25.4262 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nel confronto internazionale, la Svizzera deve far fronte già oggi a ingenti costi legati alla sua piazza economica: la manodopera e il suolo sono limitati e costosi. Finora sono stati due i fattori che hanno riequilibrato il livello di competitività, ossia gli esigui costi di finanziamento grazie agli interessi bassi e la sufficiente disponibilità di capitale. Entrambi i fattori hanno contribuito a un approvvigionamento creditizio vantaggioso delle imprese svizzere, anche nel settore dei crediti non garantiti.
Le normative internazionali come Basilea III finale tengono poco conto delle condizioni quadro e dei fattori legati alla piazza economica specifici alla Svizzera. Vi si aggiunge anche il fatto che la Svizzera è al momento una delle poche piazze finanziarie globalmente rilevanti che ha attuato completamente lo standard di Basilea III finale entro il 1° gennaio 2025.
Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Come influisce l’introduzione di Basilea III finalesulla competitività della Svizzera a livello internazionale considerando in particolare i ritardi dell’UE, del Regno Unito e degli Stati Uniti riguardo alla sua attuazione?sulle condizioni di credito per l’economia svizzera, in particolare per le PMI?
Come è composto il costo dei crediti in Svizzera rispetto all’UE, al Regno Unito e agli Stati Uniti? Come si sono evoluti i margini in questi quattro mercati?
Perché in Svizzera cresce soprattutto il mercato dei crediti ipotecari, mentre i crediti non garantiti si trovano in una situazione di stagnazione? Come si colloca questo sviluppo del mercato nel confronto internazionale?
Le banche svizzere dispongono di sufficienti possibilità di rifinanziamento per stanziare abbastanza crediti?
Come si comportano le banche estere? Concedono crediti conformemente al diritto svizzero o secondo la legislazione del Paese d’origine? In quali segmenti di mercato operano?
Quali ripercussioni ha Basilea III finale sul costo dei crediti per le imprese senza rating esterno? Perché la normativa è stata concepita in modo che alle imprese con rating esterno venga riconosciuta una migliore solvibilità? Le banche svizzere hanno effettivamente registrato perdite su crediti superiori alla media operando con le imprese senza rating, oppure la normativa è stata adottata solo come standard internazionale?
Il Consiglio federale come valuta le diverse attuazioni di Basilea III finale nell’UE, nel Regno Unito e negli Stati Uniti?
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domanda 1: stando a una panoramica presentata dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, finora 9 delle 20 Giurisdizioni contemplate hanno attuato integralmente Basilea III finale; tra queste figurano, oltre alla Svizzera, altri centri finanziari internazionali, come Singapore e Hong Kong. In aggiunta, anche l’Unione europea ha attuato tutti gli elementi dello standard, con la sola eccezione della regolamentazione sul rischio di mercato. In Svizzera le norme di Basilea III finale sono state poste in vigore il 1° gennaio 2025 mediante la modifica dell’ordinanza del 1° giugno 2012 sui fondi propri (OFoP; RS 952.03). La pubblicazione delle informazioni in merito ai rischi e ai fondi propri da parte delle banche mostra che gli attivi ponderati in funzione del rischio («risk-weighted assets», RWA) nel sistema bancario, e con essi in sostanza anche le esigenze in materia di capitale, erano diminuiti complessivamente del 3 per cento dal 31 dicembre 2024 al 30 giugno 2025. In particolare, gli RWA sono diminuiti anche nel settore dei rischi di credito (-1,1 %), tematicamente prioritario in questo contesto. Con l’entrata in vigore della modifica dell’OFoP, i fattori di ponderazione del rischio per i crediti verso le imprese (incluse le piccole e medie imprese, PMI) sono diminuiti dal 100 al 75 per cento per la classe di rating 4 e dal 100 all’85 per cento per i crediti verso le PMI senza rating. I restanti fattori di ponderazione per i crediti non collateralizzati (incluse le PMI) non hanno subito variazioni. Per quanto attiene alle ripercussioni sulle condizioni di credito, è dunque possibile affermare che le esigenze in materia di capitale nel settore bancario che contribuiscono a fissare tali condizioni sarebbero nel complesso più elevate se la Svizzera avesse rinunciato all’attuazione di Basilea III finale. In uno studio pubblicato nel 2025, il professor Simon Amrein dell’Università di Lucerna confronta il capitale proprio delle banche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Svizzera («Capital in Banking», Cambridge University Press, 2025). In relazione alla competitività, rileva che attualmente la dotazione di capitale proprio delle banche considerate nell’analisi è nettamente maggiore negli Stati Uniti rispetto al Regno Unito e alla Svizzera. Ad domanda 2: i costi dei crediti si compongono di diverse componenti. Vi rientrano il tasso d’interesse di mercato esente da rischi rilevante per il credito, un eventuale premio aggiuntivo sulla durata del credito, il premio di rischio (rischio di solvibilità del mutuatario), i costi aziendali e di esercizio della banca, i costi del capitale e gli oneri in materia di regolamentazione, il margine di profitto secondo le condizioni di mercato (offerta e domanda) nonché i rischi di cambio. I costi del capitale e in materia di regolamentazione di una banca rappresentano dunque solo un elemento dei numerosi fattori d’influenza specifici di ogni Stato per i margini di credito. Confrontare i margini relativi all’interesse netto (differenza tra gli interessi percepiti dalle banche e ciò che queste pagano sui loro rifinanziamenti, ad es. sui depositi) tra diversi Paesi è difficile, poiché i modelli aziendali delle banche, ma anche il contesto dei tassi di interesse, variano da Stato a Stato. Dal 2022 al 2023 i margini relativi all’interesse netto registrati dalle banche svizzere oscillavano tra 1,12 e 1,43 punti percentuali. Per molte banche europee tali margini si attestavano spesso al di sotto dei 2 punti percentuali e in alcuni casi erano addirittura nettamente al di sotto di questo valore. Generalmente i margini relativi all’interesse netto delle banche statunitensi sono più elevati di quelli di molte banche europee. A titolo esemplificativo, nel 2021 gli Stati Uniti hanno registrato margini pari a 2,77 punti percentuali. Ad domanda 3 e 4: nel 2025 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha condotto colloqui sistematici relativi alle condizioni creditizie con banche che coprono nel complesso il 60 per cento del mercato dei crediti. Le banche interpellate non avvertono segnali di una stretta creditizia. In generale, gli standard relativi ai crediti sono invariati. Le condizioni creditizie sono state adeguate ai costi di rifinanziamento più elevati. La percentuale delle domande di credito respinte resta immutata. I dati statistici della BNS non rilevano sviluppi anomali dall’entrata in vigore della modifica dell’OFoP che attua le norme di Basilea III finale. I limiti di credito e il loro impiego per i mutuatari nel territorio nazionale rientrano nella norma.1 Il volume dei crediti scoperti non segnala anomalie e mantiene il livello degli anni precedenti. A incidere sul calo dei crediti coperti osservato sono per contro i rimborsi dei crediti COVID-19. Ad domanda 5: per le filiali e succursali di banche estere si applica l’ordinanza FINMA del 21 ottobre 1996 sulle banche estere (OBE-FINMA; RS 952.111). Le filiali di banche estere soggiacciono interamente al diritto svizzero (art. 1 cpv. 2 OBE-FINMA). Per le succursali si applica la legge dell’8 novembre 1934 sulle banche (LBCR; RS 952.0), ad eccezione delle prescrizioni sui fondi propri (art. 4 LBCR) e sulla ripartizione dei rischi (art. 4bis LBCR). La FINMA può assoggettare completamente le banche estere alle disposizioni per le banche svizzere, sempre che il diritto applicabile alla sede principale della banca estera non garantisca alle banche svizzere agevolazioni equivalenti e nessun trattato internazionale vi si opponga. Le banche estere in Svizzera sono attive principalmente nella gestione patrimoniale orientata all’estero e alcune di esse offrono con sempre maggiore frequenza soluzioni per la clientela aziendale. Ricorrono alla propria rete globale per sostenere le imprese svizzere nelle operazioni internazionali e offrono loro servizi quali «trade finance» e «cash management». Nel settore della clientela privata le banche estere ricoprono un ruolo marginale. Ad domanda 6: il Consiglio federale ha deciso di attuare i fattori di ponderazione del rischio per i crediti concessi alle imprese secondo le disposizioni dello standard minimo di Basilea. Con l’attuazione di Basilea III finale, il fattore di ponderazione del rischio per i crediti verso PMI senza rating è sceso dal 100 all’85 per cento. Per i crediti concessi alle restanti imprese (non le PMI) senza rating esterno si applica un fattore di ponderazione del rischio del 100 per cento, come prima dell’attuazione di Basilea III finale. In merito alle ripercussioni si veda la risposta alla domanda 1. Secondo la regolamentazione vigente, soltanto se il rating esterno di un’impresa è «buono», si applica un fattore di ponderazione del rischio inferiore rispetto a quello della classe «senza rating». Se invece il rating esterno è «scarso», ciò determina un fattore di ponderazione del rischio più elevato rispetto al caso «senza rating». Ad domanda 7: la Svizzera si adopera in seno agli organi internazionali (Comitato di Basilea, Financial Stability Board) per attuare lo standard in maniera tempestiva e integrale. 1 Fonte: https://data.snb.ch/en/topics/banken/cube/bakredinausbm