25.4399 · Mozione · 2025-10-23
Dipartimento delle Finanze
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l’ordinanza sull’imposizione minima (OImM, RS 642.161) in modo tale che le disposizioni delle direttive amministrative dell’OCSE relative all’articolo 9.1 delle GloBE Model Rules pubblicate il 15 gennaio 2025 si applichino in Svizzera soltanto ai vantaggi fiscali concessi a partire dal 1° gennaio 2025.
Una minoranza della commissione (Moser, Herzog Eva, Sommaruga Carlo) propone di respingere la mozione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha attuato l’imposizione minima in Svizzera attraverso l’OImM e ha reso le norme tipo GloBE («Global Anti-Base Erosion Model Rules») direttamente applicabili per mezzo di un rimando basandosi sulle disposizioni transitorie sancite nella Costituzione federale (art. 197 n. 15 Cost.; RS 101). Inoltre, l’OImM prevede che le norme tipo GloBE debbano essere interpretate secondo il relativo commentario e le pertinenti normative dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e degli Stati del G20. In linea di principio, un’attuazione possibilmente uniforme dell’imposizione minima nei vari Stati è nell’interesse delle imprese assoggettate. Ciò permette di evitare controversie e di ridurre il rischio di doppie imposizioni. L’Inclusive Framework on Base Erosion and Profit Shifting dell’OCSE e del G20 conferisce agli Stati che attuano l’imposizione minima in conformità alle norme il cosiddetto status qualificato («qualified status»), che consente di evitare al meglio e nell’interesse delle imprese le divergenze nazionali nell’attuazione dell’imposizione minima a livello internazionale. Gli orientamenti amministrativi di gennaio 2025 («Integrity Rule») sono stati approvati all’unanimità nello stesso mese dall’Inclusive Framework. Sono quindi considerati parte integrante delle suddette normative e sono finalizzati a limitare i vantaggi fiscali derivanti da accordi individuali conclusi dalle imprese con le amministrazioni fiscali. Nei suddetti orientamenti sono descritti alcuni accordi cantonali su vantaggi fiscali, classificati come benefici correlati («related benefits»), che, secondo le norme tipo GloBE, sono incompatibili con uno status qualificato e devono quindi essere neutralizzati con l’imposta integrativa. Tuttavia, nel corso dei negoziati sull’«Integrity Rule» nel dicembre 2024, la Svizzera è riuscita a ottenere, ai fini della certezza del diritto e d’intesa con i Cantoni, un periodo transitorio di due anni (2024 e 2025) prima che la neutralizzazione dei vantaggi fiscali contestati diventi pienamente applicabile. Di conseguenza, anche la Svizzera ha ottenuto lo status qualificato fino alla fine del 2025. Ne consegue che la modifica dell’OImM richiesta dalla mozione rappresenterebbe un abbandono della strategia finora perseguita dal Consiglio federale e dai Cantoni di attuare l’imposizione minima in modo da essere accettata a livello internazionale per garantire alle imprese la certezza del diritto. La probabile perdita dello status qualificato a seguito della modifica richiesta comporterebbe in futuro procedure più complesse e maggiore incertezza giuridica per le imprese. Solo nel corso dei prossimi anni sarà possibile stabilire se lo status qualificato avrà effettivamente sortito l’effetto desiderato nella prassi. Gli sviluppi dovranno essere seguiti da vicino. Alla luce della coesistenza, attualmente in discussione in seno all’OCSE, fra il sistema fiscale statunitense e l’imposizione minima globale (approccio «side-by-side»), non si può neppure escludere che un giorno il dibattito economico sul valore dello status qualificato si svolga sotto nuovi auspici. Ciò dipenderà in gran parte anche dall’esito dei lavori ancora in corso sull’approccio «side-by-side». Una decisione che mette in discussione lo status qualificato sarebbe comunque prematura in questo momento. Il Consiglio federale sottolinea inoltre che uno scostamento dall’«Integrity Rule» non comporterà gli auspicati sgravi fiscali per le imprese interessate dall’imposizione minima, poiché i gruppi di imprese che beneficiano di vantaggi fiscali possono essere assoggettati direttamente alle imposte integrative di altri Stati («Income Inclusion Rule» [IIR] e «Undertaxed Payments Rule» [UTPR]), se la Svizzera non neutralizza tali vantaggi attraverso l’imposta integrativa svizzera (cosiddetta «switch-off rule»). L’accoglimento della mozione comporterebbe quindi la possibilità per altri Stati attuatori di attingere agli introiti fiscali attraverso l’IIR o l’UTPR. Tuttavia, i lavori in corso in seno all’OCSE sull’attuazione dell’approccio «side-by-side» mirano a esentare in futuro le società di gruppi di imprese statunitensi in tutto il mondo dall’assoggettamento all’IIR e/o all’UTPR. In questo modo, i vantaggi fiscali concessi almeno nei confronti delle filiali di gruppi di imprese statunitensi non potrebbero più essere assoggettati all’IIR e/o all’UTPR da altri Stati. Dai negoziati, il cui esito è ancora incerto, potrebbero però emergere nuove opportunità fiscali per migliorare le condizioni della piazza svizzera. Queste soluzioni dovrebbero poi essere esaminate insieme ai Cantoni. In ogni caso, nel quadro dell’imminente trasposizione dell’OImM in una legge ordinaria, il Consiglio federale prevede di fornire un’analisi approfondita della situazione, in cui esaminerà anche lo stato di attuazione dell’imposizione minima dell’OCSE e l’approccio «side-by-side», illustrando le conseguenze nonché i vantaggi e gli svantaggi di diverse opzioni di attuazione per la Svizzera. Se la Svizzera decide di non voler più attuare l’imposizione minima conformemente alle disposizioni dell’Inclusive Framework attualmente in vigore, ciò potrebbe compromettere la rappresentanza degli interessi svizzeri nel quadro dei negoziati in corso. Anche in questo contesto la mozione giunge in un momento inopportuno. Infine, la mozione non comporterebbe alcun miglioramento per i futuri insediamenti di imprese fiscalmente agevolate, in quanto, stando alla mozione, gli accordi fiscali conclusi dopo il 1° gennaio 2025 dovrebbero essere neutralizzati in linea con gli orientamenti amministrativi. Se si intende rinunciare allo status qualificato, altre misure lungimiranti potrebbero essere più efficaci. Il Consiglio federale riconosce i problemi scaturiti dall’attuazione dell’imposizione minima, ma ritiene che al momento vi siano ancora troppe questioni in sospeso. Una decisione in linea con la mozione sarebbe prematura e avrebbe ripercussioni negative sugli interessi della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.