Ritoccare il freno all’indebitamento autorizzando crediti supplementari solo per investimenti
25.4515 · Mozione · 2025-12-15
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di modifica della legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0) che, nel preventivo annuale, fissi un limite pari allo 0,25 per cento del prodotto interno lordo (PIL) per i crediti che non sottostanno al freno all’indebitamento. I crediti supplementari potranno essere utilizzati soltanto per le uscite iscritte nel conto degli investimenti, ma non per il conto economico.
Begründung
Secondo l’attuale metodo di calcolo del freno all’indebitamento (obbligo di equilibrio tra entrate stimate e uscite soggette ad autorizzazione) gli investimenti devono essere interamente capitalizzati nell’anno in cui vengono effettuati. Ciò è in contraddizione con la contabilizzazione delle spese e dei ricavi, per la quale ogni investimento ha un periodo di ammortamento durante il quale l’equilibrio è garantito dal fatto che le entrate coprono l’ammortamento e gli interessi sul capitale.
Un limite massimo all’assunzione di credito netto strutturale pari allo 0,25 per cento del PIL tiene conto di questo spostamento di equilibrio in misura controllata, poiché in termini di pianificazione consente un certo margine di manovra, seppure molto limitato, indipendentemente dagli effetti congiunturali. Il tasso d’indebitamento può quindi essere rispettato.
La possibilità di assumere crediti in misura limitata contribuisce a evitare un blocco degli investimenti e allevia la pressione sul Consiglio federale o sul Parlamento a ricorrere a misure straordinarie al fine di rispettare il freno all’indebitamento.
Nel 2024 il PIL della Svizzera è ammontato a 854 miliardi di franchi. Attualmente sarebbe quindi possibile assumere crediti supplementari per attività di investimento per un massimo di 2,135 miliardi di franchi.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione chiede che il preventivo della Confederazione ammetta uscite per investimenti supplementari fino a un importo massimo dello 0,25 per cento del PIL, senza incidenza sul limite delle uscite totali imposto dal freno all’indebitamento. Ciò significa che la Confederazione dovrebbe iscrivere a preventivo un deficit di finanziamento strutturale a lungo termine, attualmente pari a circa 2,1 miliardi di franchi, e quindi preventivare un nuovo indebitamento ogni anno. Il freno all’indebitamento, sancito dalla Costituzione, esige tuttavia che nel medio termine tutte le uscite, e pertanto anche gli investimenti, siano finanziate tramite le entrate e non mediante un ulteriore indebitamento (art. 126 cpv. 1 della Costituzione federale, RS 101). Per questa ragione la proposta della mozione implicherebbe una modifica costituzionale. Anche la gestione delle finanze federali attraverso il conto economico renderebbe necessario un adeguamento della Costituzione. Modificando i parametri di gestione da un’ottica di finanziamento (entrate e uscite) a un’ottica dei risultati (ricavi e spese), la Confederazione non interverrebbe più sulla stabilizzazione del proprio debito, ma dovrebbe mantenere costante il patrimonio netto, ovvero il capitale proprio. Il trattamento degli investimenti è stato ampiamente discusso in occasione dell’introduzione del freno all’indebitamento. Vi sono diverse ragioni che si oppongono a un trattamento speciale degli investimenti. Una di esse è che il trattamento diversificato tra investimenti e uscite correnti non dovrebbe offuscare la definizione delle priorità politiche. Inoltre, va osservato che gli investimenti della Confederazione mantengono un andamento relativamente stabile nel tempo e pertanto non sarebbe opportuno aumentare il debito per promuoverli. Anche l’affermazione secondo cui il freno all’indebitamento cagionerebbe una diminuzione degli investimenti a beneficio di altre uscite finora non è ancora stata confermata. Si veda, ad esempio, la quota degli investimenti della Confederazione sulle uscite (investimenti dal conto della Confederazione, dal Fondo per l’infrastruttura ferroviaria, dal Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato [FOSTRA] e dal Fondo per il supplemento rete) dal 2003 (anno di introduzione del freno all’indebitamento) al 2017. Questa ammontava a una media del 12 per cento e, con l’istituzione del FOSTRA, è salita al 15 per cento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.