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25.4356 · Interpellanza · 2025-09-26

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel giugno del 2025 l’Ucraina ha firmato un accordo con il Consiglio d’Europa sulla creazione di un tribunale speciale per perseguire e giudicare i responsabili del «crimine di aggressione contro l’Ucraina». Questo tribunale, che punta anche a colmare le lacune dello Statuto di Roma (Corte penale internazionale, CPI), si ispira ad altri tribunali speciali istituiti dopo conflitti in cui sono stati commessi gravi crimini.

Il nostro Paese si è impegnato a favore della creazione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina sin dall’inizio del dibattito su questo argomento. Ha aderito al gruppo di Paesi che hanno sostenuto l’istituzione di tale tribunale, caratterizzato da una partecipazione più ampia rispetto al Consiglio d’Europa.

In occasione della firma dell’accordo, avvenuta nell’estate di quest’anno, la Svizzera ha rilasciato una dichiarazione al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, dicendosi dispiaciuta del fatto che il tribunale speciale, così come è stato proposto, non abbia il potere di giudicare coloro che hanno le maggiori responsabilità nell’esercizio del loro mandato ufficiale. Inoltre, ha deplorato che questo tribunale non soddisfi standard internazionali consolidati, come la garanzia dell’indipendenza del pubblico ministero e lo svolgimento dei processi in presenza degli imputati. Ha anche dichiarato che il Paese deciderà in seguito se sostenere o meno questo tribunale oppure prendervi parte.

Begründung

Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. Quali sono esattamente le critiche della Svizzera agli «standard internazionali» che non verrebbero rispettati?Nella sua dichiarazione, la Svizzera ha espresso l’auspicio che lo Statuto di Roma della CPI possa essere riformato in modo tale da contemplare il crimine di aggressione. Il Consiglio federale ritiene che una tale iniziativa possa avere successo? E come sta contribuendo alla sua realizzazione?Qual è la tabella di marcia riguardante il resto del processo relativo al tribunale speciale per l’Ucraina e quando il Consiglio federale intende decidere se prendervi parte?

Stellungnahme des Bundesrates

La lotta all’impunità per i più gravi crimini di diritto internazionale è una priorità della politica estera svizzera. A livello internazionale, la competenza in tal senso spetta in linea di principio alla Corte penale internazionale (CPI). Tuttavia, la giurisdizione della CPI sul crimine di aggressione è limitata agli Stati parte dello Statuto di Roma. Dal momento che la Russia non vi ha aderito, la CPI non è attualmente in grado di perseguire il crimine di aggressione contro l’Ucraina. 1) Il tribunale speciale avrebbe dovuto colmare detta lacuna, ma a causa di compromessi politici nella forma adottata dal Consiglio d’Europa non soddisfa a sufficienza gli standard internazionali. Ci sono in particolare tre aspetti problematici. In primo luogo, il tribunale speciale non ha l’autorità di revocare le immunità alle massime cariche dello Stato (designate storicamente con il termine di «troika»). Questa limitazione rappresenta un passo indietro nello sviluppo del diritto internazionale e rischia di indebolire la giustizia penale internazionale. In secondo luogo, il procuratore non può avviare procedimenti in modo indipendente, ma può attivarsi solo dopo il deferimento di una causa da parte del procuratore generale dell’Ucraina. In terzo luogo, sono possibili procedure contumaciali, che comportano il rischio di processi-farsa. 2) La Svizzera è da tempo favorevole a estendere la giurisdizione della CPI al crimine di aggressione. Ha contribuito a formulare proposte concrete di modifica e ha partecipato ai relativi negoziati durante la sessione straordinaria dell’Assemblea degli Stati parte della CPI a New York nel luglio del 2025. Anche se non è stato raggiunto il consenso necessario per la decisione, gli Stati parte si sono impegnati a perseguire l’obiettivo di rafforzare la giurisdizione. 3) Il calendario del tribunale speciale è ancora piuttosto indefinito. In un primo tempo è necessario portare a termine il processo del Consiglio d’Europa, compresa una stima dei costi del tribunale speciale. Successivamente sarà attivato un accordo parziale allargato per assicurare il finanziamento e il funzionamento di tale tribunale. A tal fine, un numero sufficiente di Stati deve impegnarsi in via preliminare a garantire il finanziamento, che in molti Paesi è soggetto a una procedura di autorizzazione nazionale, la quale richiede del tempo. Solo una volta conclusa tale procedura si può dare via libera all’entrata in vigore dell’accordo bilaterale tra l’Ucraina e il Consiglio d’Europa e alla firma di un accordo di sede con i Paesi Bassi. Il Consiglio federale deciderà come procedere sulla base di questi sviluppi.