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25.3446 · Mozione · 2025-05-06

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un programma esaustivo per rafforzare la difesa spirituale.

Begründung

La Svizzera conosceva una Difesa spirituale di successo volta a rafforzare l’identità nazionale e la capacità di resistenza. L’obiettivo era quello di difendersi dai totalitarismi, rafforzando i valori della Svizzera. Oggi ci troviamo di fronte a minacce simili. La disinformazione totalitaria proveniente dall’estero è in aumento. «Esiste soltanto una difesa nazionale se la Nazione vi partecipa con il cuore e con lo spirito; e proprio questo è il caso della Svizzera», dichiarò il generale de Lattre in occasione di un ricevimento da parte del generale Guisan. E oggi?La disponibilità a difendere il proprio Paese diminuisce. Molti cittadini non parteciperebbero attivamente alla difesa; in caso di dubbio, fuggire piuttosto che combattere. Una diagnosi allarmante che mette in luce una crisi di politica di sicurezza e della società.In Austria, oltre alla difesa militare, economica e civile, anche la difesa spirituale è parte integrante della difesa nazionale in senso lato (Costituzione austriaca art. 9a). La difesa spirituale sostiene in tal modo la diffusione di valori democratici, un’ampia consapevolezza del concetto di neutralità e la salvaguardia della sovranità statale, delle libertà democratiche e dei diritti civici e umani sanciti nella Costituzione. La difesa nazionale fornisce quindi un importante contributo alla comprensione della politica di sicurezza nazionale.In Svizzera, nella percezione pubblica, il servizio militare è stato ridotto alla protezione dalle catastrofi. Chi sottolineava il compito di difesa dell’esercito, era considerato retrogrado. La convinzione che il servizio militare fosse superfluo poiché ci si può rifugiare dietro alla diplomazia, ha reso il Paese indifeso.La disponibilità a difendere il proprio Paese presuppone l’identificazione in quest’ultimo. Si è orgogliosi del benessere – ma non della Confederazione e dei suoi valori in sé. Per troppo tempo la sicurezza è stata considerata un bene di consumo fornito da altri. La difesa è stata esternalizzata, affidata ad alleanze, a istituzioni che, se del caso, «troveranno una soluzione». L’idea che ogni individuo potesse assumersi delle responsabilità è stata soppiantata dalla comodità.Il declino della volontà di difesa non è un processo naturale, bensì il risultato di un’autoillusione sociale. Vi è ora la possibilità di invertire questa tendenza rafforzando in modo esaustivo la capacità di difesa reintroducendo la Difesa spirituale.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce la richiesta dell’autore della mozione riguardante la disponibilità alla Difesa nazionale e le sfide poste dalla disinformazione estera. Un grado elevato di fiducia da parte della popolazione nelle istituzioni statali, l’identificazione con i valori della Costituzione federale e la coesione sociale sono i presupposti per il funzionamento della democrazia e per la disponibilità della popolazione a difendere la Svizzera in caso di attacco.Tuttavia, il Consiglio federale ritiene che una reintroduzione della difesa spirituale nazionale, quale si è sviluppata nel XX secolo, non sia opportuna. Elaborato negli anni Trenta, questo concetto trovò applicazione durante la Seconda guerra mondiale e proseguì in forma adattata nel dopoguerra, in particolare durante la guerra fredda. Esso serviva a rafforzare la capacità di resistenza interna e poneva la cultura, l’istruzione e la sfera pubblica al servizio della difesa. Secondo il Consiglio federale i concetti e le misure di politica di sicurezza devono essere impostati in base alla situazione di minaccia prevedibile. La strategia di politica di sicurezza, attualmente in fase di elaborazione, si occuperà anche del rafforzamento della resilienza e delle capacità di difesa e di protezione. Conterrà inoltre misure volte a contrastare l’influenza e la disinformazione, le quali richiederanno uno stretto coordinamento dei mezzi di politica di sicurezza e una stretta cooperazione internazionale.Alcune misure sono già in fase di attuazione. La minaccia della disinformazione di cui si parla nel testo della mozione e le relative contromisure sono state illustrate dal Consiglio federale nel suo rapporto del 19 giugno 2024 in adempimento di un postulato sulle attività di influenza e sulla disinformazione (disponibile unicamente in tedesco e francese). Si tratta in particolare di rafforzare l’osservazione e l’analisi della situazione e di migliorare il coordinamento tra i servizi amministrativi competenti e con i partner esterni o esteri. Inoltre, la trasmissione di competenze mediatiche e politiche è parte integrante dei programmi d’insegnamento a tutti i livelli di formazione. Promuove il pensiero critico e sostiene la partecipazione democratica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.