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25.3393 · Interpellanza · 2025-03-21

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

IA seguito della pandemia di COVID-19, la Corea del Nord ha chiuso completamente le sue frontiere. Il Governo nordcoreano ha eretto nuove recinzioni e posti di guardia al confine settentrionale con la Cina e la Russia e ha dato un giro di vite all’applicazione di norme già severe, per esempio impartendo l’ordine ai soldati di stanza alle frontiere di sparare senza preavviso a chiunque vi si avvicini senza autorizzazione.

Le nuove restrizioni hanno amplificato gli effetti delle sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza dell’ONU e si sono tradotte in ulteriori ostacoli alla maggior parte delle esportazioni e ad alcune importazioni. L’accesso ai generi alimentari e ai beni di prima necessità – tra cui farmaci e assistenza medica che, in precedenza, giungevano dalla Cina tramite rotte commerciali formali e informali – è stato notevolmente limitato.

Come se non bastasse, ormai dal 2020 non è più ammesso alcun aiuto di emergenza internazionale. Ciò riguarda anche i programmi umanitari della Svizzera, motivo per cui la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si è vista costretta a sospendere i suoi programmi in loco nel marzo dello stesso anno.

Stando a diversi rapporti, la situazione in Corea del Nord è estremamente grave e ci sono ragioni per credere che milioni di persone soffrano di denutrizione.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Come valuta il Consiglio federale l’attuale situazione umanitaria in Corea del Nord e quali ritiene siano le principali cause all’origine della stessa?

  1. L’Esecutivo ritiene che vi siano possibilità per ottenere, tramite i canali diplomatici, un’apertura del Paese all’aiuto di emergenza?

  1. Quali misure vengono adottate sul piano bilaterale e multilaterale per ricordare alla Corea del Nord i suoi impegni derivanti dal diritto internazionale, in particolare per quel che concerne il rispetto dei diritti umani della sua popolazione?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dalla chiusura delle frontiere nel 2020, le informazioni sulla situazione umanitaria nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) sono divenute estremamente frammentarie. Ad eccezione di poche rappresentanze diplomatiche, la comunità internazionale risulta pressoché assente. Permane un’elevata incertezza riguardo all’attuale diffusione e alla natura di insicurezza alimentare. Nel 2023 il Programma alimentare mondiale (PAM) ha stimato che, tra il 2020 e il 2022, il 46 per cento della popolazione soffriva di denutrizione. Si ritiene, tuttavia, che grazie a condizioni meteorologiche favorevoli i raccolti dell’autunno 2023 e 2024 siano stati migliori. La situazione nella RPDC è riconducibile non solo alle condizioni economiche generalmente difficili e all’assenza di meccanismi di mercato, ma anche alla pianificazione agricola controllata dallo Stato. Le misure adottate dal Governo per raggiungere il massimo grado possibile di autosufficienza, aggravate dalla temporanea chiusura delle frontiere al commercio durante la pandemia di COVID-19 e dalle sanzioni internazionali, continuano a ostacolare l’importazione di generi alimentari e mezzi di produzione agricoli. Il progetto condotto dalla DSC per offrire un complemento alimentare essenziale ai bambini gravemente denutriti e alle madri in fase di allattamento, uno degli ultimi aiuti internazionali ancora presenti, è potuto proseguire fino al 2024 grazie all’impegno del personale locale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF). 2. Con l’accreditamento dell’ambasciatore della RPDC a Ginevra nel gennaio 2025 e il contemporaneo accreditamento collaterale a Pyongyang dell’ambasciatore svizzero a Pechino nel febbraio dello stesso anno, la Svizzera ha potuto ristabilire un canale di comunicazione diplomatica con la RPDC. Nell’ambito di incontri bilaterali, forum multilaterali e incontri con il Governo della Repubblica Popolare Cinese, il nostro Paese si adopera affinché le organizzazioni internazionali di aiuto possano di nuovo accedere alla RPDC. Nel corso del suo biennio di presidenza del Comitato per le sanzioni nei confronti della Corea del Nord (Comitato 1718), la Svizzera è riuscita a ottenere l’autorizzazione per tutte le 50 domande di deroga a fini umanitari.3. La Svizzera affronta la questione dei diritti umani durante gli incontri bilaterali. Sul piano multilaterale, nei due anni della sua appartenenza al Consiglio di sicurezza dell’ONU, si è pronunciata in più occasioni sulla situazione dei diritti umani nella RPDC, e a questo riguardo interviene anche in seno al Consiglio dei diritti umani, in particolare nell’ambito dell’esame periodico universale (EPU) della Corea del Nord, l’ultimo dei quali si è tenuto nel novembre 2024.