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25.4881 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

L’articolo 24a LAsi prevede che richiedenti l’asilo che compromettono considerevolmente la sicurezza e l’ordine pubblici o che con il loro comportamento disturbano considerevolmente l’esercizio della sicurezza dei centri della confederazione sono collocati in centri speciali.

-La creazione di reparti securizzati all’interno dei centri federali d’asilo di Pasture e di Flumenthal è compatibile con il principio del trasferimento in centri speciali sancito dall’articolo 24a LAsi?

-Qual è la situazione attualmente in Svizzera, quanti centri speciali sono in esercizio e quanti sono i posti a disposizione?

-Quanti posti saranno disponibili nei reparti securizzati dei citati centri federali?

-Il CF non ritiene che la presenza di richiedenti l’asilo problematici, oltretutto frustrati dal collocamento in reparti securizzati , possa causare problemi di ordine pubblico sul territorio all’esterno dei centri federali?

-Quali misure supplementari sono state previste a protezione del territorio esterno ai centri federali?

-La creazione di reparti securizzati non va nella direzione opposta rispetto a quanto richiesto dai comuni, che auspicavano invece un maggior numero di posti nei centri speciali con allontanamento dal loro territorio dai richiedenti l’asilo problematici?

-I comuni e gli esecutivi cantonali sono stati coinvolti nella decisione di creare reparti securizzati? In caso di risposta negativa, il CF intende procedere a un approfondimento di quanto unilateralmente prospettato coinvolgendo anche i cantoni e i comuni interessati?

-Cosa risponde il CF ai sindaci di Balerna, Chiasso e Novazzano che lamentano pubblicamente di essere stati lasciati inascoltati e soli a gestire le problematiche di ordine pubblico create sul loro territorio da richiedenti l’asilo problematici, che mettono in cattiva luce tutti richiedenti l’asilo, anche quelli che si comportano correttamente, che creano sentimenti ostili nella popolazione e che vanificano gli sforzi di integrazione e di pacifica convivenza con la cittadinanza?

-Qualora non fossero attualmente in esercizio centri speciali, vi da attendersi che i richiedenti l’asilo potenzialmente problematici saranno sin da principio alloggiati nei due centri che dispongono di reparti securizzati? Altrimenti come saranno gestiti i richiedenti l’asilo problematici in assenza di centri speciali in esercizio?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) conduce un progetto pilota volto a determinare se l’alloggio separato nei centri federali d’asilo (CFA) dei richiedenti l’asilo che disturbano l’esercizio permette di aumentare la sicurezza e nel contempo sgravare il resto del centro. Questo approccio interno al CFA non è tuttavia collegato modello dei centri speciali. L’alloggio in un reparto separato è una misura interna al CFA. 2. Dopo la chiusura del centro speciale di Les Verrières (NE) a fine novembre 2025, non è più in funzione nessun centro speciale secondo l’articolo 24a della legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31). Il modello dei centri speciali non è mai stato attuato come previsto. In assenza di possibili ubicazioni, il secondo centro di questo tipo previsto nella Svizzera tedesca non ha mai potuto essere realizzato. Pertanto, invece dei 60 posti inizialmente previsti per ciascuna sede, erano disponibili solo dieci posti per tutta la Svizzera, che per di più hanno comportato costi sproporzionati. Il progetto pilota era pianificato da tempo e sarebbe stato avviato anche senza la chiusura del centro speciale di Les Verrières 3./9. Il progetto pilota prevede di predisporre dieci posti letto per sede in un’area separata. Solo le persone già ospitate nei CFA pilota con un comportamento problematico saranno trasferite nell’area separata del centro in questione. È escluso che richiedenti l’asilo recalcitranti provenienti da altre regioni procedurali o da altri CFA vengano trasferiti in una delle due sedi pilota. 4. La SEM provvede alla sicurezza all’interno dei CFA. Il progetto pilota citato dall’autore dell’interpellanza mira a garantire la sicurezza di tutte le persone che soggiornano in questi centri, il buon funzionamento dei CFA e a ridurre ulteriormente il numero di incidenti rilevanti per la sicurezza. Secondo le stime della SEM, questa misura può contribuire a distendere la situazione in materia di alloggio nei CFA. 5./6./8. Il mantenimento della sicurezza all’esterno dei CFA rientra nella competenza della polizia comunale e cantonale, con le quali la SEM intrattiene contatti regolari e una stretta collaborazione. D’intesa con le autorità locali, la Confederazione sostiene in questo compito i Cantoni che lo richiedono, organizzando pattuglie esterne e versando importi forfettari adeguati per sostenere il personale di sicurezza e polizia. Altri elementi importanti nel settore della sicurezza sono i colloqui svolti nel quadro delle tavole rotonde strategiche e operative regionali e la task force di lotta ai plurirecidivi nel settore dell’asilo e degli stranieri.In occasione della Conferenza nazionale sull'asilo del 28 novembre 2025, Confederazione, Cantoni, Città e Comuni hanno deciso di esaminare misure specifiche in materia di sicurezza e migrazione irregolare al fine di migliorare la capacità del sistema d’asilo di gestire le persone che commettono reati. Intendono inoltre sviluppare congiuntamente la task force di lotta ai plurirecidivi. Infine, il progetto pilota si propone di migliorare la sicurezza non solo nei CFA ma anche nei loro dintorni. 7. I Comuni e i governi cantonali sono stati informati in via preliminare in merito alla decisione di svolgere questo progetto pilota. La SEM è in contatto con le competenti autorità cantonali e comunali per discutere il progetto e se, del caso, apportare le modifiche necessarie.