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Rischi finanziari e statali legati alle nuove centrali nucleari. Insegnamenti tratti dalle esperienze internazionali

25.4863 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel contesto del dibattito su una possibile revoca del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari, per la Svizzera si pone la questione dei rischi finanziari e statali legati ai nuovi progetti nucleari. Le esperienze internazionali evidenziano ricorrenti superamenti dei costi e assunzioni di rischi da parte dello Stato.
Questi sono documentati anche nel rapporto della Corte dei conti francese (2020, 2025) su Flamanville e Olkiluoto 3, della Corte dei conti britannica (2017) su Hinkley Point C e nel rapporto intermedio TVO concernente il terzo trimestre 2018 su Olkiluoto 3.

Domande:

1. Il Consiglio federale conferma le conclusioni principali dei rapporti summenzionati in merito ai notevoli superamenti dei costi e dei termini previsti nonché all’assunzione di rischi da parte dello Stato nei progetti nucleari di Flamanville, Hinkley Point C e Olkiluoto 3? Quali conclusioni ne trae per la valutazione della costruzione di una nuova centrale nucleare in Svizzera?

2. Il Consiglio federale ritiene che, in Svizzera, la costruzione di una nuova centrale nucleare potrebbe comportare rischi analoghi in termini di costi, realizzazione e finanziamento? In caso negativo, su quali specifiche condizioni quadro svizzere e su quali esempi empirici o analoghi a livello internazionale basa questa valutazione?

3. Il Consiglio federale condivide la valutazione delle Corti dei conti menzionate, secondo cui di fatto i nuovi progetti di centrali nucleari sono realizzabili solo se lo Stato si assume direttamente o indirettamente i principali rischi legati alla realizzazione, al mercato o al finanziamento, com’è avvenuto ad esempio nel caso di Flamanville e Olkiluoto 3? In caso negativo, su quali esempi internazionali si basa?

4. Il Consiglio federale conferma che i rischi finanziari del progetto EPR (Extended Producer Responsibility) Flamanville sono stati sostenuti in ultima analisi dall’impresa a maggioranza statale EDF e quindi indirettamente dallo Stato francese? Quali insegnamenti ne trae per la Svizzera?

5. Quali forme di sussidio statale o di copertura dei rischi sarebbero necessarie o realistiche in caso di costruzione di una nuova centrale nucleare in Svizzera e quali impegni diretti o indiretti ne deriverebbero per la Confederazione, in particolare per quanto riguarda il freno all’indebitamento?

6. Il Consiglio federale ha confrontato sistematicamente questi rischi statali con quelli delle alternative per garantire l’approvvigionamento invernale? In caso affermativo, con quali ipotesi e con quali risultati?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non mette in discussione le principali conclusioni dei rapporti citati. Come da essi indicato, diversi fattori contribuiscono al superamento dei costi e dei tempi di costruzione. I promotori di un’eventuale nuova centrale nucleare in Svizzera dovranno pertanto tenere conto in modo adeguato di tali fattori. 2. – 5. Il Consiglio federale parte dal presupposto che un’impresa sia disposta a investire in una nuova centrale nucleare in Svizzera solo se è possibile ridurre al minimo i summenzionati fattori di rischio. La maggior parte dei progetti di nuove centrali nucleari avviati a livello mondiale negli ultimi anni ha beneficiato di sostegni statali, ad esempio sotto forma di imprese o investitori pubblici, mutui statali, contratti di acquisto con prezzi fissi dell’energia elettrica (ad es. in Gran Bretagna e in Finlandia), indennizzi in caso di annullamento o chiusura del progetto per motivi politici e/o contratti di ripartizione dei costi e degli utili (ad es. in Svezia). Anche in Francia i rischi finanziari legati alla costruzione della centrale di Flamanville sono stati sostenuti in larga misura dallo Stato, che detiene il 100 per cento delle azioni di Électricité de France (EDF). Inoltre, secondo la tassonomia dell’Unione europea (UE), gli investimenti privati nel settore nucleare nell’UE sono classificati come «sostenibili», circostanza che incentiva il sostegno da parte degli istituti finanziari. La normativa UE in materia di aiuti di Stato consente inoltre agli Stati membri di concedere aiuti o sussidi agli esercenti di centrali nucleari. In Svizzera, tuttavia, al momento non si pone la questione del finanziamento e della ripartizione dei rischi associati alla costruzione di una nuova centrale nucleare, poiché la redditività può essere valutata solo sulla base di un progetto concreto. In linea di massima, il Consiglio federale si adopera affinché la Confederazione non sia esposta a svantaggi finanziari derivanti da nuovi rischi. Gli investimenti necessari e i rischi connessi sono pertanto a carico dell’esercente e non della Confederazione. 6. Per quanto riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento invernale, tutte le alternative vengono esaminate allo stesso modo. Il Consiglio federale è aperto a tutte le tecnologie a basso impatto sul clima. Poiché attualmente non esiste alcun progetto concreto per una nuova centrale nucleare, non è possibile valutare in modo specifico i rischi associati a un eventuale sostegno.

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