25.3530 · Mozione · 2025-05-13
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
L’Ufficio del Consiglio nazionale è incaricato di far sviluppare appositamente per i membri dell’Assemblea federale un assistente per l’intelligenza artificiale (IA). Questo strumento dovrà basarsi su un modello di linguaggio open source personalizzato in funzione delle esigenze dei membri del Legislativo e collegato alle banche dati rilevanti della Confederazione. L’assistente IA sarà ospitato su un’infrastruttura svizzera sovrana allo scopo di garantire la confidenzialità e l’indipendenza delle risposte da influssi stranieri.
Una minoranza della Commissione (Schnyder Markus, Addor, Golay Roger, Graber Michael, Götte, Hurter Thomas, Knutti, Tuena, Zuberbühler) propone di respingere la mozione.
Begründung
L’intelligenza artificiale (IA) sta facendo rapidi progressi e sta diventando uno strumento indispensabile in molti settori, compreso il lavoro parlamentare. Diversi membri dei Consigli utilizzano già chatbot basati sull’IA, come ChatGPT o Claude, per analizzare testi, elaborare interventi o sintetizzare documenti. Questi strumenti sono utili ma il loro utilizzo pone tre fide principali:
esiste il pericolo che informazioni sensibili escano dal contesto sicuro della Confederazione e diventino di dominio pubblico;
esiste il pericolo che le risposte fornite da questi strumenti siano influenzate da un «bias», ovvero siano soggette a distorsioni, da una gerarchizzazione o da una logica contrari agli interessi della Svizzera;
esiste una dipendenza strutturale da tecnologie sviluppate al di fuori del quadro istituzionale e giuridico della Svizzera.
Per affrontare tali sfide la Svizzera deve offrire un’alternativa sovrana ed efficiente: un assistente IA appositamente sviluppato per i parlamentari, ospitato su server in Svizzera, orientato ai valori democratici del nostro Paese e collegato con le risorse documentarie rilevanti per il loro mandato. Questo assistente potrebbe offrire funzioni utili e mirate, tra cui la sintesi di disegni di legge, aiuto nella redazione di testi, confronto con testi o iniziative simili, supporto in materia di monitoraggio di tematiche.
Uno strumento di questo tipo non solo aumenterebbe l’efficienza del lavoro parlamentare ma garantirebbe anche la sovranità digitale del Parlamento, impedendo lo scambio di dati sensibili attraverso piattaforme straniere. Per il Legislativo è una questione fondamentale di sicurezza e indipendenza.
La Biblioteca del Parlamento ha già avviato un progetto pilota in tal senso e anche diverse unità amministrative della Confederazione stanno testando soluzioni IA su misura per le loro esigenze. Tali sforzi devono essere assolutamente coordinati. È giunto il momento che la massima autorità democratica del Paese disponga di uno strumento all’altezza delle sue responsabilità e che vada oltre GovChat, strumento destinato all’amministrazione.
Paesi come l’Italia hanno già intrapreso questa via. La Svizzera non può più dipendere da attori esterni nell’esercizio del suo potere legislativo.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La Delegazione amministrativa (DA) è responsabile delle questioni relative alla digitalizzazione del Parlamento e ha trasmesso il seguente parere all’Ufficio.
La DA ha pregato il gruppo Parlamento-IT (PIT), composto da rappresentanti di tutti i gruppi e organo consultivo della DA in materia di digitalizzazione del Parlamento, di esprimere un parere in merito alla mozione.
Una maggioranza del gruppo PIT si è espressa a favore dell’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) a supporto dell’attività dei parlamentari. In particolare, nell’elaborazione, nella preparazione e nella creazione della documentazione parlamentare l’IA può aumentare l’efficienza, ridurre le attività di routine e migliorare l’accesso a contenuti rilevanti. Per una maggioranza del gruppo PIT è fondamentale salvaguardare la sovranità dei dati e garantire la loro correttezza. Come illustrato da uno studio di fattibilità commissionato dai Servizi del Parlamento, i costi per lo sviluppo di uno strumento IA completo appositamente destinato ai parlamentari sono notevoli, soprattutto a causa del tipo e del numero delle fonti di dati e delle esigenze in materia di sicurezza e complessità dei dati. Nell’Amministrazione federale sono già in corso progetti concernenti l’IA e sistemi di assistenza digitale. Per ragioni di costi, una maggioranza del gruppo PIT è a favore di un approccio iterativo. In una prima fase si potrebbe quindi verificare come poter ampliare con l’IA le funzioni di ricerca in Parlnet, prima di considerare ulteriori possibilità di elaborazione. Il testo della mozione 25.3530, che chiede di sviluppare appositamente per i membri dell’Assemblea federale un assistente IA basato su un modello di linguaggio open source collegato alle banche dati rilevanti della Confederazione, contiene requisiti molto ampi e al contempo restrittivi. Secondo la maggioranza del gruppo PIT sarebbe più indicato incaricare i Servizi del Parlamento di esaminare un assistente IA efficiente dal punto di vista economico e che risponda alle esigenze prioritarie dei parlamentari, in cui la sicurezza e la sovranità dei dati del Parlamento sia garantita. Sulla base di quanto esposto, il gruppo PIT propone di respingere la mozione. Parallelamente una maggioranza chiede alla DA di conferire ai Servizi del Parlamento un mandato di esame corrispondente a quanto discusso in seno al gruppo PIT.
Una minoranza del gruppo PIT chiede alla DA in non intraprendere ulteriori passi in questa direzione poiché ritiene non sia necessaria nemmeno una variante ridotta. Prima di impiegare l’IA anche per ulteriori fonti di dati e campi di applicazione è necessario chiarire le esigenze dei parlamentari e, se del caso, sviluppare i casi d’uso adeguati (Use Cases).
La DA, anche sulla base del parere del gruppo PIT, propone di respingere la mozione. Constata che lo sviluppo di un assistente IA su misura per le esigenze dei parlamentari comporterebbe notevoli oneri finanziari e tecnici. La complessità delle fonti di dati da integrare e gli elevati requisiti in materia di protezione, sovranità e sicurezza dei dati richiesti dalla mozione comporterebbero elevati costi di attuazione. Per questo motivo la DA è a favore di un’impostazione graduale e pragmatica: con il coinvolgimento del gruppo PIT, ha incaricato i Servizi del Parlamento di esaminare come sia possibile impiegare, gradualmente e in modo coordinato con gli sforzi dell’Amministrazione federale, le funzioni basate sull’IA per assistere il lavoro dei parlamentari. Qualora la mozione venisse accolta nel primo Consiglio, la DA si esprime a favore di una modifica del testo nel secondo Consiglio secondo le considerazioni qui esposte.
Proposta dell'Ufficio del 14 novembre 2025
Sulla base delle considerazioni della DA, l’Ufficio propone di respingere la mozione.