25.4175 · Interpellanza · 2025-09-25
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le segnalazioni sulla presenza di PFAS nei pesci sono in aumento: a causa di elevati livelli di contaminazione da PFAS, in diverse località del Vallese sono stati emanati divieti di pesca già nel 2022 e nel 2023. Nel Cantone di Vaud, alle persone attive nella pesca professionale è stato recentemente chiesto di verificare, nel quadro del controllo autonomo, se il pesce catturato potesse essere immesso in commercio conformemente alla legge. Nel Cantone di San Gallo, la pesca è stata vietata in alcuni tratti dei fiumi Steinach e Goldach a causa di elevati valori di PFAS nei pesci. A Basilea, a chi pratica la pesca sportiva viene consigliato di consumare il pesce pescato non più di una volta al mese. Ai bambini si applicano regole più severe. Vi sono altri esempi riguardanti i Cantoni Ticino, Zugo, Berna ecc.L’USAV sostiene che non vi siano rischi acuti per la salute; tuttavia, precisa che non sono ancora disponibili dati sufficienti sulla presenza di PFAS negli alimenti e sui loro effetti sulla salute. Durante la sessione straordinaria sui PFAS, è stato chiesto perché i valori limite per il pesce siano notevolmente più elevati di quelli per la carne bovina.Nel 2025, Confederazione e Cantoni effettuano analisi coordinate a livello nazionale sulla contaminazione da PFAS negli alimenti di origine animale e vegetale. Alla mia domanda 23.7755, il Consiglio federale ha risposto che sarebbe stato pubblicato uno studio sull’allora livello di contaminazione dei pesci.Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:La situazione attuale è compatibile con le principali leggi e ordinanze vigenti, se la contaminazione dei pesci è tale da costringere le autorità a imporre regole sul consumo o addirittura a decretare un divieto di pesca? Se sì, perché? In caso contrario, quali disposizioni vengono violate e come sta reagendo il Consiglio federale?Lo studio menzionato nella risposta alla mia domanda 23.7755 è nel frattempo stato pubblicato? Se sì, dove e quali sono i principali risultati?Si stanno raccogliendo dati anche sulle modalità attraverso cui i PFAS giungono nelle acque svizzere e quindi nei pesci? Se sì, dove vengono pubblicati? Se la risposta è no, perché no?Per quale motivo i valori limite per i PFAS nei pesci sono, a quanto pare, notevolmente più elevati di quelli per la carne bovina ad esempio? Dove vengono comunicate in modo trasparente queste regole?Perché la pesca è vietata in singoli tratti d’acqua, anche se i pesci contaminati possono uscire da questi tratti?In che modo chi pratica la pesca professionale deve controllare autonomamente la concentrazione di PFAS nel proprio pescato? Che cosa succede se viene venduto del pesce con concentrazioni di PFAS troppo elevate?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 6. I pescatori professionisti devono assumersi le responsabilità previste dalla legislazione alimentare e garantire che venga immesso sul mercato soltanto pesce che rispetta i tenori massimi di contaminanti, per esempio le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), stabiliti nell’ordinanza sui contaminanti (OCont; RS 817.022.15).In questo senso, è particolarmente utile la collaborazione consolidata tra pescatori professionisti e autorità cantonali per la sicurezza alimentare, la protezione dell’ambiente e la pesca. Se vengono immesse sul mercato derrate alimentari non conformi alla legislazione alimentare, le autorità cantonali di esecuzione ordinano misure adeguate e proporzionate, che vanno definite caso per caso. Entro la fine dell’anno, il Consiglio federale illustrerà nel rapporto in adempimento del postulato Moser 22.4585 «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti» come intende affrontare la questione delle sostanze chimiche persistenti come i PFAS. 2. Lo studio «Trace Level Analysis of Per- and Polyfluorinated Substances in Fish from Various Regions in Switzerland» è stato pubblicato il 7 novembre 2023 (www.pubmed.gov > inserire il titolo nel campo di ricerca). Sono stati rilevati PFAS in 82 degli 83 campioni di pesce analizzati, con valori più alti nei laghi subalpini rispetto a quelli di alta montagna. In totale, quattro campioni di pesce hanno superato i tenori massimi di PFAS consentiti. 3. Le possibili vie di immissione dei PFAS nelle acque sono molteplici (ad es. acque di scarico, industria, agricoltura) e variano a seconda delle acque stesse e della regione. Il Consiglio federale non dispone attualmente di una visione d’insieme sul tema. I Cantoni e la Confederazione stanno procedendo all’analisi delle concentrazioni di PFAS nei corsi d’acqua. I risultati di questa analisi e i dati cantonali relativi alla contaminazione dei pesci saranno riassunti nel rapporto citato. Inoltre, l’Associazione dei chimici cantonali svizzeri prevede di pubblicare nel novembre del 2025, in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), i risultati della sua campagna di analisi, nell’ambito della quale sono stati esaminati anche i pesci selvatici svizzeri. 4. Conformemente all’articolo 2 dell’OCont, per determinare i tenori massimi di contaminanti sono presi in considerazione, tra le altre cose, la tossicità di una sostanza, la concentrazione tecnicamente inevitabile di una sostanza nella derrata alimentare e la quantità ingerita della rispettiva derrata alimentare (ad es. il pesce si consuma più di rado rispetto alla carne). I tenori massimi per le singole categorie di derrate alimentari sono quindi definiti in modo da garantire, da un lato, un’immissione sul mercato sicura per la salute e, dall’altro, che le derrate alimentari con valori elevati non siano più commerciabili. Le informazioni sui tenori massimi sono disponibili sul sito web dell’USAV (www.usav.admin.ch > Alimenti e nutrizione > Sicurezza alimentare > Sostanze in primo piano > Contaminanti > Sostanze per- e polifluoroalchiliche). 5. Un divieto di pesca per determinate acque deve essere emanato da un’autorità cantonale tenendo conto della proporzionalità e della protezione della salute. Spetta agli organi cantonali competenti stabilire l’estensione dell’area sottoposta al divieto.