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Superfici erbose inquinate. Perché i pesticidi tossici contenenti PFAS sono omologati per l'uso sui campi sportivi e da gioco e nei quartieri residenziali?

25.4225 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nella risposta alla mia domanda 25.7494, il Consiglio federale afferma che i pesticidi contenenti PFAS sono «omologati soltanto per applicazioni molto specifiche» in ambito agricolo e non agricolo, ad esempio per tappeti erbosi e terreni sportivi o piante ornamentali.

Al momento dell’omologazione, secondo il Consiglio federale vengono valutati «l’utilità e i rischi legati all’applicazione». L’omologazione è concessa se pericoli e rischi per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente sono considerati accettabili. Stando a diverse fonti, a livello mondiale le ripercussioni dei PFAS sulla salute sono analizzate in meno dell’1 per cento dei casi. I PFAS esaminati hanno però quasi sempre rivelato una tossicità cronica per gli esseri umani.

Il Consiglio federale non dispone di un quadro d’insieme sistematico sui luoghi in cui i prodotti fitosanitari vengono utilizzati. L’applicazione di pesticidi contenenti PFAS è apparentemente autorizzata in prossimità degli spazi di aggregazione frequentati dai bambini, vale a dire campi sportivi, parchi, parchi giochi, quartieri residenziali ecc. Anche le persone che utilizzano questi pesticidi in ambito agricolo o nei giardini sono verosimilmente esposte a rischi per la salute.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. È corretto che, a livello mondiale, le ripercussioni sulla salute sono esaminate per meno dell’1 per cento di tutti i PFAS e che i casi analizzati evidenziano quasi sempre una tossicità cronica per gli esseri umani? In caso affermativo, su quali basi la Confederazione può procedere, nel quadro della prassi di omologazione, a una valutazione dei rischi e a una ponderazione degli interessi attendibili e dove i relativi criteri sono illustrati in maniera trasparente?

  2. Come giustifica l’omologazione di pesticidi contenenti PFAS per un loro uso nelle immediate vicinanze di spazi frequentati dai bambini, ad esempio sui campi sportivi, nelle aree di gioco o nei quartieri residenziali, se i PFAS esaminati presentano quasi sempre una tossicità critica?

  3. Come può il Consiglio federale valutare le possibili ripercussioni a lungo termine dei pesticidi contenenti PFAS sugli esseri umani, gli animali e l’ambiente senza procedere sistematicamente a un biomonitoraggio umano?

  4. Perché manca una panoramica sull’uso effettivo dei pesticidi contenenti PFAS in Svizzera? Un sistema come digiFLUX sarebbe in grado di garantire in futuro questa trasparenza e quali vantaggi concreti ne ricaverebbero il pubblico e le autorità?

  5. Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dalle ripetute critiche (ad es. nel rapporto di verifica CDF-23489) alla sua prassi di omologazione e quali miglioramenti concreti sono previsti entro quando?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La maggior parte delle oltre 10 000 sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) note è stata poco studiata. Dati affidabili sono disponibili per circa 20–30 sostanze (ad es. acido perfluoroottansolfonico [PFOS], acido perfluoroottanoico [PFOA], acido perfluoroesano sulfonico [PFHxS], acido perfluorononanoico [PFNA]), che mostrano quasi sempre una tossicità cronica. Questa tossicità si manifesta principalmente a carico del fegato, dei reni, del sistema immunitario, del metabolismo e della riproduzione, ed è stato dimostrato un aumento del rischio di cancro.La situazione dei dati è migliore per quanto riguarda i principi attivi utilizzati nei prodotti fitosanitari (PF): questi sono stati ampiamente studiati in relazione ai PFAS, in quanto sono sottoposti a requisiti elevati in materia di dati e a un rigoroso processo di omologazione. Per la valutazione del rischio dei PF vengono utilizzati i modelli pubblicati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) (www.efsa.europa.eu/it > Pubblicazioni). Questo approccio è conforme al processo di autorizzazione dei PF nell’UE. 2. Nell’ambito della procedura di omologazione, i PF vengono esaminati sotto il profilo della loro efficacia e degli effetti collaterali (compresa la tossicità cronica). Vengono autorizzati soltanto se il loro uso conforme alle prescrizioni non comporta effetti collaterali inaccettabili per gli esseri umani, gli animali o l’ambiente. Oltre alle valutazioni effettuate per tutti i PF (art. 17 e all. 9 dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari [OPF]; RS 916.161), per determinare l’esposizione delle persone interessate e quindi stabilire gli oneri corretti (dose massima consentita, periodo di divieto di accesso alle superfici trattate con PF ecc.), l’allegato 12 stabilisce i criteri di divieto (ad es. tossicità acuta, cfr. art. 68 cpv. 4 OPF) per l’uso in zone d’insediamento (impianti sportivi e per il tempo libero, parchi giochi ecc.). 3. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha condotto una fase pilota per una coorte nazionale di popolazione con biomonitoraggio umano negli anni 2018–2022. Sono stati raccolti dati importanti per valutare l’esposizione della popolazione svizzera, tra l’altro, in relazione ai PFAS. A causa del finanziamento non chiarito e della situazione finanziaria tesa della Confederazione, il progetto non viene attualmente portato avanti. I risultati ottenuti finora saranno pubblicati sul sito web dell’UFSP nel quarto trimestre del 2025. Inoltre, l’esposizione ai PFAS viene misurata nell’ambito del sondaggio nazionale sull’alimentazione menuCH-Kids (www.admin.usav.ch > Alimenti e nutrizione > Ricerca > Progetti sui rischi sanitari > Rischi per l’alimentazione > menuCH-Kids). I primi risultati sono attesi per la metà del 2026. 4. I titolari di autorizzazioni e gli importatori di PF sono tenuti, ai sensi dell’OPF, a comunicare ogni anno all’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) i quantitativi di PF venduti in Svizzera. Sulla base di questi volumi di vendita, l’UFAG pubblica ogni anno le quantità di principi attivi immesse sul mercato. Attualmente i dati sull’utilizzo di PF non vengono ancora registrati a livello centrale. Il sistema digiFLUX, sviluppato dalla Confederazione, mira a migliorare le informazioni sulla distribuzione geografica delle applicazioni dei prodotti. Queste informazioni sono utili per la pianificazione del monitoraggio ambientale. Il sistema digiFLUX viene sviluppato e implementato secondo la versione modificata dal Consiglio degli Stati della mozione 24.3078 Kolly Nicolas «Soppressione dell’obbligo per le aziende agricole di impiegare il sistema Digiflux», accolta dal Consiglio nazionale il 4 giugno 2025. 5. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del Controllo federale delle finanze del 14 maggio 2024 e delle sue raccomandazioni, che sono state integralmente accettate dagli uffici federali interessati. Al momento sta riflettendo sul modo migliore per attuarle, tenendo conto delle risorse a disposizione.

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