25.4351 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel corso degli ultimi anni, i fenomeni della disinformazione, della manipolazione algoritmica e di quelle che i ricercatori chiamano ora «minacce cognitive» sono notevolmente aumentati. Si tratta di un 'insieme di tecniche – digitali, mediatiche o psicologiche – che mirano a influenzare, distorcere o alterare la capacità di giudizio e di discernimento degli individui e delle società.
Tali minacce, talvolta definite «guerra cognitiva» in alcuni ambienti militari e accademici, vanno oramai oltre la propaganda tradizionale. Sfruttano gli algoritmi delle piattaforme digitali, le vulnerabilità psicologiche ed emotive degli utenti e la mancanza di quadri legali e tecnici adeguati.
Ne va della salute della nostra democrazia e della fiducia nelle nostre istituzioni. Proteggere il nostro spazio cognitivo significa proteggere la capacità di ciascuno di crearsi un'opinione libera, informata e basata sui fatti.
In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Come valuta oggi la portata delle minacce cognitive e della disinformazione in Svizzera, provenienti sia da attori statali che privati, sia esteri che interni?
Quali sono le misure in atto per sorvegliare, prevenire e contrastare le manipolazioni algoritmiche e le campagne di disinformazione su larga scala?
La Confederazione intende rafforzare la cooperazione tra i servizi di sicurezza, i ricercatori, i giornalisti e gli esperti di media della società civile per identificare e contrastare meglio queste minacce?
Non sarebbe forse necessario definire un quadro legale specifico, sulla falsariga di quanto già esiste in alcuni Paesi europei, al fine di garantire la trasparenza degli algoritmi, regolamentare le piattaforme digitali e proteggere l'integrità cognitiva dei cittadini?
Come intende il Consiglio federale coinvolgere le giovani generazioni, ossia gli utenti principali dei social network, in questa riflessione strategica essenziale per il futuro della nostra democrazia?
Stellungnahme des Bundesrates
La libera formazione delle opinioni, basata sui fatti, in particolare in vista di elezioni e votazioni, è un elemento centrale delle democrazie. In Svizzera è protetta dalla libertà di opinione e d'informazione sancita dalla Costituzione federale. In Svizzera non esistono norme specifiche che tutelino dalla disinformazione. Il processo di formazione dell'opinione pubblica dovrebbe avvenire, in linea di principio, senza ingerenze né vigilanza da parte dello Stato. Fintanto che la disinformazione non viola il diritto vigente (ad es. calunnia, passibile di pena), deve essere tollerata e non può essere vietata dallo Stato. Tuttavia, lo Stato può adottare misure ulteriori al fine di contrastare la disinformazione .
Domanda 1
Diversi attori utilizzano la disinformazione e la propaganda contro la Svizzera. Dal profilo della politica di sicurezza sono rilevanti, e rappresentano una minaccia, le attività di influenza perpetrate da uno Stato e rivolte contro il buon funzionamento di uno Stato e di una società con l'intento di minare l'ordinamento democratico di uno Stato. Le attività di influenza contro la Svizzera tenderanno ad aumentare. Nel suo rapporto «Activités d’influence et désinformation» (disponibile in francese e tedesco) in adempimento del Postulato 22.3006 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, il Consiglio federale constata che la Svizzera attesta un grado elevato di resilienza strutturale contro tale minaccia e che la disinformazione contro la Svizzera ad opera di Stati ha un raggio d'azione limitato.
Domanda 2
Il Consiglio federale ha definito numerose misure contro tale minaccia. La Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS) organizza pertanto uno scambio regolare fra gli Uffici più colpiti dalle minacce rappresentate dalle attività di influenza, comprese le campagne di disinformazione. Questi scambi servono a promuovere all'interno della Confederazione una comprensione comune per tali minacce alla politica di sicurezza, conoscerne gli sviluppi più rilevanti e la situazione generale. Occorre poi pianificare delle misure e attuarle in maniera coordinata.
Domanda 3:
In futuro, tali lavori dovranno coinvolgere maggiormente anche esperti di settori quali la società civile, i media e le piattaforme. Occorrerà inoltre approfondire la cooperazione internazionale. La Confederazione rafforza anche la sua cooperazione con il mondo scientifico. A sostegno di questi lavori interdipartimentali, la SEPOS elabora regolarmente un quadro della situazione in merito alle attività di influenza contro la Svizzera. Vi confluiscono anche contributi del Comando Ciber dell'Esercito, il quale persegue e analizza la disinformazione online contro la Svizzera ad opera di attori esteri, come pure i contributi del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), il quale valuta il relativo grado di minaccia per la Svizzera. Le evidenze emerse da tali lavori ed eventuali proposte di misure ulteriori possono essere presentate ai comitati preposti alla politica di sicurezza della Confederazione. Inoltre, l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha avviato un programma per indagare gli effetti a medio e lungo termine della disinformazione.
Domanda 4
Il 29 ottobre 2025 il Consiglio federale ha avviato la consultazione concernente la legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom). Il progetto contiene, fra l'altro, diverse misure in materia di trasparenza.
Domanda 5:
L'insegnamento dell'educazione digitale durante la scuola dell'obbligo è integrato nei piani quadro di studio delle tre regioni linguistiche e rientra nella competenza esclusiva dei Cantoni. Fornisce competenze tecniche, di valutazione, operative e metodologiche per consentire un approccio critico ai media e all'informazione e generare una consapevolezza delle responsabilità. Inoltre, nell'ambito delle sue possibilità legali e finanziarie, la Confederazione promuove offerte volte proprio a rafforzare le competenze digitali dei giovani, ad esempio tramite la piattaforma Giovani e media dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Da oltre 12 anni quest'ultima implementa misure volte a sensibilizzare, ad accrescere le competenze e a favorire l'interconnessione. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione sta aggiornando il rapporto del Consiglio federale in merito all’educazione civica in Svizzera (L’éducation à la citoyenneté en Suisse, disponibile in francese e tedesco) allo scopo di approfondire il tema della disinformazione nel contesto dell’educazione.