A fine febbraio 2025 il tasso di occupazione delle persone con statuto S era pari a circa il 30 per cento, mentre ammontava a circa il 40 per cento per le persone in cerca di protezione giunte in Svizzera nei primi tre mesi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. L’avamprogetto del Consiglio federale sulle misure di sgravio applicabili dal 2027 (www.fedlex.admin.ch > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione in corso > DFF > 2024/96) prevede misure di sgravio fino a 3,6 miliardi di franchi all’anno per riportare in equilibrio il bilancio della Confederazione. È in particolare previsto di ridurre a quattro anni l’indennizzo dei costi di aiuto sociale versato ai Cantoni nel settore dell’asilo e dei rifugiati. La richiesta avanzata nella mozione è in contrasto con questo obiettivo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.