25.4067 · Mozione · 2025-09-22
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento, entro fine marzo 2026, una strategia globale per porre fine allo statuto di protezione S in maniera pianificata. Questa strategia includerà in particolare le basi legali necessarie a tal fine nonché un piano di attuazione e di finanziamento. Le garanzie dello Stato di diritto (accesso all’asilo, non respingimento, esame individuale, casi di rigore) dovranno essere rispettate.
Begründung
Dall’inizio della guerra, la Svizzera ha profuso un grande impegno in materia di accoglienza. A luglio 2025, in Svizzera si trovavano 69 426 persone con statuto di protezione S, di cui 42 908 in età lavorativa e 14 495 esercitanti un’attività lucrativa. La ripartizione degli oneri non è uniforme; alcuni Comuni e zone urbane faticano a mettere a disposizione di questo gruppo di persone alloggi, posti nelle scuole e assistenza sanitaria. Occorre pertanto elaborare una strategia in vista della revoca dello statuto S che includa i punti seguenti.
Non deve esserci un passaggio collettivo automatico a un nuovo statuto.Ogni caso deve essere esaminato individualmente. La strategia definirà il fabbisogno di personale e risorse necessario. Le domande d’asilo accolte devono dare diritto a un titolo di soggiorno tra quelli esistenti (p. es. permesso B).Lo statuto S è accordato con l’obiettivo che la persona possa ritornare in patria il più rapidamente possibile in maniera pianificata. Il ritorno può essere agevolato offrendo alla persona un aiuto degressivo in loco.Per le persone in formazione vigono termini proporzionati. Esse devono cooperare e presentare attestazioni di lavoro o formazione.Se la domanda è respinta, la persona va, se possibile, rimpatriata. Qualora ciò non sia possibile a causa della situazione di pericolo nel suo Paese, le può essere accordato solo il soccorso d’emergenza.Il Consiglio federale deve elaborare un piano concreto in materia di personale (interpreti, giuristi ecc.) e avanzare proposte di stanziamento dei fondi necessari per l’esame dei singoli casi e l’esecuzione delle decisioni. L’obiettivo è sgravare i Cantoni e i Comuni attraverso un piano di finanziamento chiaro (mezzi federali, fondi, contabilità trasparente) e misure operative.
È necessario adottare sin d’ora misure preparatorie (istruzioni, pianificazione informatica, capacità di riserva). Uno scadenzario chiaro garantisce la necessaria sicurezza pianificatoria, consente di modificare tempestivamente le ordinanze e assicura che possano essere previsti meccanismi di valutazione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
A causa dell’offensiva sferrata dalla Russia, la situazione resta molto incerta e instabile su gran parte del territorio ucraino. Le condizioni per abrogare lo statuto di protezione S non sono dunque per il momento adempiute (cfr. art. 76 cpv. 1 in combinato disposto con l’art. 4 della legge sull’asilo, LAsi; RS 142.31). Per questo motivo, l’8 ottobre 2025 il Consiglio federale ha deciso di prorogare lo statuto S fino a marzo 2027 a meno che nel frattempo la situazione non cambi in maniera radicale. Se lo statuto S fosse abrogato prematuramente, i cittadini ucraini già titolari di tale statuto e quelli arrivati ex novo in cerca di protezione potrebbero presentare una domanda d’asilo. Orbene, nel quadro della procedura d’asilo – a differenza della procedura di protezione – le allegazioni di persecuzione e gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento devono essere esaminati caso per caso, il che può richiedere tempo e rischierebbe di sovraccaricare il sistema d’asilo e comportare un accumulo delle domande d’asilo pendenti. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha elaborato, in stretta collaborazione con i Cantoni, un piano provvisorio di attuazione dell’abrogazione dello statuto S, di cui il Consiglio federale ha presto atto nella seduta del 29 settembre 2023. Oltre a misure operative, il piano contiene raccomandazioni concernenti in particolare i termini di partenza, le procedure, l’impostazione dell’aiuto al ritorno, come pure una stima provvisoria delle risorse umane e finanziarie necessarie in caso di abrogazione. Dalla sua pubblicazione, la SEM prosegue, in stretta collaborazione con i partner interessati, i lavori preparatori per un’eventuale abrogazione dello statuto S. Considerato il contesto in continua evoluzione, questi lavori sono ancora in corso, ma le decisioni definitive potranno essere prese solo quando le condizioni quadro saranno pienamente note. Non appena si prospetterà la possibilità di abrogare lo statuto S, la SEM svilupperà una pertinente strategia che fungerà da base per le decisioni politiche. Le questioni sollevate dagli autori della mozione saranno trattate in questo ambito. A giugno 2025 l’Unione europea (UE) ha deciso di prorogare la protezione temporanea fino a marzo 2027 e adottato una raccomandazione sulla transizione per uscire dalla protezione temporanea quando le circostanze lo permetteranno. Questa raccomandazione, non vincolante per gli Stati membri, sancisce principi generali concernenti in particolare l’accesso ad altri permessi di soggiorno e i rimpatri volontari. Mira a un’uscita coordinata dalla protezione temporanea in particolare per evitare i movimenti secondari all’interno dell’UE. Gli Stati membri potranno ispirarsi a questi principi generali concordati a livello europeo per le loro strategie nazionali. Il Consiglio federale ha preso atto di questa raccomandazione. A tempo debito, coordinerà strettamente i suoi lavori con quelli dell’UE tenendo conto delle specificità del contesto svizzero.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.