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Potenziamento della promozione della pace a livello politico-diplomatico e nella società civile in Sudan

25.4448 · Mozione · 2025-12-03

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a intensificare sensibilmente i suoi sforzi per promuovere la pace in Sudan, sia a livello multilaterale che nella società civile, e ad avviare, in stretta collaborazione con i partner internazionali, nuove iniziative volte a ridurre la violenza, rafforzare la fiducia e trovare una soluzione politica al conflitto.

Begründung

In Sudan e nei Paesi limitrofi vi sono attori della società civile forti che si battono per la riduzione della violenza, il rafforzamento della fiducia e una soluzione politica al conflitto. Il Consiglio federale è chiamato, nell’ambito di un’offensiva di tipo Track 2 e Track 3, a fornire maggiore sostegno sul terreno a questi potenziali promotori di un ordine di pace sostenibile e giusto e a fare delle loro esigenze la base dei suoi sforzi per un cessate il fuoco e per negoziati di pace a livello multilaterale. Una diplomazia che non tiene conto delle esigenze specifiche delle forze di pace sul campo è infatti destinata a fallire. Nonostante numerosi sforzi diplomatici, non si intravede la fine della guerra civile in Sudan. Nell’agosto 2024 si sono svolti a Ginevra colloqui per un cessate il fuoco. Tuttavia, sono stati condotti principalmente dagli Stati Uniti, mentre importanti stakeholder in loco non hanno avuto molta voce in capitolo. Anche la Svizzera ha evidentemente contribuito poco e ha svolto principalmente la funzione di Stato ospite. La Svizzera è ora membro della nuova piattaforma di mediazione ALPS («Aligned for Advancing Lifesaving and Peace in Sudan»), di cui fanno parte anche Stati Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Unione africana e Nazioni Unite. Questo formato offre alla Svizzera l’opportunità di assumere un ruolo più incisivo. Il suo compito è anche quello di dare una voce forte alla società civile locale. La mozione invita il Consiglio federale ad aiutare le parti interessate che in Sudan si impegnano per ridurre la violenza, rafforzare la fiducia e cercare una soluzione politica al conflitto a esercitare una maggiore influenza sugli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco e avviare i colloqui di pace. In concreto, dovrebbe sollecitare a livello internazionale, in particolare nel quadro dell’ONU e in collaborazione con il gruppo ALPS, la ripresa di iniziative sostanziali di promozione della pace e dei negoziati.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Sudan è un Paese prioritario nell’ambito della politica di pace della Svizzera dal 2021. In risposta allo scoppio della guerra nell’aprile del 2023, il DFAE ha rapidamente rafforzato il programma per il Sudan e ha adottato diverse misure.

  • La Divisione Pace e diritti umani (DPDU) della Segreteria di Stato DFAE ha avviato due processi di dialogo informali e confidenziali con i partiti politici e forze dell’intera società civile sudanese: il «processo di Nyon» e l’«iniziativa Entebbe». L’obiettivo di queste piattaforme è creare un clima di fiducia e costruire una visione comune per il quadro politico del Sudan post-bellico. Le iniziative sono complementari ai negoziati ufficiali guidati dall’Unione africana.
  • Il DFAE sostiene inoltre le iniziative di pace locali e la documentazione delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario inviando un’esperta di mediazione presso le Nazioni Unite e portando avanti partenariati di progetto.
  • Nell’agosto del 2024, su proposta degli Stati Uniti, la Svizzera ha organizzato sul proprio territorio una conferenza per il cessate il fuoco che ha dato vita al gruppo ALPS (Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, ONU, Unione africana e Svizzera), impegnato a favore della diplomazia umanitaria. La Svizzera funge da coordinatrice per le questioni di diritto internazionale e la protezione della popolazione civile.
  • Durante il suo mandato nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, la Svizzera è stata coautrice e fautrice di varie risoluzioni, per esempio a favore di un cessate il fuoco umanitario a livello nazionale e della fine dei combattimenti intorno alla città di Al-Fashir. Ha inoltre sostenuto l’estensione dell’embargo sulle armi e l’ampliamento delle sanzioni dell’ONU contro gli esponenti delle parti in conflitto. Il lavoro multilaterale continua in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e tramite il sostegno alla missione per l’accertamento dei fatti («Fact Finding Mission») per il Sudan.

Le misure descritte sono monitorate dall’ambasciatore speciale per il Corno d’Africa, che è in contatto con le parti in conflitto e con gli attori politici e della società civile in Sudan e nella regione. Il Consiglio federale ritiene pertanto adempiuta la mozione.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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