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25.4671 · Mozione · 2025-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Nella Commissione del Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rivedere il quadro legale affinché la Posta Svizzera definisca in modo simile il formato e il peso per gli invii classificati come "piccoli invii" spediti in Svizzera e quelli provenienti dall'estero, e armonizzi le spese di porto per i commercianti svizzeri e per gli invii provenienti da Paesi terzi.

Begründung

Ogni giorno arrivano a Zurigo circa 500 000 pacchi solo dalla Cina. Le ordinazioni dei consumatori in Svizzera sono motivate principalmente da considerazioni finanziarie. Visti i prezzi pubblicati sulle piattaforme estere, in particolare cinesi, sembra ovvio che queste non debbano sostenere gli stessi costi di trasporto dei nostri rivenditori svizzeri. La situazione attuale può essere chiaramente interpretata come un ostacolo alla libera concorrenza.

La definizione di "piccolo invio" varia a seconda che si tratti di un invio nazionale o internazionale, il che pone i rivenditori svizzeri in una posizione di svantaggio. In Svizzera, un piccolo invio è limitato a 17,6 × 25 × 5 cm e 500 g, mentre a livello internazionale può raggiungere i 2 kg e i 90 cm, in conformità con le disposizioni della Convenzione dell'Unione postale universale (UPU) e il suo regolamento. In pratica, un rivenditore svizzero pagherà in media 8.50 franchi per un pacco di 501 grammi, mentre un mittente straniero (ad es. in Cina) pagherà molto meno per un pacco che può essere fino a quattro volte più pesante o tre volte più grande. Una tale differenza non si giustifica, nemmeno con il pretesto di mantenere una forma di equità nei prezzi per l'invio di un pacco da un Paese ritenuto "più povero".

Sebbene la Cina non sia più considerata un Paese in via di sviluppo, beneficia tuttora di un trattamento speciale data la sua attuale classificazione nella categoria 3 secondo le "Terminal Dues" dell'UPU. Vista la quantità di pacchi cinesi che affluiscono in Svizzera, è giunto il momento di riconsiderare questa situazione, che compromette la libera concorrenza tra i rivenditori svizzeri e quelli stranieri. Nell'interesse dei commercianti svizzeri, la Posta Svizzera deve rivedere i formati e le spese di porto per gli articoli provenienti dall'estero, al fine di mantenere una sana concorrenza con il mercato svizzero.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Per gli invii di merci consegnati alla Posta Svizzera alle condizioni dell'UPU ai fini dello sdoganamento, dello smistamento e del recapito in Svizzera, sono specificati sia il formato che le tariffe. Al Congresso mondiale del 2019 è stato concordato un sistema che fino al 2025 consente ai Paesi membri dell'UPU di aumentare le tariffe per gli invii con formato minimo "lunghezza + larghezza + altezza max. 90 cm e fino a 2 kg" del 15-17 per cento all'anno. La Posta ha sfruttato al massimo questo margine di manovra. Attualmente la Cina paga le stesse tariffe di altri Paesi industrializzati appartenenti alla medesima categoria di Paese (ad es. Canada, Giappone, Australia). Dal 2023, si è verificato un chiaro spostamento dal canale UPU verso soluzioni logistiche commerciali. Secondo la Posta, nel 2025 solo il 27 per cento di tutti gli invii transfrontalieri di merci dalla Cina è stato trasportato attraverso il canale UPU: non c'erano praticamente piccole merci di peso superiore ai 500 grammi. Il peso medio delle piccole merci provenienti dalla Cina era di soli 70 grammi, il che le rende equivalenti alle piccole merci nazionali fino a 500 grammi. Data la diversa definizione di invii di piccole dimensioni, il Consiglio federale non ritiene che vi sia un sostanziale svantaggio competitivo per i commercianti in Svizzera. Inoltre, le merci di piccole dimensioni trasportate tramite il canale UPU dispongono di un ventaglio di prestazioni ridotto rispetto a quelle che rientrano nel servizio universale nazionale. Le molteplici prestazioni per il destinatario, come ad esempio la gestione individuale dei pacchi, non sono disponibili. Le tariffe nazionali e le tariffe UPU sono determinate su basi differenti e, pertanto, non sono direttamente confrontabili. Mentre le indennità relative agli invii postali importati tramite il canale UPU non coprono sempre i costi del recapito, la Posta deve fissare i prezzi del servizio universale secondo criteri economici. Un aumento dei prezzi per gli invii internazionali che non sottostanno alle disposizioni UPU non sarebbe opportuno. I commercianti esteri potrebbero affidare i loro invii a imprese postali non soggette a regolamentazione, cosicché l'effetto protettivo per i commercianti nazionali verrebbe a mancare. Parallelamente, nel settore dei pacchi nazionali non vi è margine per un abbassamento dei prezzi. I requisiti del servizio universale e il calo della domanda a livello del trasporto lettere e delle transazioni allo sportello comportano costi elevati, comprimendo i margini nel settore dei pacchi nazionali. Nel complesso, un intervento nella gestione dei prezzi della Posta sarebbe in contrasto con la revisione in corso della legislazione postale, che mira a conciliare la portata e la capacità di autofinanziamento del servizio universale. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la presente mozione, il Consiglio federale si riserva di invitare la seconda Camera a trasformarla in un mandato di verifica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.