Lotta al lavoro minorile per imprese svizzere: il Consiglio federale quando adotterà misure efficaci?
25.3823 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le immagini di bambini nelle miniere di mica sono insopportabili; soltanto nelle miniere di mica in India e in Madagascar sono decine di migliaia, stando a quanto riportato di recente dai media. ABB e Von Roll, due importanti imprese industriali svizzere, utilizzano nella loro catena di approvvigionamento mica proveniente da miniere che sfruttano il lavoro minorile.
La Svizzera ha ratificato la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo nel 1997 e ha pubblicato l’ultimo rapporto nazionale nel 2020, sulla base del quale nel 2021 il Comitato ONU per i diritti del fanciullo ha formulato raccomandazioni su come rafforzare i diritti dei minori in Svizzera. Il Comitato ha raccomandato alla Svizzera di emanare disposizioni che garantiscano il rispetto dei diritti dei minori e dei diritti umani internazionali da parte del settore economico e di prevedere per le imprese chiari obblighi in materia di trasparenza, contromisure e indennizzi in caso di violazione dei diritti dei minori. Nella sua presa di posizione del 14 marzo 2025 il Consiglio federale rinvia alle disposizioni del CO che prevedono per le imprese svizzere un obbligo di diligenza in materia di lavoro minorile. Queste disposizioni contemplano tuttavia numerose eccezioni e non prevedono alcuna sanzione in caso di violazione di tale obbligo. Anche la Rete svizzera diritti del bambino (NKS) ha espresso la propria delusione riguardo alla presa di posizione in una lettera aperta indirizzata al Consiglio federale nel maggio 2025, in cui rimanda alle numerose lacune sul piano dell’attuazione. A tre anni dall’introduzione di questi obblighi, le regolari segnalazioni di lavoro minorile nel settore del cacao o, ora, nelle miniere di mica, fanno sorgere interrogativi fondamentali sulla loro efficacia.
Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:
Come giudica gli sviluppi in materia di prevenzione del lavoro minorile nelle imprese svizzere? Su quali basi si fonda?
L’efficacia delle attuali prescrizioni del CO in materia di prevenzione del lavoro minorile è stata valutata? In caso negativo, perché no?
Come giudica il fatto che non esistano meccanismi per applicare le prescrizioni del CO quando le imprese non lo fanno?
Come intende prevenire in futuro il lavoro minorile nelle imprese svizzere?
Perché la prevenzione del lavoro minorile da parte delle imprese svizzere non è stata considerata prioritaria nell’ambito dell’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale riconosce l’importanza di misure efficaci contro il lavoro minorile. In seguito al rigetto nel 2022 dell’iniziativa popolare «per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» e all’entrata in vigore del controprogetto indiretto, specifici obblighi di diligenza e di rendicontazione sono stati introdotti nel Codice delle obbligazioni (art. 964a segg. e 964j segg. CO; RS 220) e in un'ordinanza di esecuzione dettagliata (Ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli originari di zone di conflitto e al lavoro minorile, ODiT; RS 221.433). Quando è stata introdotta, tale normativa era più severa del diritto dell’Unione europea (UE), il che sottolinea l’importanza che il Consiglio federale attribuisce alla lotta contro il lavoro minorile. Inoltre, il Consiglio federale segue attentamente gli sviluppi internazionali in materia di lotta contro il lavoro minorile. Il 12 giugno 2025 l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e l’UNICEF hanno pubblicato nuove stime mondiali, le cui cifre sono incoraggianti ed evidenziano una diminuzione del lavoro minorile. Il Consiglio federale si impegna da anni contro il lavoro minorile e ha sostenuto le imprese nel quadro del suo Piano d’azione nazionale (PAN) «Imprese e diritti umani» con misure di sensibilizzazione quali webinar sull’obbligo di diligenza. L’efficacia del PAN 2020-2023 è stata valutata esternamente nel 2023. La maggior parte delle imprese interpellate ha ritenuto utili o molto utili gli eventi a cui hanno partecipato (peer learning, workshop, webinar). 2 e 3. Il Consiglio federale non dispone di una valutazione dell’efficacia delle disposizioni vigenti. I rapporti delle imprese sul rispetto degli obblighi di diligenza in materia di lavoro minorile devono essere pubblicati, cosicché le imprese assoggettate a tali obblighi sottostanno a un controllo da parte del pubblico. Tuttavia, in mancanza di una base legale, non sono sottoposte né al controllo né alla vigilanza delle autorità. L’inosservanza dell’obbligo di rendicontazione (false indicazioni, omissione della rendicontazione, violazione dell’obbligo di conservare e documentare) può essere punita con la multa secondo l’articolo 325ter del Codice penale (CP; RS 311.0). Tuttavia, queste sanzioni riguardano prevalentemente aspetti formali della rendicontazione. La questione di una vigilanza delle autorità si porrà nell’ambito di un eventuale disciplinamento globale in materia di gestione sostenibile delle imprese. 4. Il PAN «Imprese e diritti umani» è stato prorogato per il periodo 2024-2027. Il Consiglio federale vi formula le sue aspettative nei confronti delle imprese, che nelle loro procedure di dovuta diligenza in materia di diritti umani devono considerare l’impatto delle loro attività in particolare sulle donne e i bambini, nonché altri gruppi vulnerabili. Le collaudate misure di sostegno e sensibilizzazione in materia di prevenzione del lavoro minorile nelle imprese svizzere saranno portate avanti. Inoltre, dal 2021 la Svizzera è partner dell’Alleanza 8.7, che si adopera su scala mondiale contro il lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani. La Confederazione collabora anche con la Piattaforma sul lavoro minorile coordinata dall’OIL, una rete di imprese a cui partecipano sempre più imprese svizzere. Inoltre, il Governo svizzero incoraggia le iniziative multilaterali a cui le imprese svizzere partecipano attivamente, quali la piattaforma svizzera per il cacao sostenibile, i cui obiettivi principali includono pure la lotta al lavoro minorile. Anche queste misure saranno portate avanti nei prossimi anni. Infine, il Consiglio federale ritiene fondamentale un coordinamento internazionale nell’ambito del disciplinamento della gestione sostenibile delle imprese nonché della lotta al lavoro minorile. A tal fine osserva gli attuali sviluppi nell'UE, che intende semplificare e uniformare le norme in materia di gestione aziendale sostenibile (CSRD/CSDDD) (le cosiddette direttive omnibus). Lavori preparatori in tal senso sono in corso anche in Svizzera: con decisione del 21 marzo 2025 (EXE 2025.0317), il Consiglio federale ha incaricato l'Amministrazione di elaborare possibili varianti di una modifica pragmatica della legislazione vigente ispirandosi alla legislazione dell’UE. Le proposte dovranno riguardare sia la rendicontazione in materia di sostenibilità che gli obblighi di diligenza. Il Consiglio federale prenderà posizione entro fine agosto di quest'anno sulla nuova iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell'essere umano e dell'ambiente», depositata a fine maggio 2025, che, tra l'altro, impone obblighi di diligenza completi in materia di diritti umani e ambiente. 5. A livello federale, le raccomandazioni del Comitato dell’ONU sui diritti dell’infanzia emanate nel 2021 sono state seguite nel quadro di una procedura coordinata a cui hanno partecipato tutti i servizi federali competenti e le conferenze cantonali interessate. Per scegliere e priorizzare le raccomandazioni da approfondire, i partecipanti si sono fondati in particolare su un quadro della situazione dei lavori in corso e delle misure adottate. La responsabilità delle imprese è stata trattata nel rapporto della Svizzera 2020 (reperibile all’indirizzo www.bsv.admin.ch > Temi di politica sociale > Diritti dell’infanzia) sotto l’obiettivo generale «Diritti dei minori ed economia». Vista in particolare l’adozione delle nuove disposizioni nel CO e nell'ODiT, il Consiglio federale non ha finora attribuito alcuna priorità specifica al lavoro minorile nelle catene di approvvigionamento, ma valuterà se e in quale misura accordare maggiore importanza a questa tematica nell’ambito dei futuri rapporti e progetti politici, ad esempio riguardo all’iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell'essere umano e dell'ambiente».