Lexipedia

25.3459 · Interpellanza · 2025-05-06

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel suo rapporto del febbraio 2025 in risposta al postulato 20.4333, il Consiglio federale conferma che la repressione transnazionale (TNR) da parte della Cina è presente anche sul territorio svizzero. Uno studio esterno dell’Università di Basilea e ricerche nell’ambito dei «China Targets» (ICJI) dimostrano la sorveglianza sistematica, l’intimidazione e l’influenza esercitata sui tibetani e sugli uiguri esiliati. Ciò non solo viola i diritti fondamentali individuali, ma mina anche i principi democratici e la sovranità della Svizzera.

In qualità di Paese ospitante di una delle più grandi diaspore tibetane al mondo, la Svizzera ha una responsabilità particolare nella protezione dall’influenza estera. La TNR, sotto forma di sorveglianza digitale, minacce ai familiari nel paese d’origine, disinformazione e intimidazione attraverso canali diplomatici, non può essere tollerata. L’elevata interdipendenza economica con la Cina e l’accordo di libero scambio aumentano la vulnerabilità a tali influenze.

Il problema della TNR potrebbe essere ancora più minaccioso, soprattutto perché, sulla base di vari rapporti, si può presumere che anche altri Stati, come l’Iran, la Russia, l’Eritrea o la Turchia, stiano intimidendo le loro comunità in esilio in Svizzera attraverso la TNR.

In questo contesto invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali misure concrete ha adottato il Consiglio federale dalla pubblicazione del summenzionato rapporto per combattere il fenomeno della TNR in Svizzera?

  2. È disposto ad approfondire lo studio di tale fenomeno?

  3. Il Consiglio federale intende creare un servizio di segnalazione facilmente accessibile e sicuro per le persone interessate nonché meccanismi di protezione rapidi in caso di grave minaccia?

  4. Quali passi sono stati compiuti per sensibilizzare la polizia, il Servizio delle attività informative e le autorità competenti in materia di migrazione sul fenomeno della TNR?

  5. Il Consiglio federale intende sollevare la questione della TNR nei colloqui bilaterali con la Cina, in particolare nel contesto dell’ulteriore sviluppo dell’accordo di libero scambio?

  6. Quali misure giuridiche o diplomatiche intende adottare il Consiglio federale nei confronti delle persone o delle istituzioni coinvolte nella TNR?

  7. In che modo il Consiglio federale garantisce la collaborazione con le organizzazioni della società civile e le comunità di diaspora per prevenire e affrontare il fenomeno della TNR?

Stellungnahme des Bundesrates

In merito alle domandeda 1 a 4 e7:Con il rapporto del 12 febbraio 2025 «Situazione dei tibetani e degli uiguri in Svizzera» (disponibile soltanto in tedesco e in francese) in adempimento del postulato 20.4333 il Consiglio federale ha deciso di prendere in esame ulteriori misure a complemento degli strumenti esistenti per far fronte alla repressione transnazionale. L’intenzione è pertanto quella di prendere in esame e attuare eventuali misure negli ambiti del coordinamento nazionale, della prevenzione e della sensibilizzazione con il coinvolgimento della Rete integrata Svizzera per la sicurezza. Tutti gli attori rilevanti, compresi i Cantoni e i Comuni, saranno coinvolte in questo processo. Nel quadro dei lavori futuri si valuterà anche in che misura sarà necessario adottare misure supplementari contro la repressione transnazionale, tra cui misure concrete di protezione e sostegno, un servizio di segnalazione per le persone interessate e l’istituzionalizzazione del dialogo con i gruppi della diaspora. I preparativi sono in corso. Dovranno essere attuati in linea con le misure stabilite nel rapporto del 19 giugno 2024 «Attività di influenza e disinformazione» (disponibile soltanto in tedesco e in francese) in adempimento del postulato 22.3006. Tali misure hanno lo scopo di coordinare meglio in futuro l’analisi e la valutazione della situazione in merito alle attività di influenza, comprese quelle transnazionali, con l’obiettivo di identificare tempestivamente le attività di influenza statali, individuarne gli autori e le loro intenzioni ed elaborare misure adeguate. Il tema della repressione transnazionale è inserito nel contesto generale della politica di sicurezza nel quadro della strategia in materia di politica di sicurezza. In merito alle domande5 e 6: Il Consiglio federale affronterà il tema della repressione transnazionale nell’ambito di dialoghi sui diritti umani con gli Stati rilevanti. Come ha già spiegato nella risposta all’interpellanza 25.3225, la Svizzera solleverà questi temi anche nel quadro dei negoziati per l’ottimizzazione dell’accordo di libero scambio con la Cina. Diversi atti connessi alla repressione transnazionale sono punibili. I reati contro gli interessi pubblici comprendono principalmente gli atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero (art. 271 del codice penale; CP; RS 311.0) e lo spionaggio politico (art. 272 CP). Quali reati contro gli interessi personali possono essere considerate altre fattispecie penali come i delitti contro la sfera personale riservata (art. 179 segg. CP), la minaccia (art. 180 CP), la coazione (art. 181 CP), l’abuso di un impianto per l’elaborazione di dati (art. 147 CP) e l’acquisizione illecita di dati (art. 143 CP). Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) esamina le richieste di accreditamento di diplomatici nonché di funzionari internazionali come pure le richieste di visto per verificare che non costituiscano una minaccia alla sicurezza interna ed esterna e fornisce agli organi competenti le basi decisionali necessarie per la loro approvazione o il loro rifiuto. Il Consiglio federale può adottare misure volte a contenere o ostacolare le attività di spionaggio di Stati esteri al fine di proteggere la sicurezza interna ed esterna. Tali misure devono tuttavia essere esaminate singolarmente per tenere conto degli interessi della Svizzera in particolare nell’ambito della politica estera ed economica.