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25.3632 · Interpellanza · 2025-06-17

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Myanmar è alle prese con una grave crisi umanitaria che è stata acuita da un terremoto devastante. Il sisma ha causato migliaia di morti e feriti e reso più di 2 milioni di persone dipendenti da aiuti umanitari d’emergenza. Questa tragedia è aggravata da un conflitto armato in corso e da un accesso umanitario fortemente ostacolato. Nonostante il cessate il fuoco proclamato ufficialmente, nelle regioni colpite non si placano gli attacchi militari, si riscontrano ancora dirottamenti degli aiuti umanitari e ostacoli amministrativi per le organizzazioni umanitarie e continua a regnare un’atmosfera di paura tra la popolazione civile.
La Svizzera ha risposto a questa situazione stanziando 2,5 milioni di franchi e inviando esperte ed esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario. Il nostro Paese impiega inoltre gli strumenti della diplomazia umanitaria, della cooperazione allo sviluppo e della promozione dei diritti umani. Le condizioni in loco rendono difficile una distribuzione equa degli aiuti. L’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani riferisce di continue violenze, restrizioni di accesso e una mancanza quasi totale di misure di aiuto in alcune regioni.
Alla luce di questa preoccupante situazione, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica l’attuale situazione in Myanmar sul piano del rispetto dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda l’accesso agli aiuti, la sicurezza della popolazione civile e la sorte dei prigionieri politici?
2. Quali meccanismi utilizza il DFAE per garantire che gli aiuti della Svizzera raggiungano effettivamente i gruppi più vulnerabili della popolazione, comprese le minoranze religiose (musulmane e cristiane) ed etniche?
3. In che modo la Svizzera, da sola o in collaborazione con i suoi partner, si adopera per garantire un accesso umanitario illimitato a tutte le regioni colpite?
4. Quali azioni diplomatiche mette in campo la Svizzera nei confronti delle autorità del Myanmar e in seno agli organismi internazionali per promuovere un effettivo cessate il fuoco e il rispetto del diritto internazionale umanitario?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Circa 19,9 milioni di persone in Myanmar necessitano attualmente di aiuto umanitario. L’accesso umanitario rimane fortemente limitato e la situazione in cui versa la popolazione civile è precaria. Reclutamenti forzati, torture, maltrattamenti e violenze sessuali, uccisioni arbitrarie, rapimenti, sparizioni forzate, sfollamenti forzati su larga scala nonché arresti e detenzioni privi di giustificazione sono all’ordine del giorno. Gli attacchi aerei e con droni sono aumentati costantemente negli ultimi anni, e lo stesso vale per l’impiego di mine. Nel Paese si trovano 3,5 milioni di sfollati interni. Le condizioni di detenzione sono dure e l’assenza di procedimenti giudiziari equi, così come l’insufficiente indipendenza e imparzialità della giustizia, continuano a destare preoccupazioni.
2. Nell’attuazione dei suoi programmi in Myanmar, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) può contare su un’esperienza pluriennale e su un’ampia rete di partner locali e internazionali che operano sia nelle aree controllate dal Governo che al di fuori delle stesse. I programmi di aiuto si concentrano geograficamente sul Sud-Est del Paese e sullo Stato di Rakhine, e tematicamente sui gruppi di popolazione colpiti dal conflitto, con particolare attenzione alle donne, alle minoranze etniche – compresi i Rohingya – e agli sfollati interni. Per esempio, i 2,5 milioni di franchi che il DFAE ha stanziato in risposta al terremoto del 28 marzo 2025 sono stati utilizzati esclusivamente da partner di lunga data, e una parte significativa degli aiuti è stata fornita direttamente o indirettamente da organizzazioni locali. 3./4. Nell’ambito dei suoi sforzi diplomatici, la Svizzera mantiene contatti regolari con tutte le parti interessate, compresi la giunta militare e i vari gruppi armati. In questi colloqui, si batte per il rispetto del diritto internazionale umanitario, per un accesso umanitario senza ostacoli e per una soluzione non violenta alla crisi attuale. L’obiettivo è favorire una de-escalation del conflitto, ottenere un cessate il fuoco duraturo e spianare la strada a un dialogo politico inclusivo. A tale scopo la Svizzera si coordina con i suoi partner internazionali. Nell’ultimo anno e mezzo ha anche copresieduto il gruppo di donatori al sistema umanitario che elabora prese di posizione e dichiarazioni comuni e sostiene la diplomazia umanitaria delle Nazioni Unite. L’Ambasciata di Svizzera è stata fondamentale per consentire all’ONU di ottenere l’accesso umanitario ad aree remote sotto il controllo della resistenza.
A livello multilaterale, la Confederazione appoggia il Meccanismo investigativo indipendente dell’ONU per il Myanmar (IIMM), che svolge un ruolo importante in materia di responsabilizzazione. Ha inoltre sostenuto le risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 46/21 del Consiglio dei diritti umani (marzo 2021) e la risoluzione 2669 (2022) del Consiglio di sicurezza, che chiedono la fine della violenza, il rilascio delle persone detenute arbitrariamente e il ripristino dei processi democratici.