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25.3702 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Attualmente il contesto politico mondiale è caratterizzato da numerosi sconvolgimenti che si manifestano, tra l’altro, nei conflitti in Europa orientale e in Medio Oriente. Questi conflitti dimostrano anche che i mezzi per la guerra convenzionale continuano a essere estremamente rilevanti. Allo stesso tempo, però, assistiamo a un rapido ulteriore sviluppo dei sistemi d’arma e i brevi processi di acquisto nonché l’innovazione militare assumono sempre più importanza. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: Attualmente, a causa dei processi, occorrono dai cinque ai dieci anni prima che un sistema venga acquistato dall’esercito e sia operativo. Si tratta di un periodo troppo lungo considerando l’attuale sviluppo. Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire?Quali sono le fasi intermedie (amministrative) necessarie prima di introdurre un nuovo sistema nell’esercito?Quali misure adotta il Consiglio federale per garantire che in futuro gli acquisti possano essere effettuati più rapidamente? Ci sono già piani e obiettivi temporali al riguardo?La guerra con i droni dimostra l’attuale rapidità dell’innovazione nell’ambito dei sistemi d’arma. Secondo fonti non ufficiali, ogni paio di mesi vengono sviluppate nuove generazioni di droni. Il Consiglio federale come affronta questo rapido sviluppo?In che modo il Consiglio federale promuove l’innovazione nazionale per quanto riguarda i sistemi senza equipaggio (droni, veicoli terrestri senza equipaggio ecc.) in modo che l’esercito abbia accesso a prodotti nazionali disponibili rapidamente?Quali sono gli attuali piani di acquisto di droni dell’esercito? Quali tipi di droni (droni da ricognizione, droni da combattimento, droni kamikaze ecc.) devono essere acquistati entro quando?L’attuale effettivo regolamentare dell’esercito è ancora sufficiente per gestire queste nuove minacce innovative e allo stesso tempo per garantire la capacità di difesa nel quadro convenzionale?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La sfida delineata non è nuova. Già nel 2019 il DDPS ha conferito il mandato a Deloitte SA di analizzare la procedura degli acquisti nel DDPS. La relazione «Acquisti DDPS» del 20 maggio 2020 (www.vbs.admin.ch > Sicurezza > Esercito > Acquisti di armamenti) nonché il rapporto del gruppo d’accompagnamento contengono raccomandazioni che sono state attuate gradualmente nel corso degli ultimi anni.Il Consiglio federale tiene conto delle sfide indicate anche con la strategia in materia di politica d’armamento (FF 2025 2151) approvata il 20 giugno 2025. Alla luce di un contesto in materia di sicurezza che ha subito un drammatico deterioramento, la strategia mira a rafforzare in tempi rapidi la capacità di difesa e di resistenza dell’Esercito svizzero. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo sono state definite anche delle misure volte a rendere il processo di acquisto più rapido, più efficiente a livello di costi, più flessibile e maggiormente in linea con i cicli tecnologici in un’ottica futura (cfr. obiettivo 5, campo d’azione 4 e piano d’azione della strategia in materia di politica d’armamento). Dopo l’attuazione della strategia il Consiglio federale verificherà se saranno necessari ulteriori interventi. 2. In conformità al metodo HERMES DDPS (www.hermes-vbs.admin.ch) il processo d’acquisto comprende le fasi «Inizializzazione», «Concetto», «Realizzazione» e «Introduzione». 3. L’obiettivo 5 stabilito nella strategia in materia di politica d’armamento prevede che i beni d’armamento vengano acquistati in modo più rapido e flessibile. Gli strumenti per raggiungere tale obiettivo sono il «tailoring», la digitalizzazione di processi d’acquisto, la rinuncia a specifiche eccessive e requisiti specifici dell’Esercito svizzero nonché la rinuncia a test e collaudi di ampia portata se possono essere utilizzati dati corrispondenti degli Stati partner. Il piano d’azione della strategia in materia di politica d’armamento definisce che a partire dal 2026 i tempi di acquisto e di esecuzione dei progetti debbano essere ridotti rispetto al periodo 2020–2024 mediante l’impiego degli strumenti sopraccitati. 4. Con il Centro svizzero dei droni e della robotica (CSDR) il DDPS dispone di un servizio specializzato che monitora con attenzione questi sviluppi, analizza le sue possibili ripercussioni sulla Svizzera e collabora a stretto contatto con rappresentanti del mondo industriale e accademico già dal 2017, coinvolgendo questi ultimi in progetti di ricerca e di innovazione. Inoltre nel 2023 il DDPS ha istituito il Centro di competenza droni e robotica Difesa, mentre nel 2024 è stata creata la task force sui droni (TFD). Al contempo, il Consiglio federale ha adottato ulteriori misure volte a rafforzare le attività di ricerca, sviluppo e innovazione rilevanti ai fini della sicurezza in Svizzera con l’aumento graduale stabilito nella strategia in materia di politica d’armamento della quota del budget dell’esercito per ricerca e sviluppo al due per cento nonché con l’annuncio di aumentare anche la quota del budget dell’esercito per l’innovazione. In questo modo si intendono potenziare le capacità a livello accademico e industriale allo scopo di tenere il passo dei rapidi sviluppi in atto e di sfruttare il potenziale d’innovazione della Svizzera. In aggiunta il Consiglio federale specifica che si esprimerà in merito al tema dei droni nel suo rapporto in adempimento del postulato Dittli (23.3209). 5. Da un lato, la TFD persegue l’obiettivo di rafforzare la capacità di difesa della Svizzera con droni svizzeri fornendo all’Esercito svizzero droni per effettuare delle prove consentendogli quindi di velocizzare lo sviluppo di capacità. Dall’altro, per quanto possibile i droni dovranno essere sviluppati e prodotti in Svizzera per ridurre i rapporti di dipendenza dall’estero. Nel contesto della collaborazione con il mondo accademico, negli ultimi anni sono nate così diverse start up nei settori dei droni e della robotica. Per raggiungere gli obiettivi indicati, per gli anni 2025–2027 il TFD ha a disposizione 47 milioni di franchi. 6. Nel quadro delle sue attività, entro il 2027 la TFD dovrà mettere a disposizione dell’Esercito svizzero un numero sufficiente di droni per consentire l’istruzione della truppa e assicurare la creazione di una determinata quantità di scorte. L’attenzione si concentra sul combattimento di obiettivi a terra e nello spazio aereo. Nel Programma d’armamento 2025 è previsto un acquisto complementare dei sistemi di droni già introdotti dell’Esercito svizzero. 7. Affinché l’esercito possa adempiere i suoi compiti, in caso di intervento necessita di un effettivo regolamentare di 100 000 soldati, sottufficiali e ufficiali. Per compensare le assenze prevedibili, per esperienza è necessario un effettivo reale più elevato di circa il 40 per cento. La prima priorità del Consiglio federale è garantire in maniera duratura l’apporto di personale all’esercito.