Divieto di caccia notturna: una deroga generale per il cinghiale è indispensabile per ridurre i danni subiti da agricoltura e Cantoni
25.3582 · Interpellanza · 2025-06-10
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande relative al nuovo divieto di caccia notturna al cinghiale introdotto a livello di ordinanza il 1° febbraio 2025:
Il nuovo articolo 3ter non era stato né proposto dalla Confederazione né oggetto della consultazione. Perché i Cantoni, il mondo dell’agricoltura e i cacciatori, ossia gli attori maggiormente interessati dalla nuova regolamentazione, sono stati posti di fronte al fatto compiuto senza essere stati consultati?
La nuova ordinanza sulla caccia postula un divieto di caccia notturna generale, con l’eccezione della caccia d'agguato. Come motiva, il Consiglio federale, l’eccezione relativa alla caccia d’agguato e perché non prevede alcuna eccezione per il cinghiale, animale che causa danni molto più ingenti?
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che tale divieto di caccia notturna porterà a un aumento dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture agricole, il che aumenterà anche gli oneri finanziari per Cantoni e cacciatori?
Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui la caccia notturna finalizzata in modo mirato alla prevenzione di danni – a differenza di altre attività notturne e legate al tempo libero attualmente in aumento nei boschi – non rappresenta un fattore di disturbo significativo per la fauna selvatica, proprio in considerazione del fatto che i cinghiali sono particolarmente sensibili alle suddette attività e, quando queste hanno luogo, si rifugiano nelle colture campicole?
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la caccia d’adescamento notturna del cinghiale, in particolare, è il metodo di caccia più efficace per ridurre i danni causati dai cinghiali alle colture agricole, segnatamente nel periodo di fine inverno caratterizzato da una scarsa vegetazione?
Il Consiglio federale è disposto a esortare i Cantoni particolarmente colpiti dai danni causati dai cinghiali a regolamentare in modo quanto più pragmatico, semplice e meno burocratico possibile delle eccezioni al divieto di caccia notturna secondo l’articolo 3ter capoverso 2, allo scopo di soddisfare le rispettive esigenze venatorie, volte a ridurre in modo efficace i danni causati dai cinghiali?
Stellungnahme des Bundesrates
1), 4) e 6) Nel quadro della procedura di consultazione, la Conferenza per la foresta, la fauna e il paesaggio (CFP) dei Cantoni, la Conferenza dei governi dei Cantoni alpini e diversi Cantoni hanno richiesto l’introduzione di un divieto di caccia notturna nel bosco. Molte specie selvatiche autoctone sono animali originariamente attivi di giorno e al crepuscolo, ma, a causa di diverse attività umane, sono diventate ormai sempre più attive di notte. Anche l’assunzione di cibo si sposta quindi nelle ore notturne. Un divieto di caccia notturna permette loro, tra le altre cose, di brucare su superfici aperte all’interno del bosco. Al contempo, i Cantoni hanno però anche richiesto di prevedere eccezioni al divieto di caccia notturna allo scopo di prevenire danni causati dalla selvaggina. Nelle nuove disposizioni di ordinanza, il Consiglio federale ha disciplinato tanto il divieto di caccia notturna generale quanto le eccezioni richieste. Ciò significa che i Cantoni hanno la possibilità di rilasciare autorizzazioni eccezionali, senza che sia il Consiglio federale a sollecitarli in tal senso. La Conferenza dei servizi della caccia e della pesca (CCP) ha già elaborato raccomandazioni volte a garantire, nei vari Cantoni, un’applicazione quanto più possibile uniforme della disposizione derogatoria. In tale contesto, sono decisivi criteri quali i limiti spaziali e temporali delle autorizzazioni eccezionali e la valutazione dell’effetto regolativo dell’eccezione autorizzata. 2) Quella di un’eccezione generale per la caccia d’agguato è stata una richiesta avanzata a sua volta nel quadro della procedura di consultazione, mentre per la caccia al cinghiale dovrebbe essere prevista la possibilità per i Cantoni di autorizzare delle eccezioni, in linea con la disposizione derogatoria di cui all’articolo 3ter capoverso 2 dell’ordinanza sulla caccia (OCP; RS 922.01). Sempre in questo contesto è stata introdotta anche la disposizione derogatoria per la caccia d’agguato. 3) Sarà ancora possibile cacciare il cinghiale in maniera efficiente. Il divieto di caccia notturna interessa infatti soltanto il bosco. In campo aperto, la caccia notturna continuerà a essere ammessa. Inoltre, per quanto riguarda il bosco, i Cantoni possono comunque prevedere delle eccezioni per prevenire danni causati dalla selvaggina. Gli abbattimenti mirati continuano quindi a essere ammessi. 5) La guida pratica sul cinghiale «Praxishilfe Wildschwein» scoraggia in linea di massima la caccia d’adescamento dal 2004, non ritenendo opportuno che venga introdotto cibo nel bosco. Questo tipo di caccia può determinare un’alimentazione eccessiva degli animali selvatici, con i notevoli problemi che ne conseguono. Inoltre, il numero di cinghiali che si nutrono delle esche è di gran lunga superiore a quello di cinghiali effettivamente abbattuti. Anzi, il fatto che vengano foraggiati favorisce la riproduzione e la sopravvivenza dei giovani cinghiali, contribuendo in modo significativo all’aumento degli effettivi. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) non dispone di dati nazionali sull’efficienza della caccia. Tuttavia, ai fini della regolazione degli effettivi di cinghiali, risulta indicata in particolar modo la caccia in battuta. La caccia d’adescamento notturna può avere senso in singoli casi e come integrazione. Una possibilità eccezionale, questa, che rimane ammessa anche con le nuove disposizioni di ordinanza.