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25.4601 · Interpellanza · 2025-12-17

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale ha di recente deciso di versare ulteriori 23 milioni di franchi di aiuti per Gaza, portando così la somma erogata dalla Svizzera dall’inizio della guerra a 150 milioni. Il capo del DFAE, Ignazio Cassis, ha dichiarato che «siamo solo all’inizio».

Dei 23 milioni citati, 5,5 serviranno a “rafforzare l’Autorità nazionale palestinese (ANP)”, la quale, a quanto risulta, nel 2025 verserà 214 milioni di dollari ai familiari dei terroristi uccisi o arrestati, e nel 2024 ne avrebbe già versati 144.

Se l’AP dispone di fondi sufficienti per versare pensioni ai familiari dei terroristi, non si comprende perché dovrebbe ricevere ulteriori aiuti dalla Svizzera, a maggior ragione in considerazione delle note necessità di risparmio che hanno portato il Consiglio federale a proporre importanti misure di riduzione della spesa in patria. La presidente della Confederazione ha perfino cancellato il pranzo di Natale per i suoi collaboratori.

Chiedo al Consiglio federale:

  1. Come va intesa l’affermazione del Consigliere federale Cassis secondo cui i 150 milioni di franchi finora versati per Gaza sarebbero «solo l’inizio»?

  2. Come si spiega che l’ANP riceva aiuti milionari dalla Svizzera, malgrado a quanto pare disponga di fondi sufficienti ad indennizzare con centinaia di milioni di dollari le famiglie dei terroristi uccisi o arrestati?

  3. Quanti milioni di aiuti elvetici finiranno nelle tasche di Hamas?

  4. Paesi come la Germania hanno rifiutato di accogliere minorenni feriti o malati da Gaza, accompagnati da numerosi familiari, ritenendo l’iniziativa simbolica e sproporzionatamente costosa. Vari ricchi e/o grandi Cantoni hanno declinato l’invito del CF (o di due Dipartimenti?) ad accogliere minorenni di Gaza e i loro familiari. Come valuta il Consiglio federale la posizione degli Stati e dei Cantoni che non intendono accogliere minorenni da Gaza?

  5. Il Consiglio federale ha quantificato i costi complessivi dell’iniziativa di cui al punto 4?

  6. Il Consiglio federale si aspetta che i minorenni di cui al punto 4 ed i loro familiari torneranno in patria, o che resteranno definitivamente in Svizzera?

  7. Al momento, secondo il Consiglio federale, sono presenti in Svizzera 78 accompagnatori dei minorenni feriti. Il CF ha considerato che questo numero potrebbe in un secondo tempo moltiplicarsi in conseguenza di ricongiungimenti familiari?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Con il «Gaza Peace Plan for peace in the Middle East» (x.com/WhiteHouse) e la Dichiarazione di New York (https://docs.un.org/fr/A/CONF.243/2025/1 del 4 agosto 2025), la comunità internazionale dispone di processi di pace approvati rispettivamente dal Consiglio di sicurezza e dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Consiglio federale intende contribuire all’attuazione di tali processi in conformità con il diritto internazionale adottando misure concrete. A tal fine, valuterà costantemente questo sostegno, che si trova ancora nella sua fase iniziale. 2. e 3. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza all’impiego oculato del sostegno finanziario della Svizzera. Il nostro Paese dispone di diversi meccanismi di controllo per garantire che nessun aiuto finanziario sia utilizzato per scopi diversi da quelli per cui è stato concesso. Il Consiglio federale si impegna a favore di una migliore governance e di riforme dell’Autorità palestinese (AP) al fine di rafforzarne la legittimità e l’efficacia e di assicurare la sostenibilità di un futuro Stato palestinese. Riforme in tal senso sono state avviate dall’AP. Dei 23 milioni di franchi stanziati dal Consiglio federale il 26 novembre 2025 a favore del «Gaza Peace Plan», 5,5 milioni servono al rafforzamento delle istituzioni palestinesi. Di questi, 4 milioni sono destinati al settore sanitario e versati a sei ospedali per coprire le cure di pazienti della Cisgiordania. I versamenti avvengono tramite il meccanismo PEGASE gestito dall’UE, che verifica che i fondi siano utilizzati per gli scopi previsti. La Svizzera stanzia inoltre 1 milione di franchi a favore della Banca Mondiale per sostenere le riforme in materia di gestione del bilancio. Infine, destina 500 000 franchi allo sminamento umanitario. Questo sostegno è mirato e vincolato a scopi precisi. I fondi non vengono versati al bilancio generale dell’AP. 4. Il Consiglio federale non si esprime sulle attività di altri Paesi nel settore delle evacuazioni mediche. Tutti i Cantoni che hanno partecipato all’operazione lo hanno fatto su base volontaria. Il Consiglio federale non può pronunciarsi sulle motivazioni dei Cantoni che non vi hanno preso parte. 5. I costi del trasferimento in Svizzera sono ammontati a circa 600 000 franchi. Considerata la varietà delle patologie, dalle quali dipendono i costi di trattamento, i costi totali successivi all’arrivo in Svizzera non sono stati quantificati. 6. Queste persone hanno il diritto di presentare una domanda d’asilo. Le procedure d’asilo sono condotte caso per caso, conformemente al diritto e alla prassi in vigore. A causa della catastrofica situazione umanitaria e socioeconomica nella Striscia di Gaza, al momento un ritorno non è ragionevolmente esigibile secondo la prassi in materia di asilo e di allontanamento seguita dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). 7. Le condizioni per un ricongiungimento familiare dipendono dall’esito della procedura d’asilo e dallo statuto di soggiorno della persona in Svizzera. Le pertinenti basi legali figurano nell’articolo 51 della legge sull’asilo (LAsi) nonché negli articoli 85c e 42 e seguenti della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).