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Accordo doganale Svizzera-USA. Chiarire le responsabilità e salvaguardare i nostri interessi

25.4441 · Interpellanza urgente · 2025-12-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il cosiddetto «accordo doganale» tra Svizzera e Stati Uniti ha suscitato grande incertezza nel mondo politico, economico e agricolo. Sebbene l’annunciata riduzione dei dazi statunitensi sia fondamentalmente positiva per l’economia svizzera orientata all’esportazione, il contenuto del potenziale accordo non è assolutamente chiaro. Non conosciamo gli impegni specifici che la Svizzera deve assumersi, né sappiamo quale impatto avranno gli investimenti annunciati dalle aziende svizzere negli Stati Uniti sui posti di lavoro, sulla creazione di valore e sui siti di produzione in Svizzera. Inoltre, le dichiarazioni contraddittorie sul ruolo degli imprenditori privati e sui loro presunti mandati negoziali sollevano questioni di base sulla trasparenza e sulla responsabilità in ambito di economia esterna. Allo stesso tempo, non si sa quale sarà l'impatto dell’accordo sui principali settori normativi.

Viste le questioni ancora in sospeso, è necessario un chiarimento immediato affinché il Consiglio nazionale possa valutare la situazione in questa sessione. L’urgenza è quindi evidente.

1. Come è nata la dichiarazione d’intenti («Joint Statement») pubblicata dalla Casa Bianca? E i vari temi in essa menzionati sono stati definiti di comune accordo con la Svizzera oppure unilateralmente dagli Stati Uniti?

2. Come spiega il Consiglio federale le dichiarazioni degli imprenditori secondo cui avrebbero agito su incarico e in stretta consultazione con esso, contrariamente a quanto finora dichiarato in merito alla loro indipendenza?

3. Come valuta il Consiglio federale l’affermazione secondo cui a maggio 2025 esisteva già un «accordo pronto per la firma»? Tale affermazione è corretta?

4. Quale impatto si aspetta dagli investimenti annunciati dalle aziende elvetiche negli Stati Uniti, per un totale di circa 200 miliardi di franchi, sui posti di lavoro, sui siti di produzione e sulla creazione di valore in Svizzera?

5. Quali adeguamenti della legislazione nazionale – in particolare in materia di agricoltura, regolamentazione sulle derrate alimentari, trasporti o tecnologia – sarebbero necessari per attuare un eventuale accordo e quale sarebbe il relativo calendario?

6. Come valuta il Consiglio federale le ulteriori possibilità di importazione previste in ambito agricolo, in particolare per la carne americana? Queste possibilità rientrano nell’ambito degli attuali contingenti tariffari dell’OMC? Sta esaminando misure di accompagnamento per i settori colpiti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La dichiarazione d’intenti («Joint Statement on a Framework for a United States – Switzerland – Liechtenstein Agreement on Fair, Balanced, and Reciprocal Trade») è il risultato di intensi negoziati. Il ventaglio dei temi trattati è frutto di questi negoziati e rappresenta quindi le esigenze e le richieste di entrambe le parti. Né nei negoziati né nel risultato finale la Svizzera si è discostata dal mandato oggetto di consultazioni nelle commissioni della politica estera e nei Cantoni. Come formulato nella dichiarazione, il risultato delinea i possibili ambiti di un futuro negoziato per un accordo giuridicamente vincolante. 2. L’idea di organizzare un incontro tra imprenditori alla Casa Bianca è nata nel corso di diverse discussioni, anche tra l’Amministrazione e gli imprenditori. Gli imprenditori hanno quindi preso l’iniziativa a titolo privato, occupandosi anche di attuarla. Su loro richiesta, prima dell’incontro gli imprenditori hanno ricevuto dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) un aggiornamento generale sullo stato delle discussioni ufficiali, senza che fossero rivelati dettagli sui negoziati. Il Consiglio federale era stato informato che alcuni imprenditori svizzeri avevano richiesto e ottenuto un incontro con il presidente degli Stati Uniti Trump. Il loro obiettivo era quello di sensibilizzare il presidente degli Stati Uniti sugli effetti dei dazi aggiuntivi statunitensi sulle loro aziende e sull’economia svizzera in generale. L’incontro era un’iniziativa privata di imprenditori svizzeri, indipendente dai negoziati ufficiali tra la Svizzera e gli Stati Uniti. 3. In quel momento non era stato raggiunto alcun risultato negoziale. Inoltre, il Consiglio federale voleva seguire consapevolmente il corretto iter politico interno. A tal fine era necessaria l’adozione di un mandato negoziale che, secondo le disposizioni di legge, doveva essere oggetto di consultazioni nelle commissioni della politica estera e nella Conferenza dei governi cantonali (CdC). 4. L’economia svizzera è fortemente integrata nelle catene del valore mondiali e, in termini di PIL, già da anni registra elevati investimenti diretti, sia per quanto riguarda gli investimenti svizzeri all’estero sia per gli investimenti diretti esteri in Svizzera. La Svizzera beneficia in modo significativo di questa interconnessione internazionale. Gli investimenti annunciati da alcune aziende svizzere negli Stati Uniti erano probabilmente già stati pianificati in gran parte prima della presentazione della dichiarazione d’intenti non giuridicamente vincolante. Questi investimenti sono finalizzati in particolare alla produzione in loco, al fine di soddisfare le normative e le condizioni di mercato negli Stati Uniti, e non al trasferimento di attività esistenti dalla Svizzera. Grazie a chiari vantaggi legati alla posizione geografica, funzioni centrali come la ricerca, lo sviluppo e le attività altamente qualificate rimangono fortemente radicate nel Paese. L’esperienza dimostra inoltre che la presenza internazionale ha spesso ripercussioni positive sul mercato del lavoro svizzero e rafforza gli investimenti e i posti di lavoro nel mercato interno. La Svizzera inoltre,, con la sua apertura, la sua stabilità, le sue normative relativamente snelle, le sue infrastrutture affidabili e il suo eccellente panorama formativo e di ricerca, continua a offrire un ottimo contesto per gli investimenti e l’innovazione. Gli eventuali effetti negativi degli investimenti annunciati negli Stati Uniti sulla piazza economica svizzera dovrebbero quindi essere limitati. 5. I negoziati relativi all’accordo commerciale giuridicamente vincolante non sono ancora iniziati. Il Consiglio federale non è quindi in grado di fornire informazioni sul contenuto di tale accordo né sugli adeguamenti della legislazione nazionale. A breve il nuovo mandato negoziale sarà oggetto di consultazioni nelle commissioni della politica estera e nella CdC. 6. Il Consiglio federale intende azzerare i dazi doganali sul pesce e sui frutti di mare nonché su specifici prodotti agricoli provenienti dagli Stati Uniti. Si tratta dei seguenti prodotti: alcuni tipi di frutta (arance, ananas, pompelmi), diverse varietà di noci fresche e secche, alcune bevande alcoliche (whisky, rum, liquori, birra), preparati alimentari come integratori alimentari, prodotti del tabacco e caffè. Si tratta prevalentemente di prodotti di origine tropicale. Per i principali interessi agricoli degli Stati Uniti in materia di esportazioni sono state trovate soluzioni che tengono conto delle sensibilità della Svizzera in materia di politica agricola. A tal fine, la Svizzera concede agli Stati Uniti contingenti tariffari bilaterali esenti da dazi doganali: 500 tonnellate per la carne bovina, 1000 tonnellate per la carne di bisonte e 1500 tonnellate per la carne di pollame. Le concessioni di accesso al mercato nel settore agricolo riguardano prodotti non sensibili dal punto di vista della politica agricola oppure quantitativi che vengono attribuiti nei limiti dei contigenti OMC. Non sono previste ripercussioni significative sulla produzione interna né sul livello dei prezzi in Svizzera.