Il Consiglio federale si mostra debole di fronte ai regimi autoritari invece di difendere gli interessi della propria popolazione?
25.3554 · Interpellanza urgente · 2025-06-04
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La nuova amministrazione statunitense ha stravolto la politica mondiale, ha dato nuovo slancio ai movimenti autoritari e mette a repentaglio la democrazia, la pace, la stabilità e la fiducia in tutto il mondo.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Perché il Consiglio federale si è prestato così rapidamente a fare il gioco dell’amministrazione statunitense, che sta deliberatamente minando l’autorità delle istituzioni dell’ONU? Quali misure adotta la Svizzera per sostenere il multilateralismo? La Svizzera è pronta a organizzare una conferenza per rafforzare il multilateralismo?
Perché la Svizzera non ha fatto della tutela del diritto umanitario di cui è depositaria una priorità assoluta della sua politica estera?
Il Consiglio federale farà delle concessioni non ricavando nulla di più che un ritorno alla situazione precedente alle minacce? Cedere di fronte al regime americano incentiva quest’ultimo a continuare a minacciarci con nuove misure per ottenere concessioni sempre maggiori. Non sarebbe stato meglio associarsi a una strategia comune a tutti i Paesi europei, più forte ed efficace? Il Consiglio federale è consapevole di confermare così il motto adottato dal presidente americano: «divide et impera»?
Le concessioni previste, per esempio nel settore medico, mentre i giganti della tecnologia hanno libero accesso al mercato svizzero, avranno ripercussioni sulla salute della popolazione? Perché decidere di rimandare qualsiasi regolamentazione delle piattaforme online?
Sono previste anche disposizioni che danneggiano gli agricoltori (p. es. attraverso l’importazione di noci americane benché esista una produzione in Svizzera). Perché il Consiglio federale vuole sacrificare, a profitto del Governo degli Stati Uniti, settori promettenti della nostra agricoltura?
Cosa intende fare il Consiglio federale per limitare le conseguenze della guerra commerciale condotta dagli Stati Uniti contro la popolazione e le imprese? Prevede di attivare investimenti? Ha intenzione di tassare i giganti della tecnologia? È disposto ad allinearsi alla politica industriale dell’UE per proteggere l’economia svizzera?
I tagli alla cooperazione internazionale allo sviluppo accrescono l’influenza geopolitica della Cina e di altre potenze regionali. Che cosa intende fare il Consiglio federale per contrastare questa tendenza?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale fa riferimento alla sua risposta all’interpellanza Broulis 25.3160 «Minacce per la Ginevra internazionale e l’ecosistema del multilateralismo. Quali soluzioni adotta il Consiglio federale», e al suo parere sulla mozione Sommaruga 25.3126 «Coordinamento internazionale per attenuare le conseguenze della sospensione dell’USAID». A breve il Consiglio federale sottoporrà inoltre a consultazione un nuovo messaggio sullo Stato ospite.
2. Il rispetto, il rafforzamento e la promozione del diritto internazionale umanitario sono priorità della politica estera della Svizzera, come indicato nella strategia di politica estera del Consiglio federale. In quanto Stato parte delle Convenzioni di Ginevra e dei loro protocolli aggiuntivi, la Svizzera esorta regolarmente e insistentemente le parti in conflitto, sia a livello bilaterale che multilaterale, a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e condanna tutte le violazioni.
3. Il Consiglio federale sta dialogando con gli Stati Uniti con l’obiettivo di rimuovere i dazi aggiuntivi imposti dal presidente Trump. Questi negoziati mirano anche a esentare la Svizzera da eventuali dazi aggiuntivi futuri imposti dagli Stati Uniti. Il Consiglio federale ha consultato le Commissioni della politica estera su un progetto di mandato economico e commerciale. Le due Commissioni hanno approvato il progetto di mandato il 2 giugno.
Anche l’UE sta discutendo con gli Stati Uniti in merito a questi temi. La Svizzera è in contatto con la Commissione europea e con gli altri principali partner commerciali per trovare le migliori soluzioni possibili a questa situazione.
4. Il mandato negoziale prevede che gli elementi dell’accordo da raggiungere con gli Stati Uniti siano conformi agli obblighi internazionali della Svizzera e ai suoi requisiti normativi. La Svizzera ha un interesse intrinseco a mantenere i mercati globali il più aperti possibile, ed è quindi disposta a cercare soluzioni migliori con gli Stati Uniti per ridurre gli ostacoli tecnici al commercio, in particolare sulla base di standard internazionali comunemente utilizzati. La Svizzera prenderebbe anche in considerazione l’estensione dell’attuale accordo bilaterale di reciproco riconoscimento.
La questione della regolamentazione delle piattaforme online, per contro, non è stata affrontata nelle discussioni preliminari e non è oggetto delle discussioni in corso.
5. La protezione doganale della Svizzera, motivata da considerazioni di politica agricola, serve a garantire una produzione agricola sostenibile e un livello dei prezzi equo sul mercato interno svizzero. È prevedibile che gli Stati Uniti avanzino richieste in termini di accesso al mercato per i loro prodotti agricoli, ma qualsiasi impegno da parte della Svizzera dovrà essere compatibile con i suoi interessi e sensibilità in termini di politica agricola e con i suoi impegni internazionali.
6. Il Consiglio federale ritiene che l’economia svizzera abbia ripetutamente dimostrato la sua resilienza e capacità di ripresa negli ultimi anni. La Svizzera dispone di stabilizzatori automatici completi e di un’ampia rete di sicurezza sociale, in particolare l’assicurazione contro la disoccupazione (AD) e l’indennità per lavoro ridotto. Attualmente non vi sono motivi di perseguire una politica economica attiva.
Non sono contemplati piani per tassare il settore digitale, nel nostro Paese. Questo rappresenta un vantaggio per la Svizzera nelle discussioni in corso con gli Stati Uniti.
Il Consiglio federale resta del parere che le politiche industriali, oltre al fatto di avere costi proibitivi, non siano in grado di produrre i risultati desiderati, e intende continuare a lavorare per migliorare le condizioni quadro, in particolare nel settore degli sgravi amministrativi.
7. Attualmente anche molti altri donatori – tra cui la Svizzera – hanno annunciato o deciso tagli alla cooperazione internazionale (CI). I dipartimenti si stanno impegnando per garantire la fattibilità della Strategia CI 2025–2028 (FF 2024 1518) e per portare avanti gli impegni per centrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Il Consiglio federale può contare inoltre sugli strumenti indicati nella Strategia di politica estera 2024–2027.