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25.3693 · Interpellanza · 2025-06-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La risposta del Consiglio federale all’interpellanza 25.3178 “Adeguamento alle nuove ricerche e autorizzazione dell'utilizzo di plastiche oxo-biodegradabili” non possono essere ritenute soddisfacenti. Generano, al contrario, ulteriori quesiti.

Chiedo pertanto al CF:

1) Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le plastiche convenzionali rimangono nell'ambiente sotto forma di microplastiche per molti anni e che non è stato dimostrato che si degradino completamente alle condizioni climatiche prevalenti in Europa? È a conoscenza del rapporto Oxomar, commissionato dal governo francese, che dimostra che le plastiche oxo-biodegradabili si biodegradano nell'acqua di mare e lo fanno con un'efficienza superiore rispetto alle plastiche convenzionali?

2) Il Consiglio federale è a conoscenza delle prove scientifiche citate all'indirizzo https://www.biodeg.org/subjects-of-interest/microplastics/ secondo cui

(a) la plastica oxo-biodegradabile non rilascia microplastiche,

(b) l'ossidazione avverrebbe in assenza del masterbatch, che quindi non porta alla frammentazione del materiale attraverso l'ossidazione, ma ne controlla semplicemente la velocità, e

(c) l'ossidazione non provoca la decomposizione chimica?

e del fatto che non esiste un dossier dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche a sostegno di una restrizione della vendita o dell'uso della plastica oxo-biodegradabile?

3) Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che nella causa T-745/20 il TF non ha approvato divieti nel merito, ma ha solo affermato che il Parlamento europeo non aveva superato i limiti del suo potere discrezionale, anche se non aveva atteso i risultati di uno studio sulle materie plastiche oxo-biodegradabili condotto dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche?

4) Se le politiche del Consiglio federale degli ultimi 15 anni sono state adeguate, perché c'è ancora così tanta plastica nell'ambiente? Non è forse giunto il momento di avviare un dialogo con l'industria del settore per determinare se tutti gli imballaggi in plastica e altri articoli di breve durata debbano essere realizzati con tecnologia oxo-biodegradabile?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le plastiche convenzionali si degradano difficilmente nell’ambiente. È anche a conoscenza del rapporto Oxomar, uno studio condotto in laboratorio che contribuisce a comprendere meglio il ciclo di vita delle plastiche nell’ambiente, ma che non consente di fare affermazioni sul loro comportamento in condizioni ambientali reali. Nell’ambito di questo studio non è stato condotto alcun test normativo e riconosciuto a livello internazionale (p. es. secondo norme ISO) in merito alla biodegradabilità nell’ambiente. Secondo lo stato attuale delle conoscenze, non è possibile confermare che le plastiche definite «oxo-biodegradabili» nell’ambito dello studio si degradino completamente ed entro un periodo di tempo ragionevole. 2) La vasta letteratura scientifica sull’argomento indica che, a causa di processi di invecchiamento, le plastiche oxo-degradabili rilasciano microplastiche già prima dell’eventuale biodegradazione da parte di microrganismi. È altrettanto noto che anche le plastiche convenzionali senza additivi che favoriscono la decomposizione (ovvero senza masterbatch) possono rilasciare microplastiche su lunghi periodi. Pertanto, l’industria impiega stabilizzatori UV e termici in modo da evitare che la degradazione chimica in microplastiche causata dai raggi UV e dalle temperature riduca precocemente la qualità del materiale. Il progetto per limitare i prodotti di plastica oxo-degradabile dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche è stato ritirato nel 2019, poiché lo stesso anno, nella direttiva (UE) 2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, ne è stato introdotto il divieto. 3) Il Consiglio federale è a conoscenza della sentenza della Corte di giustizia dell’UE nella causa T-745/20. 4) Il Consiglio federale è consapevole della problematica delle plastiche nell’ambiente. Nel 2022 ha approvato e pubblicato il rapporto «Materie plastiche nell’ambiente» in adempimento dei postulati Thorens Goumaz (18.3196), Munz (18.3496), Flach (19.3818) e Gruppo PPD (19.4355). La Svizzera dispone di sistemi di gestione dei rifiuti e delle acque di scarico ben sviluppati che sono in grado di trattenere gran parte dei rifiuti di plastica e delle ulteriori emissioni. Inoltre, sono in corso vari lavori sul tema delle plastiche: per esempio, si prevede di instaurare a livello nazionale una raccolta coordinata e il riciclaggio degli imballaggi monouso di plastica (attuazione della mozione 20.3695 Dobler). A fine giugno 2025 il Consiglio federale ha posto in consultazione il proprio progetto di attuazione. Da parte sua, l’economia si impegna in particolare attraverso i sistemi di raccolta dell’Associazione svizzera dei riciclatori di plastica (VSPR) e di RecyPac.