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Traffico svizzero dei pagamenti nelle mani delle big tech americane. Occorre rafforzare la nostra sovranità digitale

25.4055 · Interpellanza · 2025-09-22

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Benché sia un elemento centrale dell’infrastruttura digitale di un Paese, il traffico dei pagamenti digitali è generalmente dominato dalle carte di credito e dalle big tech statunitensi. Questo solleva una serie di questioni sul controllo dei flussi di dati, sulla creazione di valore e sulle responsabilità normative. Ai fini della sovranità digitale è d’importanza strategica puntare su soluzioni nazionali atte a garantire che i dati sensibili, la vigilanza normativa e la creazione di valore economico rimangano in Svizzera. I sistemi che sono completamente soggetti alle condizioni quadro nazionali e che vengono sviluppati e gestiti a livello locale contribuiscono in modo significativo alla sovranità digitale e alla resilienza dell’infrastruttura dei pagamenti. In Svizzera si è affermato TWINT, un sistema per i pagamenti mobili – l’unico sviluppato nel nostro Paese – sostenuto dalle banche e molto apprezzato dai consumatori. TWINT, tuttavia – come tutti gli altri fornitori e commercianti svizzeri di prodotti e servizi che per i loro consumatori desiderano accedere all’interfaccia NFC di Apple (iOS) – si vede negare da Apple l’accesso indiscriminato. L’accesso è possibile solo tramite un collegamento obbligatorio alla piattaforma della big tech statunitense e previo pagamento di tariffe proibitive.In questo modo Apple si aggiudica un vantaggio competitivo assolutamente decisivo perché questa pratica rende i pagamenti NFC più costosi sia per gli emittenti di carte (issuer) che per i gestori dei sistemi di pagamento (acquirer) rispetto ad Apple Pay. I fornitori svizzeri ne risultano inevitabilmente penalizzati. Stando a diversi esperti, è lecito supporre che Apple eserciti una notevole pressione sugli emittenti di carte affinché questi convincano i loro clienti a passare ad Apple Pay.Questo fa aumentare i prezzi per i pagamenti contactless in Svizzera, perché anche Apple ci guadagna dalla registrazione digitale delle carte sui suoi dispositivi, a scapito del commercio e, più in generale, degli operatori di mercato in Svizzera.Mentre l’interfaccia NFC è disponibile gratuitamente su tutti i dispositivi Apple nell’intero Spazio economico europeo (SEE), in Svizzera c’è il rischio di un rincaro delle tariffe per i pagamenti mobili, di un indebolimento della piazza economica e del polo dell’innovazione e di una maggiore dipendenza dalle big tech statunitensi, il che non è certo nell’interesse della nostra politica della concorrenza. L’interfaccia NFC è una tecnologia standard che non è stata sviluppata da Apple e che è già da sempre accessibile indiscriminatamente sui dispositivi Android. L’UE ha pertanto obbligato Apple a renderla accessibile a tutti i fornitori di soluzioni e di prodotti. Secondo il diritto vigente (art. 7 della legge sui cartelli; LCart), la Svizzera potrebbe vietare questa discriminazione di partner commerciali (art. 7 cpv. 2 lett. b LCart). In questo modo, gli operatori in Svizzera potrebbero agire alle stesse condizioni di quelli nello SEE, il che corrisponde al concetto sancito nella legge sui cartelli, e cioè che i richiedenti abbiano la possibilità «di approvvigionarsi di servizi all’estero, ai prezzi e alle condizioni (…) ivi praticati» (art. 7 cpv. 2 lett. g LCart). Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. Strategia: Quali misure sta valutando il Consiglio federale per ridurre la dipendenza della Svizzera dalle grandi multinazionali attive in settori critici?Diritto dei cartelli: L’esclusione discriminatoria di determinati partner commerciali non è forse in contrasto con lo scopo della LCart, che è quello di promuovere la concorrenza nell’interesse di un’economia di mercato fondata su un ordine liberale (art. 1 LCart)?Applicazione: Il diritto vigente in materia di cartelli (compreso il concetto di posizione dominante relativa) è sufficiente per garantire un accesso indiscriminato all’interfaccia NFC e a permettere l’adozione di misure precauzionali, o sono necessari degli adeguamenti?Impatto sulla piazza economica: Anche il Consiglio federale ritiene che la negazione del libero accesso all’interfaccia NFC indebolisca le soluzioni ideate dai competitori svizzeri e gravi sul nostro Paese come piazza economica e come polo dell’innovazione?Parità di condizioni: In che modo il Consiglio federale garantisce che in Svizzera si applichino le stesse condizioni vigenti nello SEE, dove Apple è stata obbligata a offrire il libero accesso alla suddetta interfaccia?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale si sta già occupando in modo approfondito del tema della sovranità digitale, anche in adempimento del postulato 22.4411 Z’graggen. Il rapporto corrispondente dovrà definire la sovranità digitale per la Svizzera, valutare a che stadio si trova e proporre varie misure per rafforzarla. Il postulato 25.3659 Häberli-Koller incarica il Consiglio federale di illustrare in che modo la Svizzera possa ridurre la dipendenza da fornitori stranieri in settori chiave come quelli dell’infrastruttura digitale, della conservazione dei dati e dell’utilizzo di programmi informatici. Inoltre, la Strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche copre anche il settore dei servizi finanziari, che a sua volta comprende il traffico dei pagamenti. Oltre a ciò, il Consiglio federale attribuisce grande importanza al rafforzamento degli standard open source e alla promozione dei modelli di business che se ne avvalgono come base. La strategia «Svizzera digitale» e le direttive sull’utilizzo di software open source nell’Amministrazione federale, che promuovono l’interoperabilità e l’indipendenza dalle soluzioni proprietarie, adottano approcci analoghi. Nell’ambito della strategia «Finanza digitale: Settori di intervento 2022+», infine, il Consiglio federale segue attivamente il processo di trasformazione della piazza finanziaria, soppesa costantemente i potenziali rischi e le dipendenze e li affronta con misure adeguate.

2, 3 e 4. La legge sui cartelli (LCart; RS 251) protegge la concorrenza efficace, in particolare vietando gli abusi da parte di imprese che dominano il mercato o che occupano una posizione dominante relativa (art. 7 LCart). Queste ultime agiscono in modo illecito se ostacolano l’accesso o l’esercizio della concorrenza delle altre imprese o svantaggiano i partner commerciali. Ciò può comprendere anche il rifiuto di concedere l’accesso a un’interfaccia. Non si può tuttavia valutare in modo generico e astratto se un comportamento rientra nel campo d’applicazione dell’articolo 7 LCart, ma solo caso per caso. Una tale valutazione compete alla Commissione della concorrenza (COMCO) e ai tribunali.

5. Sotto il profilo materiale, il diritto svizzero in materia di cartelli corrisponde fondamentalmente a quello dell’Unione europea (UE). Con la legge sui mercati digitali (Digital Markets Act; DMA) l’UE si è tuttavia dotata di una normativa integrale e particolareggiata in materia di concorrenza, ritagliata specificamente sulle grandi piattaforme Internet.

Questa normativa contempla ad esempio una serie di impegni generali sull’interoperabilità per i quali la Commissione europea può definire misure attuative concrete.

In Svizzera non esistono specifiche disposizioni ex ante paragonabili. All’interno del quadro normativo vigente è comunque possibile garantire una concorrenza efficace. La LCart consente quindi di realizzare in Svizzera gran parte degli obiettivi di politica della concorrenza perseguiti dalla DMA (cfr. anche la risposta del Consiglio federale alla mozione 23.3069 del gruppo socialista).

In casi urgenti la LCart prevede la possibilità di un intervento rapido con misure precauzionali, sempre che siano soddisfatti i requisiti richiesti. Dal punto di vista normativo la DMA garantisce invece determinati elementi e diritti, ad esempio la gratuità dell’interoperabilità efficace per i fornitori di servizi e di hardware o la portabilità e l’accesso ai dati. La LCart non contiene disposizioni che garantiscano in generale la gratuità di un servizio. Occorre valutare caso per caso in che misura l’accesso gratuito a un’interfaccia, a una tecnologia o a determinati dati possa essere imposto mediante la LCart.

Nel caso UE citato dall’autore dell’interpellanza, Apple si è impegnata, dopo una valutazione preliminare da parte Commissione europea, a garantire l’accesso gratuito all’interfaccia NFC.

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