25.4278 · Mozione · 2025-09-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di attuare in via prioritaria e urgente il mandato conferitogli dal Parlamento di elaborare un pacchetto di misure per accelerare le procedure nel settore dell’asilo (mozione 24.4271). La prevista strategia in materia d’asilo deve essere rinviata.
Begründung
Il Parlamento ha conferito un chiaro mandato al Consiglio federale. Urge adottare un pacchetto di misure efficaci volto ad accelerare le procedure nel settore dell’asilo, per motivi evidenti. Dagli effettivi delle persone in procedura d’asilo il 31 luglio 2025 e il 31 agosto 2025 risultano oltre 20 000 domande pendenti. Anche se il numero delle decisioni pendenti in prima istanza è in calo da mesi (9928 per lo statuto N e 2505 per lo statuto S al 31.8.2025), quello delle procedure pendenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale è in aumento (6072 per lo statuto N e 922 per lo statuto S al 31.8.2025). In complesso, al 31 agosto 2025 la Svizzera registrava 20 184 persone in procedura d’asilo (16 746 statuti N e 3438 statuti S pendenti). Un anno fa le cifre si situavano a un livello simile, anche se il numero delle domande presentate è tendenzialmente diminuito negli ultimi 12 mesi. Ciò dimostra che la Svizzera gestisce costantemente un elevato numero di domande d’asilo con un onere notevole per tutti i livelli statali (procedure complesse, alloggio, scolarizzazione, assistenza sociale, ecc.). Già solo le somme forfettarie globali versate per queste persone ammontano a 30 milioni di franchi al mese (20 000 x 1500 franchi), ossia a 360 milioni all’anno. Nel 2024 la quota di protezione è stata pari al 54 per cento (decisioni positive d’asilo e ammissioni provvisorie). Lo Stato versa dunque ogni mese circa 14 milioni di franchi per le somme forfettarie globali per richiedenti l’asilo la cui domanda sarà respinta. Per quanto riguarda la durata delle procedure: nelle procedure ampliate la decisione di prima istanza è resa in media dopo 430 giorni. L’obiettivo prefissato con la riforma 2016 nel settore dell’asilo, ossia 90 giorni al massimo, è ampiamente superato. Da allora la durata media è aumentata da quasi 50 giorni (2019) a oltre 100 giorni (2024) per tutti i tipi di procedura.
Per di più, nel 2024 il tasso di ricorso si attestava al 32,6 per cento, con un tasso di decisioni invariate del 99,2 per cento.
Solo accelerando le procedure sarà possibile ridurre i casi pendenti e i costi e consolidare il sistema a tutti i livelli statali. Gli sforzi devono essere indirizzati in questa direzione, anche in vista del pacchetto di sgravio 27. Occorre ridurre i costi complessivi del sistema e non limitarsi a trasferire oneri. Ne trarranno profitto tutti i livelli statali. Come indicato nella mozione 24.4271, non si può continuare ad ampliare l’infrastruttura e il personale. Sono piuttosto necessari adeguamenti normativi per rendere il sistema più efficiente ed efficace. La mozione 24.4271 illustra anche esempi concreti. Occorre ora concentrare le energie e le risorse su questo obiettivo. Gli altri esercizi strategici possono attendere.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce la necessità di accelerare le procedure d’asilo e ridurre il numero di dossier pendenti nel settore dell’asilo. Per questo motivo ha proposto di accogliere la mozione 24.4271 della Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati «Pacchetto di misure per l'accelerazione delle procedure nel settore dell'asilo» e si adopera costantemente per adottare misure di accelerazione efficaci. Da novembre 2023 una parte delle domande d’asilo è ad esempio trattata in una procedura celere (la cosiddetta procedura di 24 ore), con effetti positivi sulla durata globale delle procedure. Il sistema svizzero d’asilo è un compito comune dei tre livelli statali. Qualsiasi adeguamento fondamentale deve quindi essere elaborato congiuntamente da Confederazione, Cantoni, Città e Comuni considerando il sistema nel suo complesso. È l’approccio perseguito dalla strategia in materia d’asilo 2027. Nell’ambito della conferenza sull’asilo che si terrà a fine novembre 2025 è prevista l’adozione di un’analisi comune dei tre livelli statali e di un mandato volto a definire la maniera in cui il sistema svizzero d'asilo dovrà essere adeguato per far fronte alle sfide attuali e future. La riduzione dei dossier pendenti e l’accelerazione delle procedure sono due elementi importanti di questa strategia, che tratta inoltre temi quali la riduzione delle domande d’asilo infondate, il potenziamento della capacità del sistema di gestire le fluttuazioni migratorie, la gestione dell’immigrazione illegale, le misure contro i criminali recidivi del settore dell’asilo e degli stranieri nonché l’ulteriore sviluppo dell’Agenda Integrazione Svizzera. Sono considerate anche le misure proposte nella mozione 24.4271. Il Consiglio federale ritiene prioritario elaborare, insieme ai Cantoni, ai Comuni e alle Città, una procedura preliminare alla procedura d’asilo al fine di ridurre le domande d’asilo infondate. Sono inoltre esaminate altre misure per accelerare la procedura d’asilo e ridurre le domande d’asilo manifestamente infondate. Allo scopo di evitare le domande senza probabilità di essere accolte, la Segreteria di Stato della migrazione valuta ad esempio la possibilità di prevedere, per le decisioni di asilo e allontanamento passate in giudicato, un termine entro il quale non possono più essere interposti rimedi giuridici straordinari.Laddove risulti necessario, il Consiglio federale proporrà in tempi brevi al Parlamento pertinenti modifiche di legge. L’Esecutivo è convinto che un’azione concertata dei tre livelli statali sia il presupposto fondamentale per sviluppare e migliorare il sistema svizzero d’asilo. Un intervento unilaterale della Confederazione e il rinvio della strategia in materia d’asilo 2027 sarebbero in contraddizione con la via imboccata insieme e susciterebbero opposizione e incomprensione tra le competenti conferenze cantonali (Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali), l’Unione delle Città svizzere e l’Associazione dei Comuni svizzeri.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.