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25.4507 · Mozione · 2025-12-11

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare basi legali vincolanti affinché i plurirecidivi originari del Maghreb (ed eventualmente di altri Paesi) che non possono far valere validi motivi d’asilo siano puniti più severamente. Occorrerà in particolare estendere la procedura celere di 48 ore ai casi di furto, furto con scasso e reati analoghi, velocizzare i rimpatri e creare (tramite accordi) le condizioni legali necessarie affinché questi plurirecidivi scontino la pena nel loro Paese d’origine.

Begründung

Come noto, molti criminali sono originari di Paesi islamici, in particolare di Stati del Maghreb. Per 30 anni lo psichiatra forense Urbaniok ha esaminato circa 2300 reati gravi e i loro autori, constatando che nei reati contro la vita e l’integrità fisica i Tunisini sono ad esempio 10 volte più rappresentati degli Svizzeri, e i Marocchini sette volte.Di recente i furti con scasso commessi da plurirecidivi originari del Maghreb si sono moltiplicati in Svizzera. Persino il mediatore Abel Tizeroual ha esortato lo Stato a intervenire in maniera molto più decisa contro i giovani plurirecidivi maghrebini, affermando che molti Marocchini da tempo residenti nel nostro Paese si vergognano dei loro connazionali criminali e ritengono che la Svizzera sia troppo indulgente nei loro confronti. Secondo loro, questi giovani uomini si comportano così perché sanno che qui non rischiano molto e che le prigioni sono molto confortevoli. Inoltre, gli influencer su Tiktok e Instagram li illudono che qui troveranno denaro facile e una vita agiata, proprio mentre il Marocco, che sta vivendo un boom economico, necessita ad esempio di molti lavoratori, soprattutto specialisti. Ma i giovani preferiscono lasciare il lavoro nell’edilizia e nell’agricoltura ai cittadini africani e spesso tentano di far fortuna in Svizzera con attività criminali. Tizeroual chiede anche di far capire ai giovani che la Svizzera è intransigente e che verranno rimpatriati rapidamente. Ritiene che coloro che hanno commesso un reato in Svizzera debbano scontare la pena nel loro Paese d’origine, dove le condizioni di detenzione sono più dure e non potrebbero passare alla clandestinità dopo l’uscita di prigione. Il Consiglio federale deve presentare basi legali vincolanti adeguate a tal fine. La giustizia svizzera potrebbe così essere sgravata.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La richiesta di una normativa che punisca più severamente gli imputati provenienti da un determinato Paese va respinta. Una disposizione di questo tipo viola il principio secondo cui la pena deve essere commisurata alla colpa del condannato e non dipendere dalla sua origine o dal suo statuto di soggiorno. Sarebbe arbitraria, iniqua e quindi anticostituzionale.

Grazie alla Convenzione del 21 marzo 1983 sul trasferimento dei condannati (RS 0.343), la Svizzera dispone di una base convenzionale con numerosi Stati che permette ai detenuti stranieri di scontare la pena nel proprio Paese d’origine. Il nostro Paese ha inoltre concluso accordi bilaterali di trasferimento con vari Stati, tra cui il Marocco. Qualsiasi trasferimento in questo quadro richiede il consenso degli Stati parte e del condannato. Il Protocollo addizionale del 18 dicembre 1997 alla Convenzione sul trasferimento dei condannati (RS 0.343.1) consente già alla Svizzera di trasferire un condannato nel suo Paese d’origine senza il suo consenso se una volta scontata la pena è tenuto a lasciare la Svizzera in quanto nei suoi confronti è stato disposto l’allontanamento o l’espulsione. Per gran parte degli stranieri condannati in Svizzera non vale tuttavia la pena optare per questa soluzione. Le procedure di trasferimento forzato durano a lungo, nella maggior parte dei casi più di un anno. In base alla giurisprudenza del Tribunale federale, impongono alla Svizzera di assicurarsi che il condannato non rischi alcun trattamento contrario ai diritti umani nella struttura detentiva estera. Il condannato dispone inoltre di rimedi giuridici per opporsi al trasferimento. Queste procedure sono quindi adatte per i detenuti stranieri condannati a una pena detentiva di vari anni, ma non per i reati elencati nella mozione.

Per quanto riguarda l’allontanamento delle persone obbligate a lasciare il Paese, tra cui i condannati che hanno scontato interamente la pena, la collaborazione con gli Stati del Maghreb in materia di riammissione è considerata buona. In questo ambito la Svizzera ha concluso accordi con la Tunisia e con l’Algeria. La collaborazione funziona bene anche con il Marocco, con il quale sono intrattenuti scambi regolari e costruttivi nel quadro di un dialogo strutturato. Le partenze verso questo Stato possono quindi essere organizzate in tempi rapidi, in particolare per le persone cui si applica la «procedura di 24 ore» nei centri federali d’asilo. Infatti, le procedure d’asilo delle persone provenienti da Paesi con una bassa quota di protezione, come ad esempio gli Stati del Maghreb, sono svolte celermente e la procedura di rimpatrio o la procedura Dublino è avviata rapidamente. Nel 2025 la Svizzera ha in tal modo organizzato la partenza di oltre 1400 cittadini di Paesi del Maghreb, di cui 717 sono stati trasferiti verso un altro Stato Dublino.

Il Consiglio federale prende sul serio il problema dei plurirecidivi stranieri, ma propone altre soluzioni più efficaci. Nel giugno 2025 la Confederazione e i Cantoni hanno istituito una task force comune incaricata di gestire i plurirecidivi nel settore degli stranieri e dell’asilo. Questo progetto pilota mira a migliorare il coordinamento tra gli strumenti di diritto penale e quelli previsti dal diritto in materia di stranieri al fine di armonizzare l’esecuzione delle pene e degli allontanamenti e quindi promuovere il rimpatrio dei plurirecidivi. Di recente il Parlamento ha trasmesso al Consiglio federale varie mozioni che chiedono di adeguare le misure coercitive di diritto degli stranieri (p. es. mozione Moser 25.3105 «Sicurezza pubblica. Carcerazione e allontanamento dei criminali plurirecidivi nel settore dell'asilo»). Anche le conclusioni della task force sono integrate in questi lavori.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.