25.4602 · Mozione · 2025-12-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una base legale per la messa fuori legge in Svizzera dei movimenti “Antifa”.
Begründung
I movimenti cosiddetti “Antifa” (antifascisti) sono in realtà espressioni di intolleranza, violenza e fascismo (di sinistra).
La città di Berna lo scorso mese di ottobre è stata messa letteralmente a ferro e fuoco da una manifestazione non autorizzata “pro Palestina”, che ha provocato danni per svariati milioni di franchi. Le forze dell’ordine sono state aggredite. I facinorosi hanno perfino dato fuoco ad un ristorante storico, creando una situazione di serio pericolo.
Anche in varie altre città svizzere, sotto il pretesto del sostegno alla Palestina impropriamente mischiato all’ “antifascismo”, si sono registrate azioni violente. E’ altresì manifesto che la Palestina è solo un pretesto per mobilitare frange violente.
Il fenomeno è da anni nel radar del Servizio delle attività informative della Confederazione. Le azioni violente riconducibili all’estrema sinistra si contano ormai a centinaia, mentre quelle legate all’estremismo di “destra” rimangono nell’ordine di grandezza delle singole unità.
I movimenti Antifa costituiscono un pericolo per la democrazia, usando l’intimidazione e la violenza contro chi ha posizioni diverse dalle loro. In Italia nei giorni scorsi è stata assaltata la redazione di un giornale. In Francia sedi di partiti e di politici di destra sono settimanalmente oggetto di attacchi, così come pure in Germania.
I movimenti in questione non hanno una struttura organizzativa unitaria; ma un simile impedimento di tipo pratico non può diventare un pretesto per non intervenire.
Vari Paesi si stanno muovendo per dichiarare fuorilegge i movimenti Antifa: iniziative politiche in tal senso sono in corso negli Stati Uniti, in Ungheria, nei Paesi Bassi, in Francia, come pure presso il parlamento UE.
La Svizzera, nazione giustamente fiera della propria tradizione democratica e di confronto civile, deve quindi dichiarare fuori legge movimenti che minacciano la sicurezza, la democrazia, le libertà dei cittadini, oltre a causare alla collettività costi ingenti.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
A questo proposito, il Consiglio federale continua a sostenere la posizione espressa nel settembre 2020 nel suo parere in risposta al postulato 20.3517 Glarner «Fermare in tempo utile il terrorismo degli estremisti di sinistra. Vietare subito il gruppo Antifa!». L’«Azione Antifascista» (Antifa) è un tema che riguarda in generale gli ambienti di estrema sinistra. Di conseguenza, non tutte le persone e i gruppi che appartengono a questo movimento eterogeneo possono essere classificati come appartenenti agli ambienti dell’estremismo violento. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) interviene già oggi in modo preventivo, sulla base delle disposizioni giuridiche vigenti, contro organizzazioni e persone appartenenti al movimento Antifa che presentano sia un legame effettivo con la violenza sia un rifiuto dei principi democratici e dello Stato di diritto. In Svizzera non sussistono invece i presupposti per vietare l’«Azione antifascista» o le organizzazioni ad essa riconducibili: l’«Azione antifascista» non è un gruppo in senso stretto, bensì un movimento eterogeneo o una rete internazionale informale. Ne fanno parte singoli individui e gruppi di vario genere. La mancanza di una struttura organizzativa non depone a favore di un divieto. L’articolo 74 capoverso 1 della legge federale sulle attività informative (LAIn; RS 121) consente al Consiglio federale di vietare un’organizzazione o un gruppo che direttamente o indirettamente propaga, sostiene o favorisce in altro modo attività terroristiche o di estremismo violento e che in questo modo minaccia concretamente la sicurezza interna o esterna. Ai sensi dell’articolo 74 capoverso 2 LAIn un relativo divieto di organizzazioni deve fondarsi su una decisione delle Nazioni Unite che sancisce un divieto o sanzioni nei confronti dell’organizzazione o del gruppo. Anche questo requisito non è soddisfatto nel caso dell’«Azione antifascista» o delle organizzazioni ad essa riconducibili.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.