Lexipedia

25.4192 · Mozione · 2025-09-25

Dipartimento delle Finanze

Nella Commissione del Consiglio degli Stati

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure che sgravino l’attività di investimento delle imprese in Svizzera e rafforzino il dinamismo dell’economia nazionale.

In particolare, il Consiglio federale è invitato ad analizzare le seguenti possibilità:

- introduzione di ammortamenti sotto lo zero finalizzati a ridurre in modo mirato i costi di investimento in Svizzera;
- introduzione di crediti d’imposta per investimenti importanti.

Begründung

Alla luce degli attuali sviluppi internazionali e della situazione economica a livello globale, la propensione delle imprese agli investimenti è limitata. La Svizzera è allo stesso tempo un’ubicazione costosa. Affinché la Svizzera possa beneficiare degli investimenti anche in futuro, occorre incentivarli in modo mirato e rafforzarne la propensione.

Particolarmente efficaci sono le misure che riducono in modo sostenibile i costi di investimento. Con un apposito pacchetto è possibile garantire a lungo termine posti di lavoro interessanti riguardanti i settori della ricerca e dello sviluppo, le funzioni collegate alle sedi principali e la produzione delle imprese attive a livello internazionale, sgravando le PMI.

Le misure proposte dovranno essere concepite in modo tale da riscuotere un consenso maggioritario a livello politico. I crediti d’imposta dovranno essere consentiti a livello internazionale e, in particolare, essere conformi agli standard dell’OCSE. Inoltre, occorre prevedere coperture affinché gli oneri finanziari e le perdite fiscali rimangano all’interno di un quadro definito.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il Competitiveness Ranking dell’IMD, la piazza economica svizzera è una delle più competitive a livello mondiale. Nella classifica del 2025, la Svizzera ha conquistato il primo posto tra 69 Paesi grazie a condizioni quadro stabili, un’infrastruttura integra, condizioni per la formazione e la ricerca ottimali nonché un contesto fiscale attrattivo. Anche nell’International Tax Competitiveness Index della Tax Foundation, la Svizzera occupa un ottimo quarto posto tra i 38 Paesi dell’OCSE esaminati. Gli sviluppi nel settore del commercio internazionale e nel contesto dell’imposizione minima dell’OCSE pongono la Svizzera di fronte a nuove sfide: il 20 agosto 2025, il Consiglio federale ha pertanto deciso di intensificare il proprio impegno per il rafforzamento dell’attrattiva della piazza economica, favorendo l’accesso a nuovi mercati di sbocco (p. es. tramite accordi di libero scambio) e promuovendo sgravi normativi e amministrativi per le imprese (anche in ambito fiscale). All’interno dell’OCSE sono in corso intensi lavori volti a stabilire quali incentivi (fiscali) potranno essere classificati in futuro come «non dannosi» ai sensi dell’imposizione minima dell’OCSE. In base alla normativa dell’OCSE attualmente in vigore, solo i crediti d’imposta rimborsabili qualificati («qualified refundable tax credits», QRTC) sono compatibili. Si tratta di strumenti simili a sovvenzioni, vale a dire non vincolati all’utile; devono quindi essere versati all’impresa entro un periodo di quattro anni se quest’ultima non ha realizzato utili sufficienti in tale arco di tempo e i crediti non hanno potuto essere compensati, in tutto o in parte, con l’imposta dovuta. Alcuni Cantoni (p. es. BS, GR, LU, ZG), soprattutto quelli che sono maggiormente interessati dall’imposizione minima dell’OCSE, intendono offrire questo strumento. Per ragioni di uguaglianza giuridica, le deduzioni o i crediti d’imposta aggiuntivi che, a differenza dei QRTC, sono vincolati all’utile dovrebbero essere accessibili a tutte le imprese che ne hanno diritto in base alle attività o alle uscite da promuovere (p. es. per la ricerca e lo sviluppo) e quindi anche alle imprese interessate dall’imposizione minima dell’OCSE. Tuttavia, a causa dei lavori in corso in seno all’OCSE, non è possibile prevedere se queste misure saranno conformi agli standard dell’OCSE. Se così non fosse, tali misure potrebbero in molti casi non avere alcun effetto di sgravio per le imprese soggette all’imposizione minima, poiché potrebbero essere neutralizzate da imposte integrative nazionali e internazionali. Per questo motivo, non è ancora possibile valutare in modo definitivo le due misure citate nel testo della mozione. Se i nuovi approcci di promozione dovessero affermarsi come conformi agli standard dell’OCSE, ciò potrebbe portare a una nuova situazione di partenza, sia per la Confederazione che per i Cantoni. Tuttavia, occorre tenere presente che la Confederazione riceve solo il 25 per cento del gettito dell’imposta integrativa e che il legislatore costituzionale ha optato per un’attuazione fortemente federalista dell’imposizione minima dell’OCSE. In primo luogo, i Cantoni sarebbero quindi tenuti ad adeguare le loro misure esistenti per rafforzare la piazza economica alla nuova situazione di partenza. Indipendentemente da ciò, il Consiglio federale esaminerà le misure fiscali volte a preservare l’attrattiva della piazza economica nel quadro della risposta al postulato Walti (23.3752).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.