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25.3642 · Interpellanza · 2025-06-17

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: La Confederazione impartisce direttive ai Cantoni o ai Comuni per garantire che le dimensioni della popolazione locale rispetto al numero di richiedenti l’asilo siano considerate in maniera adeguata? La Confederazione informa i Cantoni o i Comuni quando la SEM ha conoscenza di richiedenti l’asilo potenzialmente pericolosi? È vero che in Svizzera gli alloggi per richiedenti l’asilo sono in parte gestiti in ex alberghi per convegni, locali di ristorazione o strutture simili in località attrattive e con costi elevati? Il Consiglio federale non è anch’esso dell’opinione che il limite di capacità nel settore dell’asilo sia già stato superato e che occorra rimpatriare in maniera più sistematica i richiedenti respinti e controllare più rigorosamente le frontiere?

Begründung

Ad Auboden, nel Comune di Neckertal (SG), la percentuale di stranieri aumenterà notevolmente con l’alloggio di circa 150 richiedenti l’asilo. Ciò ha suscitato grande preoccupazione tra la popolazione locale, in particolare per quanto riguarda l’integrazione, la sicurezza e la pressione sull’infrastruttura. Simili sviluppi sollevano interrogativi sulla strategia della Confederazione e dei Cantoni nell’ambito della ripartizione dei richiedenti l’asilo. L’alloggio dei richiedenti l’asilo è un compito che riguarda tutta la società. La sistemazione prevista ad Auboden mostra tuttavia che la politica d’asilo del Consiglio federale è fallimentare e che sono ora i Comuni a doverne pagare il prezzo.

Stellungnahme des Bundesrates

  1. In linea di principio, la Confederazione attribuisce i richiedenti l’asilo ai Cantoni proporzionalmente alla popolazione. L’alloggio è di competenza dei Cantoni. La Confederazione non impartisce alcuna direttiva in materia. Spetta ai Cantoni impartire eventuali direttive ai loro Comuni.

  1. La SEM informa le diverse autorità di migrazione e/o sicurezza in funzione della natura del singolo caso. Queste modalità di informazione sono stabilite in procedure standard ad hoc.

  1. Nel pianificare le ubicazioni per i centri federali d’asilo permanenti, la Confederazione ricorre, nella misura del possibile, al proprio portafoglio immobiliare. Per scegliere un’ubicazione tiene conto anche del contesto regionale. A seconda della situazione in materia di asilo, la Confederazione può anche dover ricorrere ad alloggi temporanei. A tal fine, oltre ad alloggi sotterranei della protezione civile può utilizzare provvisoriamente anche ex alberghi o case anziani vuoti che Comuni, Città, Cantoni o privati le propongono.

Tali alloggi sono sempre affittati d’intesa con i proprietari nonché i Cantoni e i Comuni interessati.

La Confederazione non può fornire indicazioni sugli alloggi per richiedenti l’asilo gestiti dai Cantoni e dai Comuni.

  1. A livello europeo la Svizzera figura già tra i Paesi che eseguono il maggior numero di allontanamenti. Nel 2024 il numero di partenze (Ucraina esclusa) è aumentato di circa il 20 per cento rispetto all’anno precedente. Nel quadro della mozione 23.3082 Salzmann «Offensiva nell'ambito dei rimpatri ed espulsione sistematica degli autori di reati e delle persone potenzialmente pericolose» il Consiglio federale esaminerà le possibilità di ottimizzare ulteriormente questa esecuzione.

Il Consiglio federale ritiene che le condizioni per introdurre controlli di frontiera con i Paesi limitrofi conformemente all’articolo 25 del codice frontiere Schengen non siano attualmente adempiute per la Svizzera. Per contro, dato che il nostro Paese non appartiene all’Unione doganale europea, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini può in linea di massima effettuare controlli doganali a tutte le frontiere e sul territorio svizzero in funzione della situazione e dei rischi. Le mozioni 25.3021 della CIP-S «Intensificare i controlli ai confini della Svizzera» e 25.3026 della CIP-N «Intensificare i controlli ai confini della Svizzera», trasmesse al Consiglio federale, chiedono di intensificare, a breve e medio termine, questi controlli. Il Dipartimento federale delle finanze sta esaminando l’attuazione delle suddette mozioni.