Lexipedia

25.3747 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il 2024 è stato un altro anno record: le osservazioni risultanti da 25 anni di misurazioni coordinate nel quadro della rete svizzera di monitoraggio del permafrost PERMOS[1] mostrano che sulle Alpi i cambiamenti del permafrost si sono accelerati. Purtroppo, nell’attuale analisi federale dei rischi climatici per la Svizzera, lo scioglimento del permafrost è menzionato solo marginalmente quale punto di partenza per l’adattamento ai cambiamenti climatici.[2] Lo stesso vale per il piano d’azione 2020–2025, in cui il permafrost è semplicemente indicato, in maniera generica, tra i pericoli naturali.

Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:

  1. Come è concepita la strategia per il monitoraggio delle instabilità crescenti? In futuro, non si dovrebbero integrare le strategie di monitoraggio con nuovi parametri e metodi di misurazione e migliorare la copertura, soprattutto in luoghi difficili da raggiungere in condizioni poco note o in regioni di montagna?[3]

  2. Sulle Alpi svizzere, le infrastrutture di alta montagna come rifugi, strutture di protezione contro le valanghe e funivie sono spesso costruite sul permafrost. L’aumento dello spessore dello strato attivo, il riscaldamento del permafrost o la maggiore rapidità dei movimenti di scorrimento possono sottoporre le strutture a ulteriori sollecitazioni, con conseguente aumento dei costi di manutenzione o riduzione della durata di vita. Quali misure prevede il Consiglio federale per esempio al fine di valutare l’instabilità dei pendii nelle regioni del permafrost e pianificare a lungo termine le relative infrastrutture di alta montagna? Come le finanzia?

  3. Dispone di valutazioni dei rischi e di scenari sull’edificabilità delle regioni o di informazioni sugli insediamenti che saranno interessati da un aumento del rischio di evacuazione?

  4. Le condizioni di un terreno perennemente ghiacciato devono essere tenute in considerazione anche quando si progetta e si costruisce nelle regioni del permafrost. Il Consiglio federale come intende contrastare, con il maggior anticipo possibile e nell’ottica di proteggere la popolazione, i futuri cambiamenti?

[1] PERMOS è sostenuto da sei istituti di ricerca partner e, sul piano finanziario, da MeteoSvizzera nel quadro di GCOS Svizzera, dall’UFAM e dall’Accademia svizzera di scienze naturali.

[2] UFAM (ed.): Analisi dei rischi climatici per la Svizzera. Base per l’adattamento ai cambiamenti climatici (2025)

[3] https://www.klima-warnsignale.uni-hamburg.de/buchreihe/hochgebirge/kapitel-3-9-permafrost-in-den-alpen-langzeitbeobachtung-und-entwicklung-ueber-zwei-jahrzehnte/ (ultima consultazione: 17.06.2025).

Begründung

Per le Alpi svizzere, il cambiamento del permafrost non è solo un importante indicatore climatico, bensì anche un indicatore precoce per i cambiamenti a livello di ecosistemi e quindi per l’importante attività di gestione dei pericoli naturali, delle infrastrutture e, in generale, dell’uso del territorio nelle regioni di montagna. La situazione è urgente: il 2022, il 2023 e il 2024 rientrano tra i cinque anni più caldi registrati in Svizzera dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Le temperature sono state superiori di 1,44–1,9 °C rispetto alla media del periodo 1991–2020. L’anno scorso, il 2024, è stato un altro anno record: le osservazioni risultanti da 25 anni di misurazioni coordinate nel quadro della rete svizzera di osservazione del permafrost PERMOS[4] mostrano che sulle Alpi i cambiamenti del permafrost si sono accelerati. Al contempo, continua a diminuire il contenuto di ghiaccio del suolo e ad aumentare la velocità dei ghiacciai rocciosi. Questi cambiamenti proseguiranno nei prossimi anni e decenni. Il riscaldamento del permafrost osservato nei 10 metri superiori continuerà a penetrare a profondità maggiori. Il riscaldamento o lo scongelamento del permafrost può ridurre la stabilità di ripidi pendii montuosi e portare a una maggiore caduta di massi e colate detritiche o allo straripamento di laghi glaciali [5]. I cambiamenti nel permafrost influenzano generalmente la stabilità dei pendii montuosi ghiacciati tutto l’anno. Ciò è fondamentale per la prevenzione dei pericoli naturali e per la manutenzione e la pianificazione delle infrastrutture nelle regioni di alta montagna.

Tuttavia, nell’attuale analisi federale dei rischi climatici per la Svizzera, lo scioglimento del permafrost è menzionato solo marginalmente quale punto di partenza per l’adattamento ai cambiamenti climatici.[6] Lo stesso vale per il piano d’azione 2020–2025, in cui il permafrost è semplicemente indicato, in maniera generica, tra i pericoli naturali. È invece importante che il Consiglio federale tenga conto fin d’ora di questi nuovi dati.

[4] PERMOS è sostenuto da sei istituti di ricerca partner e, sul piano finanziario, da MeteoSvizzera nel quadro di GCOS Svizzera, dall’UFAM e dall’Accademia svizzera di scienze naturali.

[5] https://www.klima-warnsignale.uni-hamburg.de/wp-content/uploads/pdf/de/einfuehrung/Einführung-Hochgebirge_Definition,_Bedeutung,_Veränderungen_und_Gefahren-(2020).pdf.

[6] UFAM (ed.): Analisi dei rischi climatici per la Svizzera. Base per l’adattamento ai cambiamenti climatici (2025)

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Confederazione continua a partecipare al programma PERMOS e quindi al monitoraggio a lungo termine dei cambiamenti del permafrost in Svizzera.
Il progresso tecnologico consente ora di sorvegliare l’instabilità dei versanti attraverso misurazioni radar satellitari (InSAR). L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sta mettendo a punto un monitoraggio nazionale dei movimenti di versante basato su InSAR. I dati provengono dai satelliti Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Unione europea. L’obiettivo del monitoraggio è identificare le instabilità non ancora note, riconoscere le accelerazioni e, soprattutto, rilevare nuovi movimenti di versante conseguenti allo scioglimento del permafrost in Svizzera. 2. La protezione contro i pericoli naturali compete ai Cantoni e/o ai Comuni. Oltre alle misure di protezione, ciò include il monitoraggio e la valutazione dei pericoli. In tale contesto, la Confederazione sostiene i Cantoni dal punto di vista tecnico e finanziario.La responsabilità per le infrastrutture di alta montagna quali le capanne o le funivie come pure le costruzioni e gli impianti nelle valli montane ricade sui rispettivi proprietari. Questi ultimi devono per quanto possibile evitare le zone di pericolo e costruire in modo adeguato ai pericoli. Sono altresì responsabili della sorveglianza del sito e dell’adozione di eventuali misure di protezione. Il Consiglio federale non prevede altre misure oltre a quelle menzionate nella risposta alla domanda 1 per valutare l’instabilità dei versanti nelle zone del permafrost o per pianificare a lungo termine infrastrutture di alta montagna. 3. Come indicato nella risposta alla domanda 2, la protezione contro i pericoli naturali è di competenza dei Cantoni. La Confederazione non dispone pertanto di proprie valutazioni dei rischi e scenari sull’edificabilità delle zone. Non dispone nemmeno di proprie informazioni sugli insediamenti che saranno interessati da un rischio elevato di evacuazione. Tuttavia, sostiene i Cantoni dal punto di vista tecnico e finanziario per l’elaborazione della documentazione di base. 4. Le zone del permafrost sono state cartografate in tutta la Svizzera. Per poter anticipare il più possibile i cambiamenti futuri, i Cantoni devono ora considerare gli effetti dei cambiamenti climatici nella documentazione di base.