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25.4181 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nei prossimi anni, le ultime persone nate durante il baby boom raggiungeranno l’età di riferimento. Attualmente circa 2,5 milioni di persone percepiscono una rendita AVS. Si stima che il numero salirà a circa 2,8 milioni nel 2030 e a circa 3 milioni nel 2035. Per il mercato del lavoro ciò rappresenta un potenziale enorme ma finora poco sfruttato. Oggi appena il 19 per cento delle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni esercita ancora un’attività lucrativa e molte di esse lavorano a tempo parziale. Si tratta di un tasso di occupazione inferiore alla media internazionale. Secondo le stime di uno studio della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) del 2020, se il tasso di occupazione corrispondesse a quello della Nuova Zelanda, il mercato del lavoro disporrebbe di circa 108 000 equivalenti a tempo pieno aggiuntivi.

Questo potenziale deve essere sfruttato. La flessibilizzazione della riscossione della rendita AVS, introdotta con l’ultima riforma AVS, rappresenta un passo importante. Tuttavia, per sfruttare ancora meglio il potenziale, occorre aumentare l’attrattiva dell’attività lucrativa in età avanzata. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.

  • Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui occorre promuovere l’attività lucrativa in età avanzata?

  • Quali effetti occupazionali prevede l’Esecutivo se i primi 100 000 franchi di reddito da attività lucrativa conseguiti da persone che continuano a lavorare dopo aver raggiunto l’età di riferimento sono soggetti a una riduzione d’imposta del 50 per cento come bonus di motivazione?

  • Sulla base dell’esperienza della Svezia, dove nel 2007 è stato introdotto un credito d’imposta per le persone di età superiore ai 65 anni che esercitano un’attività lucrativa, come valuta l’Esecutivo gli effetti occupazionali dovuti alle riduzioni d’imposta per le persone che continuano a lavorare dopo aver raggiunto l’età di riferimento?

  • Il Consiglio federale ritiene che una riduzione d’imposta possa compensare o compensare ampiamente la perdita di gettito fiscale grazie agli effetti occupazionali prodotti?

  • Quali opzioni sta valutando l’Esecutivo per promuovere maggiormente l’attività lucrativa in età avanzata e sfruttarne il potenziale?

Stellungnahme des Bundesrates

Ad domande 1 e 5: le persone che mantengono un’attività lucrativa anche in età di pensionamento sono importanti per l’economia, soprattutto in periodi di carenza di personale qualificato, e giovano alla prosperità della Svizzera. In questo senso, il Consiglio federale condivide l’interesse a promuovere un aumento del volume di occupazione delle persone che hanno superato l’età di riferimento AVS. Esistono già diverse misure non fiscali adeguate a promuovere l’attività lucrativa in età avanzata, che sono illustrate nel parere del Consiglio federale al postulato Rechtsteiner 25.4023 Sgravi fiscali per chi lavora dopo la pensione.Per un eventuale incentivo fiscale occorre tenere conto del fatto che il diritto vigente garantisce un’imposizione adeguata in base alla capacità economica. Pertanto, un’agevolazione fiscale dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento rappresenta un obiettivo extra-fiscale. Una misura volta a concretizzare tale obiettivo deve fondarsi sulla competenza legislativa della Confederazione nell’ambito in questione, come disciplinato dalla Costituzione. Come illustrato al numero 5.3 del rapporto del Consiglio federale del 16 dicembre 2022 sulla promozione dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria («Förderung der Erwerbstätigkeit nach Erreichen des Regelrentenalters» disponibile in tedesco e francese) in adempimento al postulato Hegglin 19.3172 Promuovere l’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, attualmente la Costituzione federale non contiene una simile disposizione relativa alla competenza. Inoltre, l’obiettivo di promozione deve rispondere al pubblico interesse e la misura concreta proposta deve risultare adeguata, necessaria e ragionevole in termini di proporzionalità. Per ampliare il potenziale di manodopera, il Consiglio federale punta all’imposizione individuale e finora non ha proposto misure concrete per la promozione fiscale dell’attività lucrativa in età avanzata (cfr. anche le mozioni dello stesso tenore 24.4517 e 25.4190).Ad domande 2 e 4: poiché le persone di età avanzata spesso non dipendono più necessariamente da un’attività lucrativa per motivi finanziari e, pertanto, sono più flessibili per quanto riguarda le loro decisioni in questo ambito, l’offerta di lavoro di questa fascia d’età reagisce in modo più marcato al reddito rispetto a quella delle persone più giovani. Da uno studio con dati riguardanti gli Stati Uniti emerge che l’offerta di lavoro delle persone di età avanzata aumenta dello 0,95 per cento se il reddito disponibile accresce dell’1 per cento (cfr. Schmidt Lucie e Purvi Sevak [2008], «Taxes, Wages, and the Labor Supply of Older Americans», Department of Economics, Williams College). Se il reddito da attività lucrativa conseguito da persone che continuano a lavorare dopo aver raggiunto l’età di riferimento dovesse confluire solo al 50 per cento nella base di calcolo per l’imposta federale e cantonale sul reddito, a seconda della situazione (importo del reddito da attività lucrativa e degli altri redditi; entità dell’onere fiscale nel Cantone e nel Comune) il reddito disponibile aumenterebbe approssimativamente tra il 5 e il 15 per cento. Partendo da un’occupazione per le persone di età tra i 65 e i 74 anni nel 2024 pari a 83 000 equivalenti a tempo pieno, una simile riduzione fiscale comporterebbe un aumento dell’attività lucrativa da circa 4000 a circa 12 000 equivalenti a tempo pieno, ipotizzando un’elasticità dello 0,95. Le maggiori entrate previste dell’imposta sul reddito su questa attività lucrativa supplementare non sono sufficienti per compensare le minori entrate riconducibili all’esenzione fiscale degli attuali 83 000 equivalenti a tempo pieno.Ad domanda 3: con l’obiettivo di aumentare l’attività lucrativa dopo il pensionamento, nel 2007 la Svezia ha introdotto un credito d’imposta dipendente dall’attività lucrativa che si basava sul reddito lavorativo, sulla deduzione di base e sull’aliquota d’imposta sul reddito del Comune. Nel contempo sono stati ridotti gli oneri sociali per i lavoratori di età superiore ai 65 anni dal 26,37 per cento al 10,21 per cento, con l’intento di rafforzare la domanda di collaboratori di età avanzata (cfr. Lisa Laun e Mårten Palme [2018], «The Recent Rise of Labor Force Participation of Older Workers in Sweden», NBER Working Paper 24593). I costi risparmiati per i datori di lavoro servivano, ad esempio, per compensare le perdite di produttività. Stando ai dati fino al 2010, tale riforma ha comportato un aumento di quasi il 4 per cento del tasso d’occupazione dei collaboratori nell’anno successivo al compimento del 65° anno di età. Un’eventuale attuazione di questa esperienza in Svizzera richiederebbe prudenza, poiché le condizioni quadro di questi due Paesi sono differenti, ad esempio per quanto riguarda la flessibilità del mercato del lavoro e delle differenze dei sistemi di previdenza e fiscale. Ciò potrebbe influire sui risultati della riforma.