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A rischio l'armonizzazione dell'insegnamento delle lingue nazionali. Come e quando deve intervenire la Confederazione?

25.3766 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

I Cantoni della Svizzera tedesca stanno discutendo se mantenere l’insegnamento della seconda lingua nazionale a partire dal grado elementare, oppure introdurlo solo da quello secondario. Nel Cantone di Appenzello Esterno è stata approvata una mozione in questo senso e in molti altri Cantoni sono stati presentati interventi parlamentari simili. Ciò compromette l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue. Qualora dovesse accadere, secondo l’articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale la Confederazione sarebbe tenuta a intervenire e a emanare le norme necessarie. In risposta alla domanda 25.7297 la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider si è espressa in questo modo: «Actuellement, certains cantons remettent donc en question l’ordre dans lequel on apprend le français et l’anglais, mais pas seulement: surtout, ils pensent à les introduire à l’école secondaire. Sur cet élément, le Conseil fédéral estime qu’il doit intervenir,....». Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Quanto ritiene urgente intervenire in merito?

  2. Quali possibilità di intervento ha a disposizione e quali misure specifiche prevede di adottare?

  3. È in contatto con i Cantoni, in particolare con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), responsabile dell’armonizzazione?

Begründung

L’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue è garantita dalla strategia linguistica della CDPE del 2004, i cui punti chiave sono stati inclusi nell’Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato HarmoS). L’obiettivo principale è regolamentare l’inizio dell’insegnamento delle lingue straniere a partire dal 5° anno o dal 7° anno del grado elementare. Già nel 2016 c’era il rischio che alcuni Cantoni derogassero dalla strategia delle lingue. Il Consiglio federale ha quindi condotto una consultazione relativa alla legge sulle lingue, in cui sono state proposte tre varianti. Queste avrebbero garantito l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue qualora i Cantoni non avessero attuato la loro strategia in materia linguistica. Nella seduta del 16 dicembre 2016 il Consiglio federale ha constatato che mancavano i presupposti per una regolamentazione a livello federale. Tuttavia, ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno di procedere a una nuova valutazione della situazione insieme ai Cantoni, qualora uno di essi dovesse discostarsi in maniera sostanziale dalla soluzione armonizzata per la questione linguistica.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all’interpellanza 25.3587 sullo stesso argomento e si esprime come segue:1. Il Consiglio federale osserva da vicino l’evolversi della situazione nei singoli Cantoni. Il plurilinguismo è un elemento essenziale della Svizzera e la sua tutela è fondamentale per la coesione nazionale. La responsabilità per la scuola dell’obbligo spetta anzitutto ai Cantoni. L’attuale strategia e il coordinamento nell’ambito dell’insegnamento delle lingue sono stati elaborati e approvati dalla CDPE.Il Consiglio federale considera problematiche le richieste di rimandare l’insegnamento del francese al grado secondario I, poiché mettono in discussione il compromesso della strategia delle lingue e del concordato HarmoS tra i Cantoni. Nel contempo, sottolinea che questi ultimi non hanno ancora preso una decisione definitiva al riguardo.2. In virtù dell’articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale la Confederazione è autorizzata e tenuta a emanare le norme necessarie se i Cantoni non adempiono il loro mandato costituzionale di armonizzazione del settore scolastico. Qualora dovesse delinearsi un allontanamento dal compromesso linguistico, il Consiglio federale interverrà attivamente e definirà l'ulteriore procedura da seguire.3. Il Consiglio federale è in stretto contatto con i Cantoni, soprattutto con la CDPE, ed è convinto che dialogare sia il modo più efficace per garantire l’armonizzazione nell’insegnamento delle lingue e per tutelare la comprensione tra le comunità linguistiche.

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