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Soppressione dell'obbligo di indicare sul modulo ufficiale di notificazione della pigione il tasso ipotecario e l'indice dei prezzi al consumo applicabili alla pigione precedente

25.4376 · Mozione · 2025-09-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL) – in particolare l’articolo 19 capoverso 2 – in modo da sopprimere nei moduli ufficiali di comunicazione della pigione iniziale l’obbligo di indicare il tasso ipotecario di riferimento e l’indice nazionale dei prezzi al consumo applicabili alla pigione precedente.

Begründung

L’introduzione, il 1° ottobre prossimo, dell’obbligo di indicare il tasso ipotecario di riferimento e l’indice nazionale dei prezzi al consumo sui moduli ufficiali per la conclusione di un nuovo contratto di locazione ha lo scopo di creare maggiore trasparenza. Tuttavia, questa misura appesantisce inutilmente la gestione amministrativa dei proprietari e delle amministrazioni confondendo molti locatari, che attribuiscono a questi elementi un significato giuridico spesso infondato e si aspettano di poter contestare legittimamente la pigione. Ne deriva un’incertezza giuridica inopportuna.Occorre una semplificazione amministrativa per alleggerire l’onere delle parti contraenti senza compromettere la protezione dei locatari, che possono continuare a far valere i loro diritti nel quadro delle procedure previste dal diritto di locazione.La soppressione di questo obbligo consentirebbe di incentrare nuovamente il modulo ufficiale sugli elementi essenziali del contratto di locazione, limitando i rischi di contestazione fondati su eventuali errori o imprecisioni relativi a questi indici.Per queste ragioni, il Consiglio federale è invitato a riconsiderare l’obbligo contenuto nell’OLAL.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Per reagire in tempo utile alla situazione tesa del mercato e all’aumento delle pigioni, nel 2024 il Consiglio federale ha fatto esaminare quattro misure a livello di ordinanza, svolto una procedura di consultazione e adottato, nel marzo del 2025, due di tali misure (RU 2025 191). L’aggiunta al modulo di notificazione della pigione iniziale di cui tratta la mozione ha ottenuto un risultato equilibrato in sede di consultazione ed è stata valutata positivamente dalla maggioranza dei Cantoni, in particolare da gran parte di quelli in cui vigeva già l’obbligo del modulo ufficiale. Il Consiglio federale ritiene che questa misura contribuisca a creare maggiore trasparenza in una situazione di mercato tuttora tesa e consenta ai locatari di valutare meglio la pigione iniziale e le loro possibilità di contestare la pigione. Di conseguenza, può avere un effetto attenuante sulla pigione in caso di rilocazione, quindi dove in genere sono possibili gli aumenti più consistenti. Può anche contribuire a evitare contestazioni che prevedibilmente non avranno esito positivo. Anche se la definizione della pigione iniziale in generale avviene in base a criteri assoluti, l’evoluzione dei criteri relativi del tasso d’interesse di riferimento e del rincaro è rilevante. In caso di contestazione, questi elementi possono contribuire a motivare la presunzione di abuso della pigione iniziale (cfr. DTF 148 III 209 consid. 3.2.1). Nel singolo caso è inoltre possibile evidenziare degli aumenti «occulti» della pigione, per esempio se viene mantenuta la stessa pigione sebbene il tasso di riferimento sia calato. Il Consiglio federale ritiene che per il locatore l’onere supplementare legato all’aggiunta al modulo sia ridotto e quindi esigibile. Ci si può aspettare che i locatori siano a conoscenza di cifre fondamentali come il tasso di riferimento o il rincaro applicati alla locazione precedente e siano in grado di comunicarle al nuovo locatario. L’entrata in vigore della nuova disposizione il 1° ottobre 2025 non ha comportato particolari difficoltà. I gruppi d’interesse e le autorità di conciliazione in materia di locazione hanno provveduto a informare tempestivamente i loro associati e le parti contraenti sul modulo e sviluppato strumenti utili. Adottare la mozione significherebbe dover abolire questa disposizione poco dopo la sua entrata in vigore. Ciò causerebbe un’incertezza giuridica sia per i locatori che per i locatari, raddoppierebbe gli oneri legati al cambiamento e nuocerebbe all’affidabilità del diritto di locazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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