25.3890 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Senza il contributo della Commissione federale del consumo, come farebbe il Consiglio federale a tener conto dei diversi punti di vista e interessi in gioco?
Qual è l’alternativa affinché il Consiglio federale si avvalga di un organo efficiente capace di riunire il punto di vista delle organizzazioni professionali, delle associazioni dei consumatori e degli scienziati?
Il Consiglio federale è in grado di quantificare quanto costerebbe un outsourcing dei mandati finora affidati alla Commissione federale del consumo?
Begründung
Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha intenzione di abolire la Commissione federale del consumo (CFC). Istituita nel 1966, questa commissione extraparlamentare svolge una funzione consultiva. La sua composizione tripartita poggia sull’impegno di chi opera sul campo: organizzazioni professionali, associazioni dei consumatori e scienziati. Attualmente la CFC è composta da 15 membri. I dibattiti garantiscono che le proposte non siano unilaterali e che tengano conto dei diversi punti di vista e interessi. Grazie all’esperienza dei suoi membri, la CFC sa individuare le sfide poste alla politica del consumo, per informare e consigliare al meglio l’Amministrazione federale. Secondo un ex consigliere federale, la «funzione di radar» della CFC permette di anticipare i problemi. L’approccio trasversale della CFC, nelle consultazioni con il Sorvegliante dei prezzi, l’Ufficio federale di giustizia, l’Ufficio federale delle comunicazioni, l’Ufficio federale di statistica e la Segreteria di Stato dell’economia consente un approccio integrato. Recentemente, la CFC per esempio ha formulato numerose raccomandazioni e prese di posizione sulle nuove tecnologie o sulla tutela della sicurezza e della salute: accesso analogico a servizi e prodotti, applicazioni di tracciamento, protezione dei consumatori online, prezzi dei medicamenti rimborsati dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Le spese della CFC sono inferiori a 30 000 franchi all’anno, una somma ragionevole considerando i suoi numerosi contributi. Un outsourcing di queste competenze costerebbe probabilmente molto di più alla Confederazione (cfr. in particolare la pubblicazione del collaboratore scientifico Felix Strebel della Fachhochschule Nordwestschweiz, «Was bringen beratende Kommissionen der Exekutive? Evaluation der ausserparlamentarischen Verwaltungskommissionen auf Bundesebene» in: LeGes 34 (2023) 2 ISSN 2624). La CFC permette di prendere decisioni consapevoli. Salvaguardiamola.
Stellungnahme des Bundesrates
Dopo aver preso atto dei risultati della consultazione sul pacchetto di sgravio 2027, il 25 giugno 2025 il Consiglio federale ha deciso di mantenere, entro il 2028, la riduzione di 300 milioni di franchi nel “settore proprio” dell’Amministrazione federale rispetto al piano finanziario in vigore, di cui 200 milioni attraverso soppressione di compiti e aumento dell’efficienza. Come indicato dal Consiglio federale nella sua risposta all’interpellanza Rechsteiner Thomas 24.4403 «Fermare la crescita del personale federale», il Consiglio federale e l’Amministrazione federale si adoperano costantemente per svolgere i compiti in modo parsimonioso ed economico e analizzarli con spirito critico, conformemente a quanto previsto dall’articolo 57 capoverso 1 della legge sulle finanze della Confederazione (RS 611.0) e dall’articolo 5 della legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (RS 172.010). Nella sua presa di posizione sulla mozione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale 25.3018 «Ridurre il numero delle commissioni extraparlamentari», il Consiglio federale ha accolto, tra l’altro, la raccomandazione formulata dalla CdG-S il 15 novembre 2022 di analizzare, per le commissioni consultive previste da una legge speciale, se i loro compiti non potrebbero essere svolti in modo più adeguato dall’Amministrazione federale centrale. Ha inoltre dichiarato di voler procedere a un riesame dettagliato delle commissioni allo scopo di ridurne il numero.In questo contesto è emerso che le raccomandazioni e le prese di posizione della Commissione federale del consumo (CFC) hanno raramente apportato nuovi elementi essenziali alla formazione dell’opinione e della volontà. Non è quindi né previsto né opportuno esternalizzare o riorganizzare l’attuale mandato svolto finora dalla CFC, che consiste nel fungere da organo consultivo del Consiglio federale e dei dipartimenti per le questioni relative alla politica dei consumi. Si osservi che, in caso di scioglimento della CFC, tutti i gruppi d’interesse attualmente rappresentati al suo interno potranno continuare a presentare pareri nell’ambito delle consultazioni. Inoltre, dal 2020, il punto di vista dei consumatori è maggiormente preso in considerazione all’interno dell’Amministrazione federale nell’elaborazione di nuovi atti legislativi. Ciò è dovuto, da un lato, all’introduzione di una verifica rapida obbligatoria (quick check) nell’ambito delle nuove direttive del Consiglio federale per l’analisi d’impatto della regolamentazione applicabile ai progetti legislativi della Confederazione (Direttive AIR) del 6 dicembre 2019 (FF 2019 7111). Il modulo per il quick check menziona esplicitamente le conseguenze per i consumatori e consente di pianificare con sufficiente anticipo le analisi necessarie quando un progetto ha un impatto su di essi (ad es. prezzi, disponibilità e qualità dei prodotti e dei servizi). Dall’altro lato, per quanto riguarda le possibili conseguenze di una decisione, dalla metà del 2020 la necessità di tenere conto dell’impatto sui consumatori («Quali sono i costi e i benefici previsti per i consumatori?») è esplicitamente menzionata nella Guida alla redazione dei messaggi del Consiglio federale.Le questioni relative alla politica dei consumi figurano esplicitamente sul «radar» dell’Amministrazione federale almeno da quando sono state adeguate queste condizioni quadro istituzionali.I costi annuali della CFC ammontano a circa 37 000 franchi (indennità giornaliere, spese, segreteria). Se si includessero i costi degli esperti dell’Amministrazione federale che partecipano alle sedute plenarie della CFC e i costi amministrativi, ad esempio per i lavori legati in particolare alle elezioni per il rinnovo integrale della CFC, l’importo sarebbe notevolmente più elevato. Alcune misure di risparmio specifiche e la soppressione di compiti nel settore proprio possono sembrare irrisorie di per sé, ma devono essere valutate come parte integrante di numerose altre misure di risparmio nel settore proprio che il Consiglio federale presenterà in dettaglio nell’ambito del messaggio sul pacchetto di sgravio 2027.Con lo scioglimento della CFC, il Consiglio federale intende realizzare risparmi e rinunciare a compiti nei settori in cui i benefici per il Consiglio federale, l’Amministrazione federale e la collettività sono in definitiva minimi o inesistenti.