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25.4330 · Interpellanza · 2025-09-26

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel contesto dell’attuale dibattito sull’insegnamento delle lingue nazionali, la formazione e la formazione continua degli insegnanti diventano una questione fondamentale. La relativa competenza spetta ai Cantoni, mentre la Confederazione ha un ruolo di sostegno sancito dall’articolo 70 Cost. e dagli articoli 14 e 15 della legge sulle lingue (LLing); in particolare, può promuovere gli scambi di insegnanti e quindi le loro competenze nelle lingue nazionali tramite i programmi di scambio previsti dall’articolo 14 LLing. L’attuale dibattito sull’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo è fortemente incentrato sugli aspetti formali dell’apprendimento. Tuttavia, secondo l’articolo 15 capoverso 3 LLing, l’insegnamento delle lingue nazionali deve tenere conto anche degli aspetti culturali di un Paese plurilingue. Gli insegnanti che, durante o subito dopo la formazione, hanno svolto un soggiorno di scambio in un’altra regione linguistica della Svizzera, hanno i migliori requisiti per veicolare l’apprendimento delle lingue come aspetto basilare della coesione nazionale. Nel rapporto «Gli scambi scolastici in Svizzera», presentato il 14 dicembre 2018 in adempimento del postulato 14.3670 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N), il Consiglio federale ha prospettato l’introduzione di un programma di scambio per gli insegnanti in formazione e quelli già formati. L’agenzia Movetia, incaricata di elaborarlo, ha successivamente posto in essere le «Cooperazioni nazionali nella formazione per insegnanti» e oggi propone attività di scambio alle alte scuole pedagogiche.Alla luce di queste premesse, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:Qual è lo stato attuale delle attività di scambio per gli insegnanti?In che modo il Consiglio federale potrebbe promuovere ulteriormente la partecipazione degli insegnanti a tali attività?Come andrebbe definito l’obbligo di partecipare a uno scambio di lunga durata per i futuri insegnanti e quali sarebbero i relativi costi?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che le attività di scambio per gli insegnanti siano fondamentali per migliorare l’insegnamento delle lingue. Queste attività permettono di acquisire competenze pedagogiche e conoscenze linguistiche individuali, rafforzano le reti interscolastiche e garantiscono un consolidamento duraturo degli scambi linguistici.Su incarico e con il sostegno finanziario dell’Ufficio federale della cultura, dal 2019 l’agenzia nazionale per la promozione degli scambi Movetia gestisce un’offerta di scambio destinata agli insegnanti. Il programma «Scambio per futuri/e insegnanti in Svizzera» permette a insegnanti in formazione di trascorrere un semestre in un’alta scuola pedagogica e/o svolgere uno stage in una scuola di un’altra regione linguistica. In questo modo gli studenti migliorano le proprie competenze linguistiche e specialistiche e vivono in prima persona la diversità linguistica e culturale della Svizzera.Inoltre, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione sostiene i soggiorni all’estero degli studenti delle alte scuole pedagogiche, che si svolgono per lo più in Paesi in cui si parlano le lingue nazionali svizzere. Oltre alle misure di promozione dell’agenzia Movetia, anche le alte scuole pedagogiche offrono attività di scambio.Dall’introduzione del programma «Scambio per futuri/e insegnanti in Svizzera», il numero di istituzioni e persone in formazione che approfittano di questa offerta è in costante aumento. Nel 2024 hanno partecipato 15 alte scuole pedagogiche, per un totale di 954 scambi, sostenuti con aiuti finanziari pari a 955 000 franchi. In relazione alla media delle persone in formazione nel corso di un anno, questa quota di mobilità corrisponde al 18,7 per cento circa. La maggior parte dei futuri insegnanti effettua un breve stage della durata di due a quattro settimane.La partecipazione alle attività di scambio potrebbe essere ulteriormente promossa con misure di accompagnamento nelle alte scuole pedagogiche (p. es. l’introduzione di «finestre di mobilità» nei curricula, in modo che lo scambio non comporti un prolungamento del corso di studi). L’adozione di simili misure non rientra però nelle competenze del Consiglio federale.Un eventuale obbligo per i futuri insegnanti di partecipare a uno scambio più lungo dovrebbe essere sancito nel regolamento concernente il riconoscimento dei diplomi d’insegnamento per il livello elementare, il livello secondario I e le scuole di maturità. L’autorità competente sarebbe in questo caso la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione. Estendere il sostegno alla mobilità a tutti gli insegnanti in formazione del livello primario e secondario comporterebbe un aumento esponenziale dei costi del programma «Scambio per futuri/e insegnanti in Svizzera». Occorre inoltre tenere presente che un obbligo di mobilità renderebbe più difficoltoso il completamento del corso di studi e più serrato il programma didattico.Per insegnanti che hanno già concluso la formazione e per direttrici e direttori scolastici, Movetia offre stage di osservazione e insegnamento in scuole partner di altre regioni linguistiche in Svizzera o all’estero oppure in scuole svizzere all’estero. Questo permette agli insegnanti di farsi un’idea della cultura scolastica di un’altra scuola, scoprire nuove pratiche d’insegnamento e migliorare le proprie competenze linguistiche. In tal modo vengono anche gettate le basi per futuri partenariati scolastici e scambi studenteschi. Nel 2024 sono stati svolti 681 scambi di questo tipo.Infine, il Consiglio federale si sta impegnando per permettere alla Svizzera di partecipare al programma dell’Unione europea Erasmus+ a partire dal 2027. Questo darebbe agli insegnanti ulteriori possibilità di svolgere soggiorni all’estero per approfondire una lingua nazionale svizzera.