Crescente autonomia dei Paesi partner africani: incentrare maggiormente la cooperazione internazionale sull’economia
25.4418 · Interpellanza · 2025-12-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Molti Stati africani stanno vivendo un rapido sviluppo economico. Sono sempre più numerosi gli Stati che puntano sull’autonomia, sugli investimenti, sull’imprenditorialità e sul miglioramento delle loro relazioni commerciali anziché sul tradizionale aiuto allo sviluppo. Per la Svizzera si pone la questione di come la sua cooperazione internazionale (CI) possa tener conto di questa evoluzione e incentrarsi maggiormente sull’economia, soprattutto in vista del prossimo messaggio in materia.L’attuale CI combina i programmi della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) orientati all’economia, ma non ha ancora esaurito il suo potenziale per promuovere la creazione di valore sul piano locale, lo sviluppo di mercati funzionanti e la mobilitazione di capitali privati. In parallelo, gli accordi di libero scambio conclusi dall’Associazione europea di libero scambio (AELS), insieme alla protezione degli investimenti, alla cooperazione tra imprese e agli strumenti di finanziamento innovativi («blended finance» o finanziamento misto), stanno diventando sempre più importanti per lo sviluppo dei Paesi partner.Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: Come valuta la crescente autonomia economica degli Stati africani e quali conseguenze ne trae per il futuro orientamento della CI?Quali strumenti della CI (SECO/DSC) orientati all’economia si sono rivelati particolarmente efficaci e quali andranno rafforzati per promuovere la crescita, le imprese locali e l’occupazione?Con quali mezzi (p. es. garanzie, finanziamenti misti o strumenti d’investimento a impatto sociale) la Svizzera può rafforzare la mobilitazione di capitali privati per ottimizzare l’impiego dei fondi pubblici?Quale importanza attribuisce agli accordi di libero scambio dell’AELS con gli Stati africani per il loro sviluppo economico e la loro autonomia? Sono previsti aggiornamenti o nuovi accordi?Come assicura la coerenza tra la CI, la politica economica estera e il commercio, in particolare nei Paesi prioritari che sono rilevanti dal punto di vista economico?In che modo questi sviluppi mondiali e la maggiore focalizzazione sullo sviluppo del settore privato vengono integrati nei lavori di elaborazione del prossimo messaggio concernente la CI?
Stellungnahme des Bundesrates
1. / 5. L’Africa è un continente che presenta una grande diversità economica. Negli ultimi due decenni alcuni Paesi hanno compiuto progressi significativi nello sviluppo economico e nell’industrializzazione e hanno rafforzato la loro integrazione nelle catene globali del valore aumentando così la propria resilienza economica. I progressi, ma anche le sfide, riguardanti i Paesi africani sono affrontati nella Strategia Africa 2025−2028 del Consiglio federale.
La cooperazione internazionale (CI) della Svizzera adatta i suoi strumenti ai rispettivi contesti, aiutando i Paesi in via di sviluppo a realizzare la transizione verso un’economia formale, a promuovere il settore privato, ad attuare riforme strutturali volte ad accrescere la competitività, gli investimenti e l’innovazione e ad integrarsi nell’economia mondiale. In questo modo la CI contribuisce a combattere la povertà, in particolare attraverso la creazione di posti di lavoro dignitosi, e favorisce una crescita economica sostenibile. Contribuisce inoltre alla diversificazione dei partner commerciali sostenendo la creazione di nuovi mercati per l’economia svizzera.
Poiché la Strategia CI 2025−2028 deriva dalla Strategia di politica economica esterna e dalla Strategia di politica estera 2024−2027 del Consiglio federale, è possibile garantire una gestione coerente. La collocazione delle attività di CI della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) all’interno della Direzione per l’economia esterna permette a sua volta di assicurare la coerenza e uno stretto coordinamento con altri ambiti dell’economia esterna, come il libero scambio o le relazioni economiche bilaterali. La SECO collabora in particolare con la Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL) al fine di rafforzare le capacità dei Paesi in via di sviluppo in materia di accordi di protezione degli investimenti. Sfrutta inoltre in modo mirato le sinergie tra la CI e la promozione della piazza economica svizzera, ad esempio attraverso lo Swiss Business Hub in Sudafrica.
2. / 3. Nell’ambito della CI, si è dimostrata efficace una combinazione di strumenti che prevede la mobilitazione di capitali privati e la creazione di condizioni quadro affidabili. I capitali vengono mobilitati tramite strumenti selezionati, tra cui la società di finanziamento allo sviluppo della Confederazione (SIFEM) e il sostegno a iniziative come il Private Infrastructure Development Group (PIDG) e la SDG Impact Finance Initiative (SIFI). Anche le piattaforme svizzere per la produzione sostenibile di cacao (SWISSCO) e caffè (SSCP) e la collaborazione con la Swiss Better Gold Association (SBGA) forniscono un valido contributo. La CI utilizza inoltre strumenti atti a promuovere l’investimento a impatto privato, ad esempio mediante investimenti di prima perdita (first loss) in fondi strutturati.
Le garanzie sono attualmente impiegate solo attraverso il settore «garanzie» del PIDG, con risultati positivi. Il Consiglio federale considera la possibilità di un utilizzo più ampio delle garanzie come opzione per facilitare, in futuro, gli investimenti privati. Fino alla metà del 2027 sarà pertanto impegnato a esaminare l’istituzione di strumenti idonei o la partecipazione della Svizzera a un meccanismo di garanzia esistente. Anche le banche multilaterali di sviluppo cofinanziate dalla Svizzera, come la Banca mondiale, hanno i loro settori di garanzia.
In assenza di condizioni quadro affidabili, tuttavia, resta difficile mobilitare capitali privati. A causa di fattori strutturali quali la debolezza delle istituzioni, l’inadeguatezza delle disposizioni normative, la scarsa protezione degli investimenti e l’elevato tasso di informalità, molti Paesi in via di sviluppo non dispongono di un numero sufficiente di progetti meritevoli d’investimento. La promozione di condizioni quadro affidabili, insieme alla mobilitazione di capitali privati, è un elemento centrale della Strategia CI 2025–2028. Questo approccio offre la possibilità di condividere le competenze svizzere e di sviluppare gradualmente i mercati con una prospettiva a lungo termine. La creazione di strutture economiche svolge un ruolo importante anche ai fini della conclusione di accordi di libero scambio (ALS). Nell’ambito dell’ALS con l’Indonesia, la SECO ha così potuto rafforzare in modo mirato gli aspetti inerenti alla sostenibilità mediante contingenti certificati di olio di palma, o affiancare i negoziati con il Mercosur grazie alla partecipazione svizzera al Fondo per l’Amazzonia. Questo modello può essere applicato anche per gli ALS con i Paesi africani.
4. Gli accordi di libero scambio aprono nuove possibilità di esportazione per tutte le Parti e creano condizioni quadro stabili e prevedibili che favoriscono, tra l’altro, gli investimenti diretti nei Paesi partner. Questi accordi rafforzano l’integrazione dei Paesi partner nell’economia mondiale e nelle catene globali del valore, contribuendo direttamente agli obiettivi della politica svizzera di cooperazione allo sviluppo economico. Attualmente si sta lavorando per modernizzare l’accordo esistente con l’Unione doganale dell’Africa australe (SACU). La Svizzera e gli altri Stati dell’AELS stanno inoltre esaminando la possibilità di negoziare nuovi accordi con altri Paesi africani.
6. Gli uffici responsabili della CI seguono gli sviluppi globali e riflettono sul possibile orientamento futuro della CI. Il Consiglio federale terrà debitamente conto di questi sviluppi nella preparazione del prossimo messaggio concernente la CI 2029–2032.