25.4751 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le centrali idroelettriche esistenti forniscono un contributo fondamentale alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e alla sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera, in particolare in inverno. Al contempo, il Consiglio federale esige il potenziamento accelerato delle energie rinnovabili, sottolineando regolarmente l’importanza dell’energia idroelettrica.
Nella pratica emerge però anche un quadro opposto: alcune centrali idroelettriche esistenti rimangono ferme per lunghi periodi o non possono essere rimesse in funzione dopo lavori di risanamento e rinnovo perché opposizioni, ricorsi o controversie legali ritardano o bloccano le procedure. Ciò riguarda non solo piccole centrali idroelettriche, ma anche impianti e dighe di dimensioni maggiori. Ad esempio, nel Cantone di San Gallo una grande centrale idroelettrica è ferma in attesa di una riparazione! Da oltre quattro anni si litiga anziché produrre energia elettrica.
La perdita delle attuali capacità produttive è contraddittoria dal punto di vista della politica energetica, indebolisce la sicurezza dell’approvvigionamento e mina la credibilità della politica energetica della Confederazione.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
In Svizzera, quante centrali idroelettriche esistenti sono attualmente del tutto o in parte ferme a causa di procedimenti penali pendenti, opposizioni o controversie in relazione a progetti di risanamento o rinnovo?
A quanto ammonta (in GWh) l’attuale perdita di produzione elettrica annua per il sistema elettrico svizzero?
Come valuta il Consiglio federale questa circostanza alla luce della situazione di approvvigionamento tesa, soprattutto nel semestre invernale?
Di quali possibilità giuridiche dispone oggi la Confederazione per garantire il proseguimento o la rapida rimessa in esercizio delle centrali idroelettriche esistenti, qualora siano soddisfatti i requisiti fondamentali in materia ambientale e di sicurezza?
Perché queste possibilità non sono state finora sfruttate o lo sono state solo con moderazione?
Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire per adeguare le procedure, le possibilità di opposizione o le competenze in modo tale che le centrali idroelettriche esistenti non possano essere bloccate per anni?
Il Consiglio federale è disposto a proporre al Parlamento misure concrete volte a garantire in via prioritaria l’esercizio delle centrali idroelettriche esistenti?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. La Confederazione dispone di una visione d’insieme delle centrali idroelettriche fuori esercizio solo se la loro potenza installata è superiore a 300 kilowatt (kW). La statistica idroelettrica, inoltre, contempla soltanto le disattivazioni a lungo termine. I motivi alla base della messa fuori esercizio non sono sempre indicati chiaramente, ma nella maggior parte dei casi si tratta di lavori di ristrutturazione, guasti tecnici o eventi naturali. Nell’esempio menzionato relativo al Cantone di San Gallo, apparentemente la situazione è bloccata a causa di controversie di diritto privato tra il gestore e le imprese edili coinvolte scaturite dopo la sua trasformazione. Il Consiglio federale parte dal presupposto che alla base delle interruzioni di esercizio non programmate vi siano raramente situazioni di questo genere. 3. Il 16 dicembre 2025 la Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) affermava che attualmente l’approvvigionamento elettrico della Svizzera è garantito. La produzione delle centrali idroelettriche fuori esercizio menzionate è irrilevante sul piano nazionale. La loro disattivazione non comprometterebbe direttamente la sicurezza di approvvigionamento. 4. e 5. Rimettere rapidamente in esercizio le centrali ferme è nell’interesse sia dei gestori che dei Cantoni, per poter limitare il più possibile le perdite di produzione e di conseguenza quelle finanziarie. Tranne se in relazione con la sicurezza delle dighe, le procedure di autorizzazione sono generalmente di competenza dei Cantoni, senza ostacoli dovuti alle condizioni quadro poste dal diritto federale. La controversia in corso nel Cantone di San Gallo, in quanto di diritto privato, non può essere risolta con un adeguamento giuridico speciale. 6. e 7. Per quanto risulta al Consiglio federale si tratta di casi eccezionali, motivo per cui per il momento non ritiene necessario intervenire.