25.4573 · Interpellanza · 2025-12-17
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale condivide l’opinione che l’attuazione della Convenzione di Istanbul presenti importanti lacune?
È disposto ad adottare una strategia globale contro la violenza di genere e quando sarà compiuto questo passo?
Com’è possibile colmare le grandi lacune e coinvolgere maggiormente i Cantoni sul piano della responsabilità?
Come può il Consiglio federale garantire che attueremo la norma raccomandata del Consiglio d’Europa (un rifugio per famiglie ogni 10 000 abitanti)?
Come finanziare adeguatamente nuovi rifugi?
Secondo il Consiglio federale, in quali zone della Svizzera vi è maggiore necessità di aprire nuove strutture o di ampliare l’offerta disponibile e di colmare le lacune presenti?
Il Consiglio federale sta elaborando un Piano d’azione nazionale contro i crimini di odio e la violenza anti-LGBTQ. In questo quadro verrà considerata anche l’istituzione di rifugi per persone LGBTIQ+[1]?
[1] https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203820
Begründung
Il 26 settembre 2025, la Confederazione ha pubblicato il rapporto sull’attuazione della Convenzione di Istanbul. Anche i servizi specializzati e le ONG hanno tracciato un bilancio della sua attuazione dal punto di vista della società civile e pubblicato, il 28 ottobre 2025, un rapporto parallelo. Quest’ultimo mostra chiaramente che i risultati raggiunti dalla Svizzera nell’attuazione della Convenzione sono insufficienti: mancano una strategia nazionale uniforme, sufficienti risorse finanziarie e un coordinamento sistematico tra Confederazione, Cantoni e società civile. Particolarmente critiche sono le lacune riscontrate nella protezione e nel sostegno dei gruppi vulnerabili, di cui fanno parte, ad esempio, persone con disabilità, rifugiate o LGBTIQ+.Il forte aumento della violenza di genere nel 2025 mostra che l’attuazione della Convenzione di Istanbul presenta ancora importanti lacune negli ambiti della prevenzione, della protezione, del perseguimento penale e del coordinamento. Vi è infine una carenza di rifugi, in particolare nelle zone rurali[1]. [1] https://www.ebg.admin.ch/it/la-convenzione-di-istanbul (pag.125 e 149)
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il rapporto sull’attuazione delle raccomandazioni del Comitato delle Parti del Consiglio d’Europa, come pure il secondo rapporto nazionale della Svizzera sull’attuazione della Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35) del 26 settembre 2025, mettono in luce i notevoli progressi dall’ultimo rapporto del 2021 (www.parita-svizzera.ch > Violenza contro le donne e violenza domestica > Pubblicazioni sulla violenza contro le donne > Convenzione di Istanbul). L’attuazione della Convenzione di Istanbul è un compito comune di Confederazione, Cantoni, Comuni e società civile. Il Consiglio federale è del parere che siano stati raggiunti numerosi risultati e rimanda alle misure che sono state adottate, quali l’avvio di una campagna di prevenzione contro la violenza domestica, sessuale e di genere nel novembre del 2025 e le misure di prevenzione dei femminicidi, nonché alle misure pianificate, quale il numero di telefono 142 per l’aiuto alle vittime, attivo a partire dal maggio del 2026.
2. Alla fine di aprile del 2026 sarà stilato un bilancio dell’attuazione della roadmap contro la violenza domestica, in coordinamento con il bilancio finale, previsto per la fine del 2026, del Piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul 2022–2026 (PAN-CI). Questi bilanci consentiranno di valutare il lavoro svolto negli ultimi anni, di riaffermare l’impegno della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni nella lotta attiva contro la violenza domestica, sessualizzata e di genere, e di definire l’orientamento della futura strategia della Svizzera contro questi fenomeni. Inoltre, nel quadro della valutazione intermedia della Strategia Parità 2030 (www.parita-svizzera.ch > Uguaglianza tra donna e uomo > Pubblicazioni sull’uguaglianza di genere > Strategia Parità 2030), pubblicata il 12 dicembre 2025, il Consiglio federale ha incaricato l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo di sottoporgli entro la fine del 2026 eventuali adeguamenti della strategia, compreso il campo d’azione 3 «Violenza di genere».
3. I bilanci menzionati al numero 2 si svolgono in collaborazione con i Cantoni e i Comuni, con il coinvolgimento delle ONG, per prevenire e contrastare la violenza di genere nel modo più efficace possibile attraverso la futura strategia nazionale.
4. e 6. Come mostrato dall’analisi della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) del 2024 (disponibile in tedesco e francese su www.sodk.ch > Dokumentation > Studien und Berichte), l’attuale offerta di rifugi e case di accoglienza non è sufficiente per soddisfare la domanda. Per evitare rifiuti di presa a carico e lunghe attese, occorre aumentare le capacità e migliorare il coordinamento tra le regioni, garantendo inoltre un’offerta differenziata e adeguata per i diversi gruppi target. L’elaborazione di soluzioni regionali per colmare le carenze in materia di rifugi e case di accoglienza è una delle tre misure urgenti definite nel giugno del 2025 dal comitato costituito da rappresentanti di Confederazione, Cantoni e Comuni responsabile del coordinamento dell’attuazione della Convenzione di Istanbul (cfr. risposta del Consiglio federale all’interpellanza Porchet 25.4205 «Lotta ai femminicidi e alla violenza nei confronti di donne e bambini. Leggi senza mezzi e senza tempi?»). Inoltre, il 7 novembre 2025, la CDOS ha approvato in una proposta procedurale tre aree di intervento prioritarie volte ad ampliare e differenziare l’offerta, nonché a rafforzare la collaborazione all’interno delle regioni (disponibile in tedesco e francese su www.sodk.ch > Themen > Opferhilfe > Schutzunterkünfte).
5. Come esposto nel messaggio del Consiglio federale del 22 ottobre 2025, la revisione parziale della legge concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV) ha come obiettivo il miglioramento del finanziamento e dell’offerta di accoglienza nelle regioni (FF 2025 3332). L’obbligo di informazione dei Cantoni dovrebbe inoltre garantire che le offerte siano note e facilmente accessibili.
7. Il Piano d’azione nazionale contro i crimini d’odio nei confronti delle persone LGBTIQ 2026–2030, adottato dal Consiglio federale il 28 gennaio 2026, prevede una misura specifica volta a potenziare il sostegno e l’offerta di assistenza, protezione e case di accoglienza per le persone vittime di violenza.