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25.3315 · Mozione · 2025-03-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adattare le basi legali affinché venga effettuato un controllo di sicurezza su studenti e ricercatori provenienti da Paesi considerati a rischio per l’accesso ai cicli di studio universitari che presentano una potenziale utilità militare.

Begründung

La Svizzera occupa una posizione di spicco come polo di formazione e ricerca ed esercita una particolare attrattiva per lo spionaggio scientifico, soprattutto nei settori tecnologicamente avanzati.Diversi cicli di studio, in particolare nei settori tecnici e delle scienze naturali, permettono di acquisire conoscenze importanti non solo su prodotti civili, ma anche per la fabbricazione di applicazioni militari; in altri termini: di beni a duplice impiego.Se queste conoscenze si diffondono in modo incontrollato al di fuori della Svizzera, la sicurezza esterna e gli interessi di politica estera del Paese possono essere minacciati. Alcune università, come il Politecnico federale di Zurigo, riconoscono questo aspetto e hanno introdotto autonomamente dei controlli di sicurezza. Dato che nel settore universitario ciò non avviene ancora in modo capillare, è opportuno emanare disposizioni unitarie per il controllo di studenti e ricercatori provenienti da Paesi a rischio per i cicli di studio con una potenziale utilità militare.Il Consiglio federale dovrà definire l’elenco dei Paesi a rischio tenendo conto degli Stati sanzionati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o dai più stretti partner commerciali e di fiducia della Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce la necessità di intervenire in questo settore tematico per tutelare la Svizzera come polo universitario e di ricerca. Alla luce dei recenti sconvolgimenti geopolitici, la questione della sicurezza delle conoscenze scientifiche è diventata una priorità e una sfida strategica per molti Stati, associazioni o gruppi economici come l’Unione europea e il G7, che la considerano una questione cruciale per la loro sicurezza nazionale e hanno già adottato apposite misure.Il Consiglio federale è consapevole della necessità di esaminare le questioni della protezione dei dati e delle tecnologie sensibili, della prevenzione del trasferimento indesiderato di conoscenze e, a questo riguardo, dell’ammissione di studenti e ricercatori, al fine di garantire l’integrità e la qualità dell’insegnamento, della ricerca e dell’innovazione. Nell’ambito dell’attuazione delle sanzioni internazionali, le università svizzere sono tenute a limitare l’accesso alle aree sensibili del sapere. Ai cittadini della Repubblica popolare democratica di Corea, ad esempio, è vietato frequentare in Svizzera cicli di studio con una potenziale rilevanza per la costruzione di razzi e armi nucleari. Oltre alle disposizioni già previste, sono stati avviati diversi lavori.L’8 novembre 2024 il Consiglio della CSSU (Conferenza svizzera delle scuole universitarie), organo supremo in materia di politica universitaria della Confederazione e dei Cantoni, ha affrontato i temi relativi all’integrità scientifica e alla sicurezza delle conoscenze. Da un lato, ha deciso di istituire un centro di competenza incaricato di garantire la qualità e il rispetto dei principi di integrità scientifica (anche per quanto riguarda i beni a duplice impiego) e, dall’altro, ha affidato a swissuniversities il mandato di coordinare, nell’ambito di un gruppo di lavoro, le posizioni delle scuole universitarie in materia di sicurezza della ricerca e delle conoscenze, prestando particolare attenzione a tutelare la libertà scientifica e l’autonomia delle scuole universitarie e tenendo quindi conto della responsabilità spettante a ogni istituto. Il compito principale del gruppo di lavoro consiste nell’elaborare criteri coerenti per aiutare tutti gli istituti del settore a implementare le loro procedure di controllo. Si tratta in particolare di procedure per l’ammissione di studenti, l’assunzione o lo scambio di personale, l’invito di ricercatori dall’estero e in generale per l’avvio di nuove cooperazioni internazionali, ma anche di procedure per la protezione di dati, know-how e tecnologie sensibili e per la prevenzione del trasferimento indesiderato di conoscenze e dati.Parallelamente al mandato affidato dal Consiglio delle scuole universitarie a swissuniversities, nel novembre 2024 il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale per la sicurezza delle conoscenze e della ricerca, incaricato di analizzare gli aspetti giuridici e geopolitici dal punto di vista della sicurezza nazionale e internazionale e, tenuto conto dei lavori di swissuniversities, il quadro entro il quale le scuole universitarie possono essere sostenute. I servizi competenti dell’Amministrazione federale intrattengono scambi regolari con Stati che condividono una visione analoga, il che consente loro di acquisire importanti dati empirici e di integrarli nei lavori in corso.I risultati dei due gruppi di lavoro saranno presentati al Consiglio delle scuole universitarie e al Consiglio federale nel secondo semestre del 2025. Su questa base, il Consiglio federale e gli organi responsabili della politica universitaria decideranno i prossimi passi da intraprendere.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.