25.3519 · Interpellanza · 2025-05-07
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti: Riconosce il crimine contro l’umanità confermato dalla perizia Diggelmann? Riconosce la persecuzione sistematica e razziale degli Jenisch motivata dall’intenzione di eliminare l’identità e la cultura di questo gruppo etnico?Riconosce la corresponsabilità della Confederazione e intende scusarsi per i crimini perpetrati e quindi anche per la persecuzione razziale programmata degli Jenisch e dei Sinti?È disposto ad avviare senza indugio il processo secondo i principi di Joinet, come richiesto dagli Jenisch coinvolti?È disposto a colmare le lacune nella ricerca storica emerse dalla perizia?È disposto a esaminare in tempi brevi le altre proposte degli Jenisch e dei Sinti?Che cosa prevede per l’ulteriore elaborazione storica e per la riparazione?Quali iniziative intraprenderà nei prossimi anni per promuovere lo stile di vita nomade e mettere a disposizione aree di sosta?CofirmatariAndrey, Arslan, Baumann, Brenzikofer, Clivaz Christophe, Fivaz Fabien, Glättli, Klopfenstein Broggini, Mahaim, Porchet, Ryser, Schlatter, Töngi, Trede, Walder, Weichelt
Begründung
Gli Jenisch e i Sinti del nostro Paese sono stati perseguitati sistematicamente fino agli anni Settanta. Con il programma «Bambini della strada» della fondazione Pro Juventute è stata promossa una razzializzazione e stigmatizzazione degli Jenisch svizzeri, con effetti che permangono fino a oggi. Nel 2021 e nel 2023 le due principali organizzazioni degli Jenisch elvetici (Union Nomad e Radgenossenschaft) hanno chiesto che quanto accaduto venga riconosciuto come genocidio.Per chiarire se si sia effettivamente trattato di genocidio, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha commissionato al professor Oliver Diggelmann (Università di Zurigo) una perizia giuridica che ha confermato l’esistenza di un «crimine contro l’umanità».La lettera del DFI indirizzata agli Jenisch e ai Sinti coinvolti è stata sottoposta alla consultazione degli uffici. Data la portata del crimine commesso con il sostegno della Confederazione, il Dipartimento ha ritenuto opportuno formulare scuse senza riserve.Scuse che, però, sono rimaste lettera morta. Il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale di giustizia e polizia hanno fatto rimuovere passaggi rilevanti, come quelli relativi alla gravità dei reati e alla connivenza delle autorità, oppure il riferimento alla persecuzione sistematica, adducendo che alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale erano già state presentate le scuse.
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3. La perizia giuridica commissionata dal DFI giunge alla conclusione che, alla luce del diritto odierno, la sottrazione dei bambini alle famiglie e la distruzione intenzionale dei nuclei familiari allo scopo di eliminare il modo di vita nomade e assimilare gli Jenisch e i Sinti costituiscono un crimine contro l’umanità ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (RS 0.312.1) e che lo Stato è corresponsabile degli atti commessi. Mentre la fattispecie di «crimini contro l’umanità» è confermata secondo il diritto internazionale attualmente vigente, la perizia giunge alla conclusione che non sussiste un genocidio (culturale). Da un lato, la fattispecie di «genocidio culturale» (distruzione dell’eredità culturale) non è prevista daI diritto internazionale. Dall’altro, la perizia esclude un genocidio secondo il diritto in vigore poiché non si evidenzia un «intento di genocidio» (ossia l’intenzione di distruggere fisicamente o biologicamente un gruppo di persone), requisito necessario affinché questo crimine sia considerato tale.Il Consiglio federale ha preso atto della perizia giuridica del professor Oliver Diggelmann. In linea di principio, i fatti vanno valutati secondo il diritto vigente nel momento in cui si sono verificati. La persecuzione delle minoranze, e in particolare la sottrazione dei bambini alle loro famiglie con il sostegno delle autorità, ha causato grandi sofferenze. Le vittime sono state oggetto di maltrattamenti fisici e psichici, ed è stata loro negata la libertà di vivere secondo le proprie possibilità e i propri desideri. L’ingiustizia commessa ha inciso sulla vita delle persone coinvolte, delle loro famiglie e comunità, con ripercussioni visibili ancora oggi. Il Consiglio federale si rammarica per il dolore provocato da tali fatti e ribadisce le scuse agli Jenisch e ai Sinti coinvolti.4.-7. Il Consiglio federale ha incaricato l’Ufficio federale della cultura del DFI di instaurare un dialogo con le organizzazioni degli Jenisch e dei Sinti sull’eventuale necessità di ulteriori misure per l’elaborazione storica, coinvolgendo anche gli altri servizi specializzati interessati (Ufficio federale di giustizia e Servizio per la lotta al razzismo). I «principi Joinet» possono fungere da guida e strutturare il processo. Il processo, elaborato insieme alle parti interessate, è già stato avviato.Il Consiglio federale non può esprimersi sui campi d’azione e sulle possibili misure. Sarà necessario esaminare con i soggetti interessati quali siano le priorità da fissare, nel rispetto delle condizioni quadro giuridiche e finanziarie.8. Attraverso la fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» la Confederazione fornisce mezzi per sostenere finanziariamente i Cantoni e i Comuni nella creazione di aree di sosta. Allo stesso scopo, può mettere a disposizione terreni inutilizzati in suo possesso. Inoltre, insieme alla fondazione garantisce il monitoraggio delle aree di sosta disponibili e del fabbisogno.