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25.4349 · Postulato · 2025-09-26

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a studiare tutte le misure atte a rafforzare la legittimità e l’indipendenza della Corte penale internazionale (CPI), se necessario in collaborazione con gli altri Stati parte dello Statuto di Roma, e a riferire in merito.

Begründung

La CPI sta subendo attacchi senza precedenti, in particolare da parte di Stati i cui leader sono agli arresti per crimini contro l'umanità e crimini di guerra e da parte degli Stati Uniti. I giudici vengono presi di mira personalmente o sanzionati, e l’istituzione è vittima di di attacchi informatici e di campagne per denigrarla o destabilizzarla condotte su larga scala, con il sostegno dei servizi segreti di alcuni Paesi. In un momento in cui in molte zone di conflitto si registrano crimini di guerra e contro l’umanità, è più che mai necessario proteggere il sistema giudiziario e rafforzarne la legittimità e l’indipendenza. La Svizzera deve fare tutto il possibile per perseguire questo obiettivo. In particolare, dovrà tenere in considerazione tutte le misure che consentano di dotare la CPI di risorse sufficienti per resistere a tali attacchi, nonché tutte le azioni che consentano di garantire la sicurezza dell'istituzione e del suo personale. In questo contesto, il Consiglio federale studierà anche l’adozione in Svizzera di misure di blocco («blocking statutes») contro le sanzioni adottate da altri Stati contro il personale della CPI, al fine di bloccarne gli effetti sul territorio nazionale.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In base alla Strategia di politica estera 2024–2027, il sostegno alla Corte penale internazionale (CPI) è una priorità della politica estera svizzera (5.1 Priorità tematiche). Per concretizzarlo, il nostro Paese sprona altri Stati a ratificare lo Statuto di Roma (RS 0.312.1), invia esperti ed esperte, offre assistenza giudiziaria internazionale e partecipa a negoziati. A titolo di esempio, il Consiglio federale nominerà per la prima volta una o un giudice svizzero come candidato alle elezioni della CPI nel 2026. La Svizzera respinge le minacce e le sanzioni contro la CPI, il suo personale e le organizzazioni che collaborano con essa, oltre a condannare ogni tentativo di minare l’indipendenza, l’integrità e l’imparzialità di questo organismo. In relazione alle sanzioni statunitensi, la Svizzera, insieme ad altri Stati parte dello Statuto di Roma, ha intrapreso diverse iniziative rivolte in particolare ai e alle rappresentanti del Governo e del Congresso degli Stati Uniti così come al segretario generale dell’ONU, e dalla loro imposizione ha inoltre aderito a varie dichiarazioni. Allo stesso tempo, in collaborazione con altri Stati contraenti e con la CPI stessa, il nostro Paese si impegna per proteggere il funzionamento della CPI (sistemi informatici, personale, transazioni finanziarie) anche partecipando a un fondo speciale per la cibersicurezza. Nei suoi pareri in risposta alle mozioni 20.4252, 21.3383 e 23.4007, il Consiglio federale si è espresso in merito agli effetti extraterritoriali delle sanzioni estere e alle possibili misure di difesa dichiarando che queste ultime, se globali, sono molto difficili da attuare e che le relazioni politiche ed economiche tra la Svizzera e suoi importanti Paesi partner potrebbero risentirne. L’Esecutivo rimane pertanto dell’avviso che l’introduzione di tali misure, come richieste dal postulato, non sia opportuna. Il Consiglio federale ha già adottato vari provvedimenti a sostegno della CPI. Un rapporto aggiuntivo non porta alcun valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.