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25.4884 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal Canton Ticino giungono sempre più segnalazioni secondo cui le più importanti imprese di trasporto - in particolare SBB Cargo International e Deutsche Bahn – sostituirebbero macchinisti con contratti di lavoro svizzeri con macchinisti con contratti di lavoro italiani.

Concretamente le società affiliate italiane di queste imprese hanno formato personale di bordo per l'abilitazione in Svizzera, e continuano a farlo, al fine di affidargli la conduzione di treni dal confine italiano fino a Arth-Goldau.

A titolo di esempio: dal 1° gennaio 2026, la filiale svizzera della Deutsche Bahn ha assunto da FFS Cargo il trasporto ferroviario tra il confine tedesco e quello italiano. Per questo compito, FFS Cargo impiegava finora 18 macchinisti. La filiale svizzera della Deutsche Bahn invece ha assunto solamente cinque nuovi macchinisti. Una gran parte del lavoro sembra essere stata affidata alla filiale italiana della Deutsche Bahn.

Alla luce di quanto sopra, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

  1. Quanti macchinisti con contratto di lavoro italiano sono stati formati da SBB Cargo International e Deutsche Bahn dal 2023 per l'abilitazione in Svizzera o sono attualmente in formazione?

  2. È vero che i macchinisti italiani guadagnano in media circa la metà dello stipendio di un macchinista svizzero?

  3. Questa pratica di sostituire personale di macchina con contratto di lavoro svizzero con personale con contratto di lavoro straniero è osservabile anche in altre regioni svizzere, in particolare in Vallese, nella Svizzera romanda e al confine settentrionale?

  4. Quali misure pensa di attuare il Consiglio federale per impedire il dumping salariale nel traffico ferroviario transfrontaliero?

Stellungnahme des Bundesrates

SBB Cargo International SA punta in modo sistematico sull'interoperabilità nel traffico merci transfrontaliero. I macchinisti vengono formati in modo tale da poter circolare sia nel Paese di assunzione che nel rispettivo Paese confinante. Questo principio vale in egual misura per tutti i Paesi in cui opera. Tutti i macchinisti di SBB Cargo International sono soggetti al suo contratto di lavoro collettivo.

L'impiego transfrontaliero del personale di macchina è regolato contrattualmente con le parti sociali. Dal 2018 è applicato un accordo che prevede l’equilibrio, nel tempo, tra l’impiego di macchinisti stranieri in Svizzera e quello di macchinisti svizzeri all’estero, secondo la regola del 50/50, determinata sulla base dei treni-chilometri interoperabili percorsi. Le FFS riferiscono che l’accordo viene controllato periodicamente e applicato correttamente.

1. Dal 2023 SBB Cargo Italia ha formato 18 macchinisti per l'interoperabilità tra Italia e Svizzera. Nello stesso periodo, in Svizzera sono stati formati 21 macchinisti per l'interoperabilità tra Svizzera e Italia. Attualmente in Svizzera un totale di 91 su 150 macchinisti impiegati, ovvero il 61 per cento, opera in regime di interoperabilità (Svizzera/Germania, Svizzera/Francia o Svizzera/Italia). Nell'affiliata italiana SBB Cargo Italia l'interoperabilità dei macchinisti è dell'ordine di 50 su 153 persone (33 %).

2. Gli stipendi dei macchinisti con contratto di lavoro italiano sono nettamente inferiori a quelli dei macchinisti con contratto di lavoro svizzero. In termini numerici la differenza salariale è circa il 50 per cento in meno. I dati relativi ai livelli salariali devono essere interpretati nel contesto dei rispettivi contratti di lavoro nazionali e collettivi, nonché delle notevoli differenze nel costo della vita.

3. SBB Cargo International non sostituisce personale di macchina con contratto di lavoro svizzero con personale di macchina con contratto di lavoro straniero. L'impiego di macchinisti interoperabili si inserisce nel quadro del piano di trasporto in vigore e dell’accordo con le parti sociali sopra citato. Non è limitato a singole regioni.

4. Il mercato del trasporto transfrontaliero di merci su rotaia è liberalizzato dal 1999. Di conseguenza, la Svizzera riconosce le autorizzazioni estere di accesso alla rete anche per l'accesso alla sua rete ferroviaria.

In linea di principio, i servizi di trasporto ferroviario transfrontaliero rientrano nel campo di applicazione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone introdotte dalla Svizzera nel 2004, volte a tutelare i salari a seguito dell’apertura del mercato del lavoro e della liberalizzazione della prestazione di servizi transfrontalieri. Secondo il Consiglio federale, tuttavia, occorre dare priorità agli accordi tra le parti sociali, come quello sopra citati del 2018. Inoltre, il personale di macchina impiegato in Svizzera deve disporre di una qualifica professionale adeguata (licenza). Entrambi questi elementi riducono in modo significativo il rischio di dumping. Non sono previste ulteriori misure.