25.4153 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento dell'interno
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere l’adozione di nuove direttive sul consumo moderato di alcol, nonché di tenere conto dei risultati dello studio UNATI attualmente in corso. Le cerchie interessate andranno consultate prima dell’adozione di nuove direttive.
Begründung
Le risposte del Consiglio federale all’interpellanza 25.3629 e alla domanda 25.7866 non sono soddisfacenti. A quanto pare, benché non difendibile dal punto di vista scientifico, la strategia «zero alcol» dell’OMS non viene valutata dalle autorità federali con spirito critico. Attualmente è in corso lo studio UNATI, una prestigiosa ricerca che fungerà da standard di riferimento per quanto riguarda le conseguenze dell’alcol sulla salute. Lo studio proseguirà per altri tre anni circa.Un’adesione prematura alla raccomandazione emessa dall’OMS nel 2023 – «Nessun consumo di alcol è sicuro» – è errata dal punto di vista scientifico. Tre esempi attuali illustrano le evidenze disponibili: 1. The Lancet (2018): questo studio chiave di portata globale, basato su dati provenienti da 195 Paesi, ha suggerito che qualsiasi consumo di alcol è nocivo – un’affermazione che ha profondamente influenzato il cambio di rotta dell’OMS.Lo studio di proseguimento (2022) è giunto a una conclusione un po’ diversa: per le persone over 40, un consumo moderato di alcol può ridurre il rischio di perdere anni di buona salute. 2. NASEM (2024): lo studio commissionato dal Congresso degli Stati Uniti mostra che un consumo moderato di alcol può ridurre leggermente il rischio di mortalità generale, di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2 – con un rischio di tumore leggermente più elevato. 3. American Heart Association (2025): una dichiarazione scientifica aggiornata riconosce che un moderato consumo di alcol è associato a una leggera riduzione del rischio di malattie coronariche, ictus, morte improvvisa per arresto cardiaco e insufficienza cardiaca. In conclusione, finché lo studio UNATI non dimostrerà correlazioni causali certe è necessario sospendere l’adozione di nuove raccomandazioni nazionali. Un cambiamento di rotta avventato, infatti, provocherebbe solo incertezza senza portare ad alcun beneficio per la salute.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Come illustrato nella risposta all’interpellanza Würth 25.3629, il Consiglio federale non ravvisa ragioni fondate per ritenere che la strategia globale per ridurre il consumo dannoso di alcol avviata nel 2010 dall’Assemblea mondiale della sanità e il piano d’azione globale sull’alcol del 2022 si basino su evidenze scientifiche insufficienti. Al contempo bisogna sottolineare che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) non persegue una strategia «zero alcol», bensì promuove misure preventive di riduzione dei danni volte a controllare il consumo e a limitare i rischi per la salute.
È inoltre importante precisare che le misure e le raccomandazioni dell’OMS non hanno un legame diretto con le raccomandazioni della Commissione federale per le questioni relative alle dipendenze e alla prevenzione delle malattie non trasmissibili (CFDNT) o con i contenuti della Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT). La CFDNT è una commissione extraparlamentare indipendente composta da esperti rinomati che fonda il proprio lavoro, e quindi anche le raccomandazioni emesse in relazione al consumo di alcol, sulle più recenti evidenze scientifiche, tenendo conto di una pluralità di studi. La pubblicazione delle sue raccomandazioni aggiornate è prevista nei prossimi mesi. L’attuale Strategia MNT proseguirà fino al termine del 2028, e nell’ambito della strategia successiva il Consiglio federale deciderà in che misura tenere conto delle raccomandazioni della CFDNT.
Secondo il Consiglio federale non è opportuno attendere il termine dello studio spagnolo UNATI (Università di Navarra) citato nella mozione. Infatti, a causa del gruppo di età specifico e dell’impostazione dello studio, i risultati non sono applicabili a tutta la popolazione. Lo studio coinvolge oltre 10 000 persone di età compresa tra 50 e 75 anni che consumano regolarmente alcol e che vengono suddivise casualmente in due gruppi. Nel quadro di consulenze regolari sul consumo di alcol, al primo gruppo viene suggerita l’astinenza dagli alcolici, mentre al secondo un consumo moderato, con l’obiettivo di esaminare gli effetti dei due approcci sulla mortalità e sullo sviluppo di gravi patologie che richiedono un’ospedalizzazione. Visto il coinvolgimento esclusivo di persone di età avanzata che consumano regolarmente alcol, non è possibile trarre conclusioni sui rischi del consumo moderato regolare di alcol rispetto all’astinenza che siano valide per tutta la popolazione.
Gli altri studi citati nella mozione presentano inoltre lacune sia metodologiche che materiali.
- L’ipotesi espressa nello studio dei GBD 2020 Alcohol Collaborators (2022, Lancet 400: 185-235), secondo cui un consumo moderato di alcol avrebbe un effetto protettivo nelle persone più anziane, è controversa ed è riconducibile piuttosto a fattori quali lo stile di vita o lo status socioeconomico. Una delle criticità centrali della ricerca risiede nel fatto che si fonda su studi osservazionali, intrinsecamente soggetti a possibili distorsioni. Inoltre, la valutazione non tiene conto dei recenti studi genetici (ad es. studi di randomizzazione mendeliana) che mettono in discussione i presunti benefici del consumo moderato di alcol.
- La metanalisi delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine (NASEM 2025: Review of Evidence on Alcohol and Health) propone una revisione degli studi più attuali e suggerisce che un consumo moderato di alcol potrebbe essere correlato a un minor rischio di sviluppare alcune malattie cardiovascolari. Tuttavia, visto il numero limitato di studi presi in considerazione e le incertezze metodologiche, la significatività dei risultati è considerata limitata.
- L’ipotesi tratta dallo studio dell’American Heart Association (Piano et al. 2025, Circulation 152: e7-e21), secondo cui un consumo moderato di alcol sarebbe associato a una leggera riduzione del rischio di sviluppare patologie cardiache, non trova riscontro. Lo studio conclude semplicemente che il rischio potrebbe non aumentare o che eventualmente potrebbe diminuire. Inoltre, l’analisi tiene in considerazione soltanto le patologie cardiache, ignorando altri tipi di rischi (come il cancro), e si fonda quasi soltanto su dati provenienti da studi osservazionali, potenzialmente soggetti a distorsioni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.