25.4529 · Mozione · 2025-12-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano transitorio parallelamente ai negoziati con gli Stati Uniti e di presentarlo al Parlamento; esso andrebbe adottato nel caso in cui non si raggiunga un accordo nei negoziati con gli Stati Uniti, l’accordo venga respinto dal Parlamento o dal popolo o l’attuale amministrazione statunitense aumenti nuovamente i dazi doganali per la Svizzera oltre il 15 % nonostante l’accordo.Nel piano andranno definite le modalità di sostegno alle aziende svizzere colpite da dazi statunitensi superiori al 15 %. Le misure devono andare oltre lo strumento del lavoro ridotto e possono includere prestazioni compensative di sostegno e altre disposizioni adeguate. Le esportazioni di un’azienda negli Stati Uniti nel 2024 serviranno come base di riferimento per individuare le aziende da sostenere. Occorre tuttavia tenere conto anche delle eventuali aziende fornitrici che sarebbero indirettamente colpite. Le misure saranno limitate a un massimo di tre anni e potranno essere sospese anticipatamente in caso di un’eventuale riduzione dei dazi doganali statunitensi.
Begründung
Per le aziende svizzere orientate all’esportazione, i dazi punitivi superiori al 15 per cento rappresentano un grave ostacolo alla concorrenza, mentre le importazioni dalla Svizzera hanno un’importanza economica tutto sommato marginale per gli Stati Uniti. A causa di questa asimmetria di potere, sussiste il rischio di concessioni di ampia portata, il che mette a rischio la possibilità di raggiungere un accordo che raccolga il consenso della maggioranza. Inoltre, non è certo che l’attuale amministrazione statunitense rispetti in modo affidabile eventuali accordi. La Svizzera deve quindi prepararsi a uno scenario di mancato accordo o al non rispetto dell’eventuale accordo.Un piano transitorio credibile rafforza la posizione negoziale del Consiglio federale, in quanto dimostra la capacità della Svizzera di agire anche in caso di fallimento dei negoziati. Per le aziende colpite garantisce una maggiore sicurezza nella pianificazione e rafforza la fiducia degli investitori. Il freno all’indebitamento consente di finanziare misure compensative temporanee in situazioni straordinarie.Un piano di questo tipo è un dispositivo di difesa necessario contro una politica commerciale potenzialmente estorsiva. Anche in uno scenario di mancato accordo, previene danni economici e garantisce al Parlamento una reale libertà decisionale offrendo un’alternativa a un accordo che potrebbe rivelarsi svantaggioso.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Per attenuare gli effetti negativi dei dazi aggiuntivi introdotti dagli Stati Uniti nel corso del 2025, il Consiglio federale ha puntato sul rafforzamento mirato degli stabilizzatori automatici, in particolare dell’indennità per lavoro ridotto (ILR), e sugli strumenti di promozione delle esportazioni. Inoltre, ha intensificato notevolmente gli sforzi per ampliare e modernizzare gli accordi economici esistenti e per rafforzare ulteriormente la competitività della piazza economica svizzera, anche attraverso sgravi normativi (cfr. comunicato stampa del 26 novembre 2025). L’attuazione coerente della legge sullo sgravio delle imprese (RS 930.31) può contribuire in modo duraturo al raggiungimento di questo obiettivo.
L’entrata in vigore del regime doganale statunitense, con effetto retroattivo al 14 novembre 2025, ha determinato una notevole riduzione dei dazi americani applicabili alle importazioni svizzere: dal 39 per cento si è passati a un’aliquota forfettaria massima del 15 per cento. Il debole sviluppo economico degli ultimi mesi dovrebbe quindi essere seguito da una fase di stabilizzazione, soprattutto perché viene a mancare lo svantaggio competitivo rispetto all’Unione europea (UE) e ad altri Paesi come il Giappone e la Corea del Sud. Nel frattempo, le numerose misure adottate nel corso del 2025 rimangono in vigore. Alcuni elementi, come il pacchetto di misure per la competitività dell’economia svizzera adottato il 26 novembre 2025, avranno un impatto positivo nel tempo.
Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare ulteriori misure di sostegno sotto forma di un piano transitorio a sostegno delle imprese colpite dai dazi statunitensi. Il sistema attuale, con gli strumenti dell’assicurazione contro la disoccupazione e della promozione delle esportazioni, ha dimostrato la sua validità ed è a disposizione nel caso di un nuovo aumento dei dazi statunitensi sulle merci svizzere. Eventuali misure aggiuntive potrebbero essere prese in considerazione in caso di grave recessione. Anche se l’incertezza globale legata alle questioni di politica commerciale ed economica rimane elevata, al momento non si prevede uno scenario del genere. Il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta per il 2026 una crescita del PIL corretto dagli eventi sportivi dell’1,1 per cento; nel 2027 la crescita in Svizzera dovrebbe normalizzarsi all’1,7 per cento grazie alla graduale ripresa dell’economia globale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.