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Conflitti di obiettivi per l'edilizia abitativa di utilità pubblica. La decisione programmatica del Consiglio federale frena il piano d'intervento contro la penuria di abitazioni?

25.3523 · Interpellanza · 2025-05-07

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Alla tavola rotonda sul tema della penuria di abitazioni, i rappresentanti dell’industria edilizia e immobiliare, dei Cantoni, delle Città e dei Comuni nonché della società civile sono stati concordi nell’affermare la necessità di adottare misure per aumentare l’offerta di abitazioni a pigioni e prezzi moderati e rispondenti al fabbisogno. Una misura centrale e ampiamente condivisa del piano d’intervento contro la penuria di abitazioni consiste pertanto nel rafforzare la promozione della costruzione di abitazioni di utilità pubblica da parte della Confederazione. In particolare, la Confederazione deve preparare un nuovo credito quadro per impegni eventuali (fideiussioni) nella promozione dell’alloggio (misura C1.2 del piano d’intervento). Il 7 giugno 2024 il Consiglio federale ha deciso di attuare rapidamente, nell’ambito delle sue competenze, le misure contenute nel piano d’intervento.

L’attuale credito quadro per impegni eventuali nella promozione dell’alloggio scadrà alla fine del 2027 e dal 2028 sarà necessario un nuovo credito quadro. Conformemente al decreto federale del 3 marzo 2021, il prossimo credito quadro dovrà essere fissato in modo tale che il volume delle fideiussioni non aumenti più rapidamente del numero di economie domestiche (decisione programmatica secondo l’art. 28 della legge sul Parlamento). L’attuazione di questa disposizione rallenterebbe la crescita del volume delle fideiussioni, in contrasto con l’auspicato rafforzamento della promozione dell’edilizia abitativa di utilità pubblica.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.

  1. Su cosa si è basato il Consiglio federale negli ultimi vent’anni (dall’introduzione della legge sulla promozione dell’alloggio (LPrA) nel 2003) per calcolare l’importo dei crediti quadro richiesti?

  2. A quanto è ammontata la domanda di finanziamenti da parte della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA) negli ultimi cinque anni? La CCA è stata in grado di soddisfare questa domanda?

  3. Quale impatto avrebbe la decisione programmatica sulla futura offerta di finanziamenti a tassi d’interesse favorevoli della CCA e sul divario tra domanda e offerta?

  4. Il Consiglio federale intravede un conflitto di obiettivi tra la propria volontà di attuare rapidamente le misure del piano d’intervento di sua competenza – nel caso specifico, il rafforzamento della promozione dell’edilizia abitativa – e la decisione programmatica di rallentare la crescita dell’importo totale garantito?

  5. Quale impatto avrebbe tale decisione sulla promozione di nuovi progetti di costruzione di abitazioni di utilità pubblica se il tasso di conversione rimanesse invariato?

Stellungnahme des Bundesrates

In base agli articoli 34 e seguenti della legge sulla promozione dell’alloggio (LPrA; RS 842), la Confederazione può contribuire a finanziare a condizioni favorevoli, tramite fideiussioni e fideiussioni al regresso, gli oggetti appartenenti a committenti di utilità pubblica. Dall’entrata in vigore della LPrA, nel 2003, il Parlamento ha approvato quattro decreti federali concernenti crediti d’impegno per impegni eventuali. Fino ad oggi nessuna delle fideiussioni accordate ha dovuto essere onorata.La garanzia di prestiti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA) assorbe in modo sistematico la parte più consistente del credito quadro. Secondo la prassi vigente, la CCA emette da due a quattro prestiti all’anno, per un totale di 200–300 milioni di franchi. Sono così disponibili fondi per il rifinanziamento dei prestiti in scadenza, da un lato, e per nuovi finanziamenti, dall’altro. Circa il 65 per cento dei prestiti rimborsati è convertito in nuovi prestiti; questo tasso di conversione si fonda su comprovate analisi del rischio. Finora l’entità dei crediti d’impegno è stata definita grosso modo in funzione del fabbisogno di finanziamento. Alla fine del 2024 le fideiussioni presentavano una durata residua di 10,3 anni e il volume delle fideiussioni ammontava a 4072 milioni di franchi.Nei primi tre anni dell’attuale credito quadro, la domanda (per nuovi finanziamenti e rifinanziamenti) è stata di circa 850 milioni di franchi, e la CCA era inizialmente in grado di coprire in larga misura il fabbisogno di finanziamento. Dall’inizio dell’estate 2024 la domanda supera i fondi annuali stanziati con il credito quadro. Da allora sono state prese in considerazione meno della metà delle richieste di nuovi finanziamenti; i rifinanziamenti sono continuati al livello precedente. La decisione programmatica del Parlamento limita la crescita del volume delle fideiussioni per il credito d’impegno 2027–2033 alla crescita del numero di economie domestiche. Dal 2020 il tasso di crescita delle economie domestiche è stato in media dell’1,34 per cento all’anno, con una crescita del volume delle fideiussioni dell’8,3 per cento in sei anni. Partendo da un volume di fideiussioni di 4260,5 milioni di franchi alla scadenza dell’attuale credito d’impegno, alla fine del nuovo periodo di credito tale volume passerebbe a 4614,8 milioni di franchi. In termini contabili, ciò richiederebbe un nuovo credito d’impegno di 1638 milioni di franchi. Per fissare l’importo del credito d’impegno, il Consiglio federale tiene conto di vari criteri e condizioni quadro. Secondo l’articolo 28 capoverso 4 della legge sul Parlamento (LParl; RS 171.10), l’Esecutivo può discostarsi da una decisione programmatica del Parlamento se ne indica i motivi. In ultima analisi spetta al Parlamento decidere l’importo del credito d’impegno. A un tasso di conversione invariato, l’attuazione della decisione programmatica implicherebbe che quasi la metà del prestito sarebbe disponibile per nuovi finanziamenti. Nella media pluriennale, la parte disponibile è superiore al 60 per cento, un dato che rispecchia anche il crescente volume delle fideiussioni degli ultimi anni. Un credito d’impegno conforme alla decisione programmatica renderebbe più difficile l’accesso a questo strumento di promozione per i nuovi committenti; l’importo ancora disponibile per nuovi finanziamenti si aggirerebbe comunque attorno ai 130 milioni di franchi.

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