Possibili ritorsioni della Federazione Russa contro asset svizzeri e valutazione delle conseguenze per la Svizzera
25.4832 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Si chiede al Consiglio federale:
È a conoscenza delle minacce di ritorsione annunciate dalla Banca centrale russa e della possibile esposizione di asset svizzeri?
Quali valutazioni sono state effettuate sui rischi giuridici, economici e finanziari per la Svizzera e per le sue imprese?
La Svizzera detiene o amministra asset russi che potrebbero esporla a ritorsioni dirette o indirette?
Sono stati elaborati scenari o misure di protezione per le banche e le aziende svizzere potenzialmente colpite?
Ritiene che insistere pedissequamente sul blocco o l'utilizzo degli asset russi congelati sia opportuno anche alla luce del principio di neutralità svizzera, della sicurezza giuridica e della tutela degli interessi economici del Paese, oppure valuta vie alternative?
Begründung
Secondo notizie di stampa recenti, la Banca centrale russa ha annunciato l’intenzione di avviare azioni legali e misure di rappresaglia nei confronti di banche occidentali a seguito dei piani, discussi a livello internazionale, per utilizzare gli asset russi congelati a favore dell’Ucraina. Tali ritorsioni potrebbero colpire beni e investimenti di Paesi dell’UE, del G7 e anche della Svizzera, per un valore stimato complessivo di centinaia di miliardi di dollari.
Sebbene la Svizzera non faccia parte dell’Unione europea, essa ha adottato le sanzioni contro la Russia e segue da vicino le discussioni sull’eventuale utilizzo degli asset congelati. In questo contesto, la Svizzera potrebbe esporsi a contromisure russe, con potenziali conseguenze giuridiche ed economiche per la piazza finanziaria e per le imprese elvetiche attive all’estero. Il ricorso annunciato da Mosca a tribunali nazionali e internazionali rischia inoltre di aumentare l’incertezza giuridica e di indebolire la fiducia nella protezione degli investimenti.
Alla luce di questi sviluppi, appare necessario chiarire se il Consiglio federale abbia valutato in modo approfondito i rischi e se la strada intrapresa sia compatibile con gli interessi fondamentali della Svizzera, inclusa la sua neutralità.
Stellungnahme des Bundesrates
In occasione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 gli Stati membri dell’Unione europea (UE) hanno deciso di concedere all’Ucraina un prestito senza interessi di 90 miliardi di euro per il periodo 2026–2027. Tale prestito sarà finanziato sui mercati dei capitali tramite obbligazioni comuni dell’UE e garantito dal margine di manovra disponibile nel bilancio unionale. Per il momento, gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo sull’utilizzo dei fondi della Banca centrale russa immobilizzati nell’UE per la concessione di un prestito di riparazione all’Ucraina. In tal caso non si tratterebbe di una misura che rientra nel diritto in materia di sanzioni. Nel 2023 il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale delle finanze di monitorare, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri e l’Ufficio federale di giustizia, gli sviluppi internazionali relativi ai valori patrimoniali immobilizzati della Banca centrale russa e di informarlo al riguardo. Questo mandato informativo è stato eseguito più volte – l’ultima delle quali il 14 gennaio 2026 – tenendo conto anche degli aspetti giuridici, politici, economici e finanziari. Su questa base e alla luce degli sviluppi nell’UE menzionati in apertura, il Consiglio federale ritiene che al momento non sia opportuno approfondire le questioni sollevate nell’interpellanza.